Maculopatia, che cos’è? Sintomi, possibile cura e Diagnosi

Il termine maculopatia, identifica una malattia della retina che colpisce la macula dell’occhio, ossia la parte centrale della retina che, in condizioni normali, ci permette di vedere i particolari di un’immagine, di leggere e di riconoscere un volto. La malattia si manifesta in varie forme e può svilupparsi in seguito a delle patologie come il diabete, può essere una forma ereditaria, diversamente la più comune può attribuirsi all’età avanzata. La maculopatia, se degenerativa, porta alla cecità.

Maculopatia: Come riconoscerla? Quali sono i sintomi?

MaculopatiaIl sintomo più evidente di una maculopatia è caratterizzato dalla perdita della funzione visiva: chi viene colpito da patologia maculare accusa una perdita graduale o improvvisa di visibilità al centro del campo visivo, come una macchia, in questo caso si tratta di veri scotomi. Diventa praticamente impossibile poter leggere e distinguere un cartellone stradale o la semplice lettura di un testo. Un’ altro dei sintomi comuni in queste patologie è la distorsione delle immagini. Ad esempio, le righe delle piastrelle del pavimento non si vedono più diritte.

Le varie forme di maculopatia

La degenerazione maculare in età avanzata è definita maculopatia senile, ed è causata dall’invecchiamento della macula, la parte centrale della retina. È la principale responsabile di perdita della vista dopo i 55 anni.

Si divide in due forme:

1)  artrofica o “maculopatia secca”;

2) essudativa o “maculopatia umida”.

La Maculopatia degenerativa senile artrofica

Si tratta della forma più comune, nella quale la retina diventa più sottile poiché le cellule visive cessano di lavorare andando via via incontro a morte. La causa iniziale della degenerazione maculare può essere la conseguenza di una lesione o del fisiologico processo di invecchiamento dell’epitelio pigmentato, a seguito del quale i fotorecettori vanno incontro a morte. Pur non esistendo una cura risolutiva ed efficace, grazie ad uno studio condotto attorno ad una terapia preventiva sperimentale, è stato dimostrato che soggetti trattati con vitamina C ed E, betacarotene, omega-3, luteina, zeaxantina e zinco, hanno una percentuale molto minore di contrarre la maculopatia degenerativa secca.

E quella degenerativa senile essudativa

Dovuta all’invecchiamento, si tratta della forma più rara tra le due. La maculopatia degenerativa senile essudativa è caratterizzata da vasi anomali che possono sanguinare o trasudare siero e che sono la conseguenza di un alterato trasporto di ossigeno e sostanze nutritive dovuto alla vecchiaia. Anche per questa forma non esistono cure, ma nella fase iniziale della malattia è possibile utilizzare il trattamento con il Laser Argo.

Esistono inoltre terapie farmacologiche a base di farmaci anti-angiogenetici e farmaci anti-VEGF, che agiscono evitando la formazione di vasi sanguigni anomali.

La Maculopatia di Stargardt

malattia_stargardtAl contrario delle forme degenerative senili, la malattia di Stargardt ha un’origine genetica: se entrambi i genitori sono portatori sani, vi è il 25% di probabilità che la patologia venga trasmessa al figlio.
I sintomi di questa forma di maculopatia consistono nella riduzione della vista nella zona centrale più o meno grave, che in genere si manifesta entro i 20 anni. I pazienti possono lamentare discromatopsia (difficoltà nella percezione dei colori), scotomi centrali (macchie nere nella vista) e fotofobia (intolleranza alla luce).
Al momento non esistono trattamenti risolutivi nemmeno per questa forma, e purtroppo nemmeno ricorrendo all’impiego del Laser è possibile ottenere dei miglioramenti.

Come diagnosticare la maculopatia: i test da fare.

La diagnosi di maculopatia viene formulata dall’oculista durante una visita approfondita nella quale il medico può ricorrere a vari strumenti diagnostici come l’esame del fondo oculare, la fluorangiografia retinica e l’oct. Ma l’esame che consente di fare diagnosi di maculopatia più facilmente è il cosiddetto test di Amsler, il quale fa uso di una griglia di linee perpendicolari al cui centro compare un piccolo disco nero.
Il test va eseguito un occhio per volta (coprendo quello da non esaminare) e tenendo la griglia ad una normale distanza di lettura; bisognerà quindi fissare il centro della griglia stessa, dove si trova un punto nero. Se tutti i quadratini appaiono normali, il test è negativo; se, al contrario, tutte o una porzione della griglia, appaiono con linee distorte o con zone d’ombra, è probabile che la diagnosi sia positiva.

Una cura esiste?

Come già detto, ad oggi non è disponibile una terapia medica risolutiva per le forme di maculopatia secca. Vengono utilizzati dei farmaci a base di antiossidanti, luteina, zinco, e varie vitamine (A, E, C), che servono essenzialmente per bloccare la progressione della malattia. I farmaci anti-angiogenetici invece, mirano a bloccare il mediatore chimico responsabile della formazione dei capillari al di sotto della retina, causa della Maculopatia essudativa.