Decreto Rilancio: quali sono misure per la disabilità?

Le misure adottate dal Governo nel Decreto Rilancio per contrastare l’emergenza da Coronavirus riguardano anche il mondo della disabilità, come aveva annunciato qualche tempo fa lo stesso premier Giuseppe Conte. Le analizziamo seguendo nel dettaglio gli articoli del DL Rilancio relativi alle disposizioni che interessano le persone disabili.

Decreto Rilancio e assistenza domiciliare (art. 1, comma 4)

Le regioni e le provincie autonome – per garantire il massimo livello di cura dei contagiati e di tutte le persone con fragilità e disabilità – devono incrementare e indirizzare le azioni terapeutiche a livello di assistenza domiciliare.

Per raggiungere tale scopo le regioni possono aumentare la spesa del personale per un importo – nel 2020 – di quasi 840 milioni di euro e per il 2021 di oltre 766 milioni di euro.

Proroga piani terapeutici (art. 10)

Nel Decreto Rilancio vengono prorogati per ulteriori 90 giorni i diversi piani terapeutici per persone disabili, che includono la fornitura di ausili e protesi per l’incontinenza, stomie, laringectomizzati e per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee e altri prodotti correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a domicilio.

disabile con assistenza domiciliare

Reddito di emergenza nel decreto Rilancio (art. 87, comma 1 c)

Grazie al DL Rilancio, il Reddito di emergenza (REM) viene erogato in due quote di 400 euro ciascuna e viene riconosciuto ai nuclei familiari nelle seguenti condizioni:

  • residenti in Italia;
  • reddito di aprile 2020 inferiore a 400 euro;
  • valore del patrimonio mobiliare del 2019 inferiore a 10.000 euro, aumentato fino a un massimo di 20.000 euro in presenza di più componenti, e di ulteriori 5.000 euro in presenza di una persona con disabilità grave o di non autosufficienza;
  • valore ISEE inferiore a 15.000 euro.

Il REM non è compatibile con altri redditi emergenziali, ad esclusione della pensione per invalidità. La quota di 400 euro può essere moltiplicata per un parametro di equivalenza in determinate condizioni fino a 2, e a 2,1 in presenza di persona con disabilità grave o non autosufficiente.

Il REM è erogato dall’INPS a seguito di una istanza secondo modalità prestabilite. Le richieste possono essere presentate anche ai CAF e ai patronati.

Attività di formazione a distanza: cosa prevede il decreto Rilancio (art. 97, comma 1)

Le attività didattiche dei sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeF.P.) e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.), possono essere svolte con modalità a distanza, quando non sia possibile la partecipazione diretta a causa delle emergenze dovute al Coronavirus. In tali casi occorre avere riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Formazione a distanza e conservazione della validità dell’anno scolastico o formativo (art. 226)

L’anno scolastico o formativo 2019/2020 conserva comunque validità grazie al Decreto Rilancio, anche se – a seguito delle misure di contenimento del COVID-19 – i sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeF.P.), i sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.) e gli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) non possano effettuare il numero minimo di ore previsto dalla vigente normativa per il relativo percorso formativo.

I medesimi istituti assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative ovvero di ogni altra prova verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico.

Misure per le protezioni scolastiche e per lo svolgimento in sicurezza dell’anno scolastico 2020/21 (art. 222, comma 2 c)

Il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche è incrementato di 331 milioni di euro nel 2020 con il DL Rilancio. Le risorse sono destinate a vari interventi finalizzati a garantire nel prossimo anno scolastico l’adozione di misure di sicurezza nello svolgimento delle attività scolastiche.

Fra gli interventi da adottare vi sono quelli in favore della didattica degli studenti disabili, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali.

studente con disabilità

Assistenza e servizi per la disabilità (art. 111)

Anche Fondo per le non autosufficienze è incrementato di 90 milioni di euro per il 2020. Lo scopo è quello – per le persone con disabilità gravissima e per i non autosufficienti – di favorirne una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio, evitando il rischio di istituzionalizzazione e di garantire l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali.

Gli interventi da finanziare con il DL Rilancio sono di tre tipologie: assistenza domiