Sport per disabili

Lo sport per i disabili è lo strumento migliore per la riabilitazione e l’inclusione sociale. Oltre a migliorare la qualità della vita ti aiuta a ritrovare autostima, a vivere emozioni con tanti amici, a sentirti più realizzato. In questa guida potrai trovare tutte le discipline che puoi praticare anche in base alla disabilità che hai, con le testimonianze di atleti paralimpici, oltre ad avere un nutrito elenco di società sportive specializzate nel promuovere e diffondere gli sport per le persone disabili. Infine troverai i link alle federazioni paralimpiche per vedere i calendari e le attività sia a livello agonistico che promozionale.

Questa pagina è realizzata in collaborazione con

offcarr-banner2

Elenco delle discipline

Quali sport posso fare?

Consulta questa guida per scoprire quali sport puoi praticare. Scrivi alla nostra Redazione per integrare i dati in nostro possesso.

  • (*) solo per altleti con lesioni agli arti inferiori
  • (**) rugby in carrozzina solo per persone tetraplegici
AMPUTAZIONI ARTI SUPERIORI

AMPUTAZIONI ARTI SUPERIORI

Ci riferiamo a tutti coloro che, a seguito di incidenti, traumi fisici, o malattie, hanno avuto la rimozione di tessuto di uno o più arti e articolazioni della parte superiore del corpo, e quindi alle braccia o a parti di esse come l’amputazione delle dita, del metacarpo, la disarticolazione del polso, l’amputazione dell’avanbraccio, la disarticolazione del gomito, l’amputazione trans omerale, la disarticolazione della spalla.  La maggior parte degli amputati prova il fenomeno del cosiddetto “arto fantasma” di cui il cervello percepisce ancora la presenza. Questa sensazione aiuta l’amputato ad adattarsi al meglio nell’accettazione di un eventuale arto protesico. Le persone , compatibilmente con il loro tipo di amputazione, sono in grado di praticare le sotto indicate discipline sportive.

Sportivi con amputazione arti superiori

La storia di Samuele Gobbi

  • ciclismo
  • curling
  • ice sledge hockey
  • nuoto
  • pesistica
  • sci alpino
  • sci nordico
  • tiro a segno
  • vela
ALBINISMO

ALBINISMO

Si tratta di una anomalia genetica che consiste nella completa o parziale carenza di pigmentazione di melanina nella pelle, nell’iride e nella coroide, nei peli e nei capelli. L’albinismo è quindi una mutazione genetica che deriva dall’incrocio di due individui portatori di geni albini. La forma classica colpisce in varie modalità sia maschi che femmine e provoca principalmente una ipersensibilità alla luce, la diminuzione d’insensità visiva, un prematuro invecchiamento della pelle che , in assenza di melanina, è senza protezione con il conseguente rischio della formazioni di neoplasie. Comunque con le giuste attenzioni oggi si può godere di una normale qualità di vita che consente di praticare una vasta serie di discipline sportive sotto indicate. Per saperne di più leggi l’articolo sull’albinismo di Ability Channel

Sportivi albini

Guarda le interviste a due nuotatrici paralimpiche albine, Luigia Vivenzio e Agnese Marchesini

  • nuoto
AMPUTAZIONE ARTI INFERIORI

AMPUTAZIONE ARTI INFERIORI

Ci riferiamo a tutte quelle persone che, a seguito di traumi, incidenti o malattie, hanno subito la rimozione di tessuto o di arti in modo parziale o totale, della parte inferiore del corpo. L’80% di queste amputazioni vanno ricondotte a malattie dei vasi sanguigni conseguenza di ferite, di tumori maligni, di infezioni, malformazioni congenite o conseguenza del diabete. Grazie a nuove tecniche chirurgiche le amputazioni vengono effettuate in modo meno cruento possibile e tengono conto del successivo uso di protesi tecnologicamente sempre più avanzate, e di processi riabilitativi. Tra le più frequenti : la disarticolazione dell’anca, l’amputazione trans femorale, la disarticolazione del ginocchio o la amputazione trans tibiale. Secondo il tipo di amputazione e possibile praticare molte discipline sportive sotto indicate.

