Paraplegia – La paralisi degli arti inferiori

paraplegia simonelli La Paraplegia è una forma di paralisi a carico degli arti inferiori dovuta ad una lesione nervosa centrale o periferica di origine patologica, traumatica o infettiva. 

Le cause della Paraplegia

La lesione del sistema nervoso che porta ad una condizione di paraplegia può avvenire a due livelli:

  1. livello centrale: coinvolge le cellule motorie del sistema nervoso che si trovano in profondità nel midollo spinale;
  2. livello periferico: coinvolge le cellule motorie o le strutture nervose del sistema nervoso periferico.

Le cause della paraplegia possono essere di varia natura:

  • lesioni infettive: tubercolosi vertebrale, poliomielite, infezioni delle vertebre ad opera di germi patogeni;
  • lesioni traumatiche: a carico della zona lombare o dorsale del midollo spinale (incidenti stradali, cadute, ferite da arma da fuoco, ecc.).

Più ampio è il numero delle patologie che possono condurre ad una paraplegia, come:

I sintomi

Il sintomo principale, e soprattutto più evidente della paraplegia, è il deficit di movimento a carico di entrambi gli arti inferiori. Ma la condizione è connessa ad altre manifestazioni che possono verificarsi con una intensità che varia di caso in caso e a seconda del livello a cui è avvenuta la lesione e che non sempre sussistono in ogni paziente:

  • alterazione dei riflessi;
  • disfunzione erettile;
  • incontinenza urinaria e/o fecale;
  • ritenzione urinaria;
  • disturbi intestinali.

Le lesioni vertebrali nella paraplegia

La seguente infografica mostra le varie tipologie di lesione vertebrale che possono condurre ad una paraplegia.

lesioni vertebrali nella paraplegia

La paraplegia spastica ereditaria o familiare

La paraplegia spastica ereditaria o familiare è una patologia neurodegenerativa caratterizzata dalla progressiva spasticità e iperreflessia (accentuazione dei riflessi) della muscolatura degli arti inferiori, che è la conseguenza di una disfunzione del sistema piramidale, ovvero quella parte del sistema nervoso deputata al controllo dei movimenti volontari dei muscoli. Di questa malattia esistono forme autosomiche dominanti, autosomiche recessive e recessive legate al cromosoma X. Si manifesta indistintamente nel periodo adolescenziale così come in età avanzata. Può essere diagnosticata con esami genetici.

Le terapie disponibili

Dove fare riabilitazioneDal momento in cui una lesione midollare è irreversibile, le terapie disponibili sono rappresentate fondamentalmente dalla riabilitazione fisioterapica, il supporto psicologico (soprattutto nelle prime fasi) e dell’attività sportiva.

Recentemente, però, una nuova terapia sperimentale lascia intravedere scenari interessanti: si chiama Stimo (STImulation Movement Overground) ed è un programma di riabilitazione messo a punto dal Politecnico federale (EPFL) e dell’Ospedale universitario di Losanna (CHUV)che prevede una stimolazione elettrica del midollo spinale e che permetterebbe ai pazienti paraplegici di tornare a camminare.

Dove fare riabilitazione?

Sono diverse, in Italia, le Unità Spinali ed i Centri Riabilitativi di eccellenza che seguono il paziente durante tutto il percorso dall’evento acuto alla dimissione e che, attraverso team multidisciplinari di esperti, mirano al ripristino quanto più completo possibile dell’autonomia della persona. Alcuni esempi sono forniti dall’Unità Spinale e dalla Cooperativa Spazio Vita dell’Ospedale Niguarda di Milano, dal Santa Lucia di Roma e dal Montecatone Rehabilitation Institute.

Rita Levi Montalcini e il contributo alla Paraplegia

Rita Levi MontalciniLa mancanza di cure disponibili per la paraplegia ha fatto sì che che, fino agli inizi del ventesimo secolo, questa patologia sia stata considerata incurabile.
 

Il ventesimo secolo ha segnato però una svolta nella comprensione del funzionamento del sistema nervoso, ed in particolare si è scoperto che le cellule del sistema nervoso sono in grado, in determinate condizioni, di rigenerarsi e che, quindi, quella neuronale non è una rete statica che può solo degenerarsi con l’età, come si è sempre pensato in passato. Importante in questo senso è stata la scoperta dell’NGF, il fattore di crescita che stimola le cellule nervose scoperto nel 1951 da Rita Levi Montalcini che a questa proteina deve la vittoria del premio Nobel per la medicina nel 1986.

