Sara Morganti – Equitazione e Sclerosi Multipla

Sara Morganti e la sua bellissima storia, lo sport e la Sclerosi Multipla, il rapporto con la sua cavalla ed una vita che va avanti. Questa l’intervista che Sara Morganti ha rilasciato ad Ability Channel:

Sara Morganti – la sua vita

Sara MorgantiA soli 13 anni lavora in un maneggio per potersi permettere di montare a cavallo, la sua grande passione. Sogno che si infrange a 19 anni quando le viene diagnosticata una malattia neurodegenerativa: la Sclerosi Multipla.

A 22 anni Sara Morganti non è più in grado di camminare e quindi deve abbandonare l’equitazione…poi scopre vicino a casa un centro ippico dove ci sono atleti disabili e quindi a 29 anni inizia la sua carriera sfolgorante, non nel salto ma nel dressage. Da lì un successo dietro l’altro: sette volte campione italiana, partecipa alle maggiori manifestazioni internazionali e alle paralimpiadi di Londra. Nemmeno una brutta caduta da cavallo tre anni fà la tiene lontana dall’equitazione; nel 2013 raggiunge il terzo posto nella ranking list mondiale e un doppio bronzo agli europei in Danimarca; nel 2014 le viene assegnato il Pegaso d’Oro dalla Regione Toscana, come migliore atleta dell’anno.

A Sara Morganti piace sottolineare come il cavallo la renda libera e lontano da tutti i suoi problemi…

Sara Morganti: sentirsi libera

Sara Morganti 03“Perchè mi sento libera quando monto a cavallo? Intanto perchè mi libera dai limiti derivati dalla mia situazione fisica – spiega Sara Morganti –  perchè nel momento in cui monto a cavallo è lei che si muove con me e per me e quindi diventa un pò come un centauro…la cavalla diventa quasi il prolungamento di me…Questa è la sensazione che io provo quando la monto, sentirmi libera, lontana dai problemi…perchè lontana dai problemi? Perchè in quel momento il mio unico pensiero è quello di essere a cavallo e quindi tende a rimanere al di fuori qualsiasi altra problematica relativa sia alla vita quotidiana che a qualsiasi altra cosa…”

“Per questo credo nell’importanza dello sport. Io amo l’equitazione e sono sicura che questa libertà e lontananza dai problemi la regali qualsiasi sport, ecco perchè, nonostante la disabilità, ritengo che sia troppo importante continuare a praticarlo…”

Sclerosi Multipla ed Equitazione Paralimpica

La Sclerosi Multipla l’aveva fatta scendere da cavallo, ma il suo coraggio, la sua determinazione, la sua passione l’hanno rimessa in sella… Tutto questo l’ha aiutata nella lotta contro la sua patologia.

Schermata 2014-08-11 a 11.31.57“Io ricordo che quando mi è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla a 19 anni – racconta Sara Morganti – è stata la mia prima domanda: posso continuare ad andare a cavallo? Posso continuare a fare le gare? Intelligentemente la mia neurologa mi ha detto: devi valutare, se sono maggiori i costi o i benefici della pratica dello sport. Io la risposta me la sono data con il tempo perchè inizialmente non posso dire di aver pensato di andare avanti, mi ci è voluto un pò di tempo. Ho continuato in una fase iniziale ad andare a cavallo negando quasi di essere malata perchè i sintomi della malattia inizialmente mi permettevano di negare la malattia stessa; quando la malattia è diventata eclatante agli altri e soprattutto a me e quindi non ho potutoo più nascondere a me stessa e a nessun altro che ero malata, dopo una fase iniziale di grandissimo sconforto ho dovuto scegliere se cercare di stringere i denti e andare avanti – e andare avanti significa andare avanti anche nelle cose belle che facevo prima – o fermarmi a guardare la malattia che progrediva, perchè questo purtroppo è quello che è successo, la malattia è andata avanti…però sono andata avanti anch’io, sono risalita in sella e ho scoperto un mondo meraviglioso che è il mondo dello sport paralimpico. Ho scoperto che la mia disciplina si poteva praticare, che si poteva praticare anche a livello internazionale, che esisteva addirittura l’equitazione paralimpica alle Paralimpiadi”.

“Ovviamente – prosegue Sara Morganti – quando mi è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla nel ’96 non c’era tutta l’informazione che abbiamo oggi e quindi mi ci sono voluti dieci anni per sapere. Oggi c’è la grande fortuna della diffusione velocissima delle informazioni e quindi per me è importante, anche ora, essere qui per dire a tutti…guardate che bisogna trovare solo delle strade diverse per fare tutto quello che si faceva prima…tutto o quasi…ovviamente ci saranno delle cose che rimangono impossibili e non possiamo ostinarci a voler fare quelle cose lì…ma le cose che amavamo tantissimo, e questo lo dico per esperienza personale, si può trovare il modo di continuare a farle…”

“Da bambina sognavo di andare alle Olimpiadi; quando mi hanno diagnosticato la Sclerosi Multipla sicuramente per me quel sogno era diventata un’impossibilità…e invece…è diventata una realtà perchè io sono stata alle Paralimpiadi di Londra 2012 con una Sclerosi Multipla progressiva. Mi ha regalato tantissimo lo sport…mi ha regalato la possibilità di guardare oltre, di progettare, di essere progettuale con una malattia che progredisce e questo, non pensavo sinceramente, che sarebbe stato possibile…”

Royal Delight

Sara ha un rapporto speciale con la sua cavalla: quando lei entra nella scuderia, nonostante ci siano molte persone e molti cavalli, la cavalla sente arrivare le sue ruote e quindi comincia a chiamarla…e penso che questa sia la miglior dimostrazione dello splendido rapporto che si può creare tra un animale e una persona…

Sara Morganti02“Appena arrivo in scuderia – sottolinea Sara Morganti – vengo subito chiamata dalla mia cavalla…le basta sentire il mio ingresso, in una scuderia con 27 cavalli per cui di persone che transitano in quel corridoio ce ne sono non so quante…quando lei sente arrivare le ruote della mia sedia, che non è neanche elettrica ma a spinta, per cui vi assicuro che il rumore è veramente lieve, lei mi chiama subito e questo per me è già un primo regalo. A volte capita che io vada senza dover montare, o dovrei dire meglio senza poter montare perchè non è mai un dovere montare a cavallo ma è sempre un piacere, e i giorni che ci vado solo per andarla a trovare, per portarle delle carote piuttosto che salutarla, per quanto possa essere comprensibile, per me già il fatto che lei mi riconosca ha già costituito il più grande regalo della giornata, poi se monto è anche meglio, ma ci sono delle giornate che vado lì solo per il piacere di vederla e stare un pò con lei…”

“Lei si chiama Royal Delight – spiega Sara Morganti – perchè il padre si chiamava Royal Dick per cui dovevo scegliere un nome che iniziasse con la R…ho deciso di rimanere sul regale, sognando un pò perchè quando l’ho presa in realtà non aveva un aspetto poi così regale…adesso posso dire di si, ma allora no… Delight invece deriva da tutte quelle sfumature del significato che tale parola racchiude all’interno e quindi nella traduzione italiana di tale parola possiamo parlare di gioia, di piacere, di delizia…e questo era esattamente quello che rappresentava per me la cavalla che io avevo sognato sin da bambina perchè ho iniziati fin da piccola a sperare un giorno di poter avere un cavallo mio e quindi, alla fine, il fatto che io sia riuscita a creare le condizioni, che significa trovare i mezzi per poterlo comprare, l’ho trovato lavorando…quando sono riuscita ad averla per me non poteva essere espressa che con la parola delight. Poi all’interno c’è anche la parola luce…per cui – conclude Sara Morganti – una parola composta…c’è anche la parola luce…ed è quello che un pò rappresenta per me lei e lo sport e tutto il mondo che ci sta intorno…”