Atleti amputati

Guarda le storie di Martina Caironi, Giusy Versace e Alessandro Zanardi

  • biathlon
  • ciclismo
  • curling
  • ice sledge hockey
  • nuoto
  • pesistica
  • sci alpino
  • sci nordico
  • tennis tavolo
  • tiro a segno
  • tiro con l'arco
  • triathlon (paratriathlon)
  • vela
ATROFIA MUSCOLARE SPINALE (SMA)

ATROFIA MUSCOLARE SPINALE (SMA)

La Atrofia Muscolare Spinale è una grave malattia genetica di tipo neuromuscolare, più conosciuta con la sigla SMA. Colpisce il sistema nervoso centrale che presiede, nel midollo spinale, alla trasmissione del movimento dei muscoli attraverso i cosiddetti motoneuroni, quelle cellule dedicate al trasferimento dei segnali motori, impedendo nei casi più gravi di camminare, di deglutire, il controllo di movimenti del collo e della testa. E’ calcolato che in Italia vi siano oggi oltre 10 mila persone colpite da questa malattia invalidante nelle tre modalità riconosciute : SMA 1, SMA 2, e SMA 3 considerata la forma più lieve. Le persone colpite da questa patologia possono comunque accedere alle diverse discipline sportive che vengono qui sotto indicate.

Sportivi con la SMA

Simone Ranzato, portiere della nazionale di Hockey in carrozzina

  • boccia
  • Hockey (wheelchair hockey)
CEREBROLESIONI

CEREBROLESIONI

Le persone affette da questo tipo di patologia, si intendono colpite da un danno localizzato a livello del sistema nervoso centrale. Tra questi possiamo annoverare tumori cerebrali, ictus, traumi cranici, varie modalità di demenza o patologie neurodegenerative come l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica e altre forme di paralisi. Il numero di persone colpite da cerebrolesioni è in costante aumento nel nostro paese e rappresentano una delle principali cause di disabilità cognitiva fisica e psicologica con pesanti limitazioni nella qualità della vita. Ciò nonostante, dopo specifici protocolli riabilitativi, le persone colpite da cerebro lesioni, sono in grado di poter praticare una serie di discipline sportive che vengono sotto suggerite e che possono rappresentare una importante azione di recupero psicofisico.

  • baskin
  • boccia
  • bocce
  • equitazione
  • judo
  • nuoto
  • sci alpino
  • sci nordico
  • tennis tavolo
  • tiro a segno
  • vela
MALATTIA DI CHARCOT-MARIE-TOOTH

MALATTIA DI CHARCOT-MARIE-TOOTH

Si tratta di una malattia rara di tipo genetico che colpisce i nervi e può arrecare serie conseguenze a tutto il sistema nervoso, provocando una vera e propria forma di disabilità. Si caratterizza con una atrofia muscolare con conseguente progressiva debolezza fisica, una riduzione della sensibilità dei piedi, delle gambe e progressivamente verso gli arti superiori con alcune possibili deformazioni di tipo scheletrico. Questa patologia di solito si manifesta prima dei 20 anni ed è catalogata in 3 principali forme : la CMT di tipo 1, la più frequente, la CMT di tipo 2 che rappresenta il 20% dei casi e la CMT di tipo 4 che è considerata molto rara. Le persone che ne soffrono possono comunque accedere a diverse discipline sportive che qui sotto elenchiamo.

