Paralisi cerebrale infantile

La paralisi cerebrale infantile è un disturbo persistente ma non immutabile della postura e del movimento dovuto ad alterazioni della funzione cerebrale per cause pre, peri, o post-natali, prima che si completi la crescita e lo sviluppo del sistema nervoso centrale.

Paralisi cerebrale infantile

Paralisi cerebrale infantile, le cause

Il danno cerebrale pre o perinatale si esprime a distanza con un quadro clinico eterogeneo, il cui spettro può variare dal solo danno motorio, all’associazione con ritardo mentale, al deficit visivo e all’epilessia. Si tratta infatti spesso di una condizione di handicap multiplo che richiede una valutazione ed una presa in carico multidisciplinare.

L’azione lesiva di una causa non si concretizza sempre in una fase strettamente determinata, ma spesso costituisce la premessa per cui, altre successive situazioni di instabilità fisiologica e clinica, si traducono in momenti di sofferenza per il feto e per il suo sistema nervoso, momenti in cui si attualizza il rischio connesso alla causa iniziale.

  • Nel periodo prenatale le cause più frequenti sono date da infezioni materne in gravidanza: rosolia, toxoplasmosi, cytomegalovirus, sifilide, arbovirus, enterovirus, herpes virus. Tutte patologie materne che, interferendo con lo sviluppo del feto, possono danneggiare il sistema nervoso.
    Tra gli altri disturbi che possono concorrono allo sviluppo di una Paralisi cerebrale infantile, si riconoscono: il diabete, la gestosi, le cardiopatie e le epatopatie, le patologie della placenta o del funicolo, i disturbi coagulativi, le carenze vitaminiche o alimentari materne, le radiazioni cui viene sottoposta la madre, situazioni tossiche materne, patologie genetiche che si possono esprimere sia sotto forma metabolica che sotto forma di malformazioni.
  • Cause che agiscono durante il periodo perinatale: innanzitutto la concretizzazione di tutte le cause precedenti che, nel momento del travaglio esplodono la loro lesività. Prematurità grave, dismaturità, anossia cerebrale/emorragia cerebrale, meccanismo traumatico sull’encefalo, squilibrio elettrolitico/metabolico in epoca neonatale, ittero nucleare, sepsi neonatale.
  • Fase postnatale: nella fase di sviluppo dell’encefalo nel periodo dei primi due anni di vita, ricordiamo come cause di paralisi cerebrale infantile le infezioni del sistema nervoso centrale, i disturbi circolatori encefalici, le situazioni encefaliche residuali ad incidenti (trauma cranico, asfissia); inoltre i disturbi metabolici, gli esiti permanenti di danno da stato di male epilettico.

Chi colpisce la Paralisi cerebrale infantile

Paralisi cerebrale infantileLe varie casistiche segnalano un tasso di prevalenza che varia dal 2,0 al 2,5 per mille. Mentre l’incidenza della paralisi cerebrale infantile fra i prematuri va diminuendo, il livello stabile della paralisi cerebrale infantile nei nati a termine, l’aumento della sopravvivenza dei pretermine e l’aumentata longevità delle persone affette da paralisi cerebrale infantile va incrementando la prevalenza di questa condizione.

 

La classificazione

Sono molte le modalità di classificazione, e questo dipende dalla non uniformità della nosologia applicata alla paralisi cerebrale infantile.

Sulla base della distribuzione del sistema motorio

  • Tetraplegia: il danno motorio interessa tutti e quattro gli arti e deriva da  un danno encefalico diffuso.
  • Emiplegia: il danno motorio interessa un emilato (destra e sinistra) e deriva da un danno encefalico localizzato all’emisfero cerebrale controlaterale.
  • Doppia emiplegia: il danno motorio interessa tutti e quattro gli arti con maggiore impegno di un emilato rispetto all’altro; il danno cerebrale è presente in entrambi gli emisferi in maniera asimmetrica.
  • Diplegia: il danno motorio è manifesto soprattutto a carico degli arti inferiori e corrisponde ad un  danno encefalico che trova la sua localizzazione nella sostanza grigia parasagittale e negli spazi periventricolari.