 
Questa scoperta iniziale ha aperto un filone di ricerca sulla possibilità di rigenerazione delle cellule neuronali che forse potrebbe rappresentare una via da percorrere per curare i traumi midollari.

Vivere con la paraplegia

La paraplegia non impedisce lo svolgimento di una vita ricca di soddisfazioni. Di seguito una carrellata di personaggi, atleti paralimpici ed esperti del Team Emozionabile, che possono essere da stimolo per tutti coloro che si trovano costretti ad affrontare questa patologia.

Oscar De Pellegrin… con la vittoria nell’anima!

Oscar De PellegrinUno degli arcieri più forti della nazionale italiana di tiro con l’arco. Oscar De Pellegrin è finito in carrozzina a poco più di vent’anni. Lavorava nell’azienda della sua famiglia, guidava il trattore, un attimo e… la vita cambia per sempre. Una lesione midollare gli provoca la paraplegia che però non gli impedirà di proseguire una vita più che normale, di sposarsi, adottare un bambino e diventare uno sportivo paralimpico tra i più forti di tutti tempi. Una forza dell’Anima!

Conosci altri Atleti Paralimpici con Paraplegia e le loro storie:

Mauro Bernardi maestro di sci

Mauro BernardiMauro Bernardi di Albino, 36 anni, ha una paraplegia incompleta dovuta ad un incidente stradale mentre conduceva un automezzo pesante, un Bilico. Ha imparato a sciare usando solo le braccia. Le difficoltà principali sono state le contrazioni e gli spasmi muscolari, che però non rendevano impossibile il suo sogno. Con le braccia si può fare molto ed è riuscito a ridimensionare la sua vita. Insegna sci ai paraplegici ma anche ai tetraplegici .

Franco Bentenuti pilota ultraleggeri

Franco BentenutiFranco Bentenuti è il  presidente dell’associazione sportiva Baroni Rotti e della Federazione Italiana Piloti Disabili. L’unico ostacolo che ha dovuto affrontare per poter volare è stato quello burocratico dato che quella dei Baroni Rotti è stata  la prima associazione di disabili che si occupa di volo. Volare, sostiene Franco, aiuta a ritrovare contatti e ridare autostima probabilmente sparita dove a causa di una disabilità.

 Gianluca Tassi pilota di fuoristrada

Gianni Luca TassiGianluca Tassi è pilota d’auto e fuoristrada, paraplegico T4 e T5 dal 2003 dopo un incidente di moto. 16 volte campione Italiano e 1 Europeo, sta  proseguendo l’attività come pilota e istruttore di auto. La paraplegia non gli ha impedito di proseguire a fare sport, rispetto allo sport riprendendo in maniera constante a sfidare i normodotati. E’ stato il primo disabile a vincere una tappa di un rally contro normodotati.

Rossano Valente e il Quad

Rossano ValenteRossano Valente ha una lesione al livello T2 e pratica il quad. La paraplegia non è assolutamente un problema per lo sport che svolge anche perché avendo un buon controllo del busto e riuscendo a stringere le gambe è uno dei pochi disabili che non si lega sul quad. Trova giovamento in ciò perché quando finita la gara o la sessione d’allenamento si fa una passeggiata nel bosco per rilassarsi con conseguente miglioramento alle contrazioni.

Luca Panichi ciclista scalatore

Luca PanichiLuca Panichi è un ex ciclista ma continua a scalare le salite con la carrozzina nonostante la lesione. La sua è al livello cervicale C6 e C7 incompleta e questo gli ha permesso di poter utilizzare nei percorsi di riabilitazione delle funzionalità residue che gli permettono di avere una buona prestazione fisica. Lo sport gli consente di ottimizzare le sue capacità ed andare oltre il limite presunto, perché è nello spirito dello sport cercare di superare i propri limiti.

Elon Musk e Neuralink: progetto che aiuterà i paraplegici?

Alla California Academy of Sciences di San Francisco, negli Stati Uniti, è stato presentato Neuralink, una start-up neurotecnologica di Elon Musk in grado (forse) di aiutare la qualità della vita delle persone con paraplegia. I dettagli nel nostro articolo.

La tecnologia al servizio della paraplegia: arriva Twin

Si chiama Twin, è italiano ed è un esoscheletro smontabile progettato e realizzato dal Rehab Technologies Lab. A cosa serve? Ad aiutare le persone paraplegiche a camminare. I dettagli nel nostro articolo.