Sportivi con la malattia di Charcot-Marie-Tooth

nuotare con Charcot-Marie-Tooth

  • nuoto
DIPLEGIA SPASTICA

DIPLEGIA SPASTICA

La diplegia spastica è una forma di paralisi cerebrale infantile caratteristica dei neonati prematuri e causata dall’immaturità del sistema vascolare, che determina un quadro di spasticità prevalente agli arti inferiori. In genere con lo sviluppo la persona riesce a compiere dei brevi passi camminando sulla punta dei piedi. Malgrado questa disabilità, le persone che ne soffrono possono accedere ad attività sportive che qui sotto suggeriamo e che possono migliorare il tono e la qualità psicofisica della vita.

  • boccia
DISTROFIA MUSCOLARE

DISTROFIA MUSCOLARE

La distrofia muscolare raggruppa diverse malattie neuromuscolari a carattere degenerativo di forma ereditaria e che causano una progressiva atrofia della muscolatura scheletrica. Questa patologia in Italia al 10% dei malati neurologici. Le forme più diffuse sono la distrofia di DUCHENNE, quella di BECKER, la distrofia muscolare DEI CINGOLI, con varie e diverse caratterizzazioni. Tutte patologie genetiche che si differenziano fra loro per sintomi, gravità e incidenza sulla popolazione. Sono tutte forme di distrofia muscolare che si manifestano a diverse età, da quella infantile a quella adulta che comunque , in molti casi, permette di potersi applicare ad alcune discipline sportive che sotto indichiamo.

  • boccia
  • tennis tavolo
NANISMO

NANISMO

Il nanismo è una alterazione di origine genetica la cui forma più comune e diffusa è la acondroplasia. Colpisce una persona ogni 20 mila. Questa patologia è caratterizzata da un mancato sviluppo armonico delle cartilagini di accrescimento delle ossa lunghe degli arti. La cartilagine è quel tessuto connettivo dell’osso che nel bambino ancora non è saldato e che ne impedisce il progressivo allungamento. Il nanismo acondroplastico è il tipo di nanismo più frequente. Coloro che ne sono colpiti sono spesso soggetti a difficoltà respiratorie, infezioni auricolari, dolori alla schiena con possibili forme di ernie del disco, e mancanza di stabilità nell’assetto. Sono comunque persone in grado di poter praticare alcune discipline sportive che qui sotto suggeriamo.

  • atletica paralimpica
  • calcio a 7
  • nuoto
PARALISI CEREBRALE INFANTILE

PARALISI CEREBRALE INFANTILE

Questa malattia, più frequente in età pediatrica, è una patologia neuromotoria causata da un danno o una lesione irreversibile non progressiva del sistema nervoso centrale, le cui ripercussioni sul sistema muscolare progrediscono con l’evoluzione della vita, con possibili ripercussioni anche di tipo intellettivo. Esistono diversi tipi di paralisi cerebrale infantiletra i quali:

  • la paralisi infantile spastica;
  • la paralisi infantile discinetica;
  • la paralisi infantile atassica;
  • la paralisi infantile ipotonica.

Le sue manifestazioni sono varie e i loro sintomi mutano nel tempo, ma alcune strategie terapeutiche possono aiutare a migliorare la qualità della vita. Da non dimenticare l’utilità e il beneficio di alcune discipline sportive che qui sotto vengono suggerite e praticabili da persone con questa patologia.

  • boccia
PARAPLEGIA

PARAPLEGIA

E’ una forma di paralisi che compromette l’uso di entrambi gli arti inferiori. Nella maggior parte dei casi, le cause sono da attribuirsi a lesioni da incidenti o da processi patologici a carico del midollo spinale. I motivi più frequenti della paraplegia è dovuta a traumi della colonna vertebrale nelle sue 4 principali sezioni in cui è suddivisa : cervicale, toracica, lombare e sacrale, che ne caratterizzano conseguenze e gravità. Ma la paraplegia, ancorchè non colga le prime 7 vertebre cervicali, non può impedire anche una vita ricca di soddisfazioni. Qui sotto indichiamo una serie di discipline sportive compatibili con questa disabilità.

Campioni paraplegici

Oscar De Pellegrin

  • ice sledge hockey
  • nuoto
  • sci alpino
  • sci nordico
  • tennis tavolo
  • tiro a segno
  • tiro con l'arco
POLIOMIELITE

POLIOMIELITE

Si tratta della malattia infettiva più temuta del 20° secolo, per i bambini in particolare. Causata da 3 tipi di virus che colpiscono i motoneuroni delle corna anteriori del midollo spinale. Una malattia altamente contagiosa che, fortunatamente con la vaccinazione di massa dei vaccini SALK e SABIN è stata quasi completamente eradicata nel mondo. Comunque, anche se raramente, si possono ancora verificare casi di poliomielite, soprattutto tra quelle persone scettiche sull’uso dei vaccini : Una patologia che provoca danni irreversibili e incurabili al sistema nervoso centrale. Gli individui che sopravvivono alla poliomielite sviluppano nel tempo modalità di compensazione alle forme di paralisi o altri danni neurologici, secondo le varie complicanze intervenute. La pratica di alcune discipline sportive, secondo la forma di disabilità, può migliorare comunque la qualità della loro vita.

  • atletica paralimpica
  • basket in carrozzina
  • equitazione
  • nuoto
  • tiro con l'arco
SCLEROSI MULTIPLA

SCLEROSI MULTIPLA

La sclerosi multipla è una malattia del sistema nervoso centrale ed è causata dalla degenerazione della mielina, la guaina che protegge ed isola i neuroni, le cellule cerebrali, compromettendo la loro capacità di trasmissione degli impulsi che provengono dal cervello e viceversa. Una malattia che può provocare disturbi alla vista, ai movimenti, alla sensibilità degli arti, difficoltà nella parola, disturbi all’intestino e alla vescica, nella coordinazione dei muscoli volontari e nella deambulazione. Anche questa malattia è divisa e catalogata in 4 categorie, secondo la tipologia e la gravità. Ciò non impedisce alle persone che ne sono colpite, compatibilmente alle loro possibilità, di accedere con molti benefici psicofisici a diverse discipline sportive che sotto indichiamo.

Sportivi con Sclerosi Multipla

La storia di Sara Morganti, campionessa mondiale di paradressage, equitazione

  • equitazione
  • nuoto
SORDITA’

SORDITA’

Viene descritta come sordità quella disfunzione dell’apparato uditivo la cui causa può essere individuata nelle lesioni dell’orecchio, nell’esposizione eccessiva e continuativa a forti rumori ed anche alla conseguenza dell’assunzione di particolari farmaci. La sordità può manifestarsi sia dalla nascita oppure durante la vita a causa di traumi. Chi nasce privo dell’udito riscontra gravi difficoltà nell’apprendimento in genere. Il trauma uditivo può avere diversi gradi di gravità : lieve, medio, grave, profondo. La tipologia della riduzione uditiva viene anche classificata dal danno che la ha prodotta : trasmissiva o neurosensoriale. Le persone colpite da sordità possono accedere a diverse discipline dello sport paralimpico, elcune delle quali a loro dedicate e che qui sotto indichiamo.

  • atletica paralimpica
  • bocce
  • bowling
  • calcio a 7
  • calcio balilla
  • ciclismo
  • judo
  • nuoto
  • orientamento
  • tennis tavolo
  • tiro a segno
  • tiro con l'arco
SPINA BIFIDA

SPINA BIFIDA

La spina bifida è considerata un difetto genetico della colonna vertebrale dovuto alla mancata saldatura degli archi vertebrali. Si tratta della più comune malformazione del sistema nervoso periferico che colpisce in Italia 5 bambini ogni 10 mila abitanti. La parte più interessata della colonna vertebrale per questa patologia, nella maggior parte dei casi, sono le vertebre del tratto lombo-sacrale. La forma più frequente è quella detta MIELOMENINGOCELE oppure quella più lieve denominata SPINA BIFIDA OCCULTA. Questa malformazione che obbliga nella maggior parte dei casi una vita in carrozzina, consente comunque con successo la partecipazione a molte discipline sportive del mondo paralimpico che qui sotto vi indichiamo e suggeriamo.

Atleti con spina bifida

Azzurra Ciani

  • basket in carrozzina
  • canoa (paracanoa)
  • ice sledge hockey
  • tiro a segno
TETRAPLEGIA

TETRAPLEGIA

Si tratta in genere di una paralisi gravemente invalidante, conseguenza di un grave trauma che ha colpito il primo tratto della colonna vertebrale e le sue prime 7 vertebre cervicali. Il trauma più frequente è quello derivato da incidenti automobilistici o cadute da motorini. In tutti quei casi in cui il midollo spinale viene danneggiato nel tratto descritto. Le conseguenze sono molto gravi. Se non si perde la vita i deficit neurologici comportano anche la non autosufficienza per il resto della vita. Con l’obbligo di una carrozzina. Comunque anche queste persone colpite da tetraplegia, un deficit così importante e penalizzante, possono aiutare la loro disabilità e la loro qualità della vita con alcune discipline sportive che qui sotto vi suggeriamo.

Atleti Tetraplegici

Alvise De Vidi

  • atletica paralimpica
  • handbike
  • nuoto
  • rugby in carrozzina
  • tennis tavolo
DISABILITA’ VISIVA

DISABILITA’ VISIVA

La disabilità visiva può essere descritta nelle seguenti varie forme : CECITA’ completa, IPOVISIONE che comporta una parziale capacità visiva, RETINITE PIGMENTOSA malattia ereditaria della retina, MACULOPATIA che consiste nella progressiva perdita della visione centrale dove sono presenti i fotoricettori, quelle cellule che trasformano i segnali luminosi in impulsi elettrochimici. L’educazione di una persona con una delle varie forme di disabilità visiva richiede una una profonda conoscenza delle caratteristiche e le peculiarità di questo deficit. Comunque anche per i disabili visivi hanno a disposizione una serie di discipline sportive a loro dedicate che qui sotto indichiamo e che hanno consentito a tanti atleti paralimpici italiani straordinari successi sportivi.

  • atletica paralimpica
  • baseball per ciechi
  • calcio per non vedenti
  • canottaggio
  • ciclismo
  • goalball
  • judo
  • nuoto
  • sci alpino
  • sci nordico
  • showdown
  • tiro a segno
  • tiro con l'arco
  • torball
DISABILITA’ INTELLETTIVA E RELAZIONALE

DISABILITA’ INTELLETTIVA E RELAZIONALE

La disabilità intellettiva e relazionale è una irreversibile condizione della salute mentale che a volte fanno seguito a patologie psichiche e neuromotorie alcune delle quali di origine genetica. Tra quelle più conosciute, la SINDROME DI DOWN. Oppure altri deficit di origine pre-natale, o patologie sopravvenute dopo il parto come encefaliti, meningiti o traumi cranici. Le patologie che fanno parte di questa disabilità si possono classificare in 3 categorie : le ENCEFALOPATIE infantili (lesioni a carico del cervello), la SINDROME DI DOWN (di origine genetica), l’AUTISMO, un disturbo dello sviluppo con cause tutt’oggi poco conosciute con importanti deficit di comunicazione e comportamentali. Per queste patologie è stata creata la FISDIR una federazione del Comitato Italiano Paralimpico che mette a disposizione 16 diverse discipline sportive sotto indicate.