Sulla base delle caratteristiche del disturbo neurologico

  • Forma spastica: il danno (vie piramidali) si esprime con aumento del tono muscolare e della resistenza al movimento passivo che appare più accentuata a livello dei muscoli anti-gravitari e che può cedere improvvisamente.
  • Forma atetosica/distonica: il danno anatomico (livello extrapiramidale) porta ad un movimento più lento, disarmonico, non fluido, con compromissione della sua funzionalità.
  • Forma atassica: quando il danno coinvolge le strutture cerebellari si verifica un disturbo della coordinazione motoria, dell’equilibrio, della precisione dei movimenti.
  • Forma mista: combinazione delle forme sopra descritte.

In base al grado di disabilità

  • Forma lieve: il paziente non presenta limitazioni nelle attività quotidiane.
  • Forma media: sono presenti difficoltà in alcune specifiche attività quotidiane che vengono superate con ricorso a figure o strategie assistenziali.
  • Forma grave: la limitazione delle attività quotidiane è totale.

Paralisi cerebrale infantile, le patologie associate

Si associano alla patologia del movimento molti altri severi disturbi con elevata frequenza, tra i quali: epilessia (40%), deficit intellettivo (50%), disturbi sensoriali (visivi 50%, uditivi 30%), disturbi del linguaggio, alterazioni della percezione del proprio schema corporeo, alterazioni delle funzioni prattognosiche, alterazioni osteoarticolari, disturbi della masticazione e della deglutizione, alterazioni odontoiatriche, alterazioni del controllo sfinterico.

Il sostegno della Fondazione Ariel

Paralisi cerebrale infantileSe un bambino soffre di questa malattia, come è ovvio che sia tutta la sua famiglia ne viene travolta: mamma, papà, fratelli, sorelle, nonni. Ed ogni giorno rappresenta una nuova sfida. Ma tutto l’amore del mondo non basta quando si deve affrontare questo tipo di situazioni, perché per poterlo fare serve un sostegno specifico e mirato che significa anche accompagnamento, serve un’adeguata formazione affinché si sappia intervenire nelle situazioni di emergenza, serve conoscere quali siano i servizi esistenti sul territorio e come poterne usufruire, ma soprattutto è necessario rispettare i diritti e le opportunità assistenziali e non, in grado di contribuire al miglioramento della qualità di vita del bambino e della sua famiglia.

Ed è sulla base di queste indispensabili e fondamentali necessità che è nato il progettoAnche la mia famiglia sorride” realizzato dalla Fondazione Ariel e che prevede la realizzazione di numerose attività a sostegno delle famiglie e che si realizzeranno tra settembre 2016 e giugno 2017:

  • attività ludico-ricreative e di tempo libero (con il coinvolgimento di almeno 50 bambini con paralisi cerebrale infantile e i loro genitori);
  • seminari di sensibilizzazione e formazione (8 seminari per circa 500 persone, tra famiglie, operatori e volontari);
  • ampliamento del servizio psicologico di sostegno alla famiglia (per almeno 50 coppie di genitori);
  • momenti esclusivi e in gruppo dedicati ai siblings (ovvero fratelli e sorelle di bambini con disabilità), coinvolgendo almeno 70 bambini.

Cos’è la Fondazione Ariel

Paralisi cerebrale infantileFondazione Ariel nasce nel 2003 per offrire sostegno di tipo medico, psicologico e sociale alle famiglie con bambini affetti da Paralisi cerebrale infantile (PCI), patologia neuromotoria che colpisce in Italia 40mila bambini, con un’incidenza di 1 su 500 nuovi nati. In 13 anni di attività Fondazione Ariel ha aiutato oltre 3.100 famiglie di bambini con PCI e altre disabilità, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita non solo del bambino ma dell’intero sistema familiare.

Per sostenere la campagna promossa dalla Fondazione Ariel ed avere tutte le informazioni utili a riguardo visita il sito http://www.fondazioneariel.it/