  • baskin
  • bocce
  • equitazione
  • judo
  • nuoto
  • tennis tavolo
  • tiro a segno
  • vela
SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA)

SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA)

La sclerosi laterale amiotrofica, più comunemente conosciuta con la sigla SLA, è una malattia degenerativa che colpisce le cellule cerebrali preposte al controllo dei muscoli, compromettendo progressivamente i movimenti della muscolatura volontaria. Si manifesta in genere in soggetti con età superiore ai 40 anni, con maggiore frequenza nei maschi rispetto alle femmine. Le numerose ricerche scientifiche che sono state condotte in merito hanno evidenziato il ruolo di alcuni fattori che concorrerebbero allo sviluppo della patologia, tra i quali la predisposizione genetica, i fattori tossico-ambientali, un tasso molto elevato di glutammato, la formazione di ammassi di proteine nelle cellule e la carenza di nutrienti per le cellule del sistema nervoso. Esistono due forme principali di SLA: la SLA tipica o COMUNE e la SLA in FORMA BULBARE, che porta a degenerazione dei muscoli coinvolti nella masticazione e nella deglutizione.
Nonostante sia una malattia degenerativa, chi è affetto da SLA non deve rinunciare del tutto allo sport. Qui sotto trovi elencate le discipline sportive dedicate.

  • boccia

Dove fare Sport

Calendario eventi sportivi

Storia e organizzazione degli sport per disabili

Anche se la storia degli sport per disabili può essere fatta iniziare molto tempo prima, le prive vere Olimpiadi nascono in Italia, precisamente a Roma, nel 1960. In quell’anno Antonio Maglio, direttore del centro paraplegici dell’INAIL, propose -ed ottenne- di portare l’evento, che fino a quel momento si teneva in Inghilterra, nella capitale, subito dopo le Olimpiadi estive dedicate ai normodotati. Nascono così, in territorio italiano e su iniziativa di un nostro connazionale, i primi Giochi Paralimpici.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la storia degli sport dei disabili passo passo. Le prime competizioni che più si avvicinano alle attuali Olimpiadi per disabili sono i “Giochi silenziosi”, che fecero la loro prima comparsa a Parigi nel 1924. Organizzati dal Comitato Internazionale degli Sport dei Sordi (CISS), erano dedicati esclusivamente ai non udenti e comprendevano tutte le pratiche agonistiche, dal tiro a segno al nuoto alle arti marziali. Oggi prendono il nome di “Giochi olimpici silenziosi”, o “Deaflympics”, e si svolgono con cadenza biennale. Nel 1952 fu la volta dei “Giochi di Stoke Mandeville”, nati dall’idea di un medico britannico, Ludwig Guttman, che sperimentò per primo l’importanza terapeutica dell’attività sportiva sui suoi pazienti e organizzò tale competizione per i veterani della Seconda Guerra Mondiale che avevano riportato lesioni alla colonna vertebrale, amputati o che soffrivano di paralisi cerebrale, poliomielite, cecità.

Arriviamo così al 1960, anno in cui la nona edizione dei “Giochi di Stoke Mandeville” si trasforma nei “IX Giochi Internazionali per Paraplegici”. Il nome di “Giochi paralimpici” venne però approvato dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) solo nel 1984.
Le prime Paralimpiadi invernali si tennero a Örnsköldsvik, in Svezia, nel 1976. Dal 2001, la CIO e il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) hanno deciso di affidare di volta in volta alla stessa città l’organizzazione di entrambe le manifestazioni delle Olimpiadi, quella classica e quella riservata ai disabili. Organo di riferimento in Italia per gli sport per disabili è il Comitato Paralimpico Italiano, che gestisce le attività sportive per persone disabili sul territorio nazionale, per garantire loro la possibilità di partecipare all’attività sportiva in condizioni di uguaglianza e pari opportunità. Ad oggi, il comitato riconosce oltre quaranta entità sportive, tra federazioni, discipline paralimpiche, enti di promozione ed associazioni.

Le federazioni

Basket in carrozzina
FISPES - Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali
Nuoto Paralimpico
FISDIR - Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale
FIMPAR - Federazione Italiana Motociclismo Paralimpico
Arco senza barriere - FITArco
Grosseto 2016

Articoli sport per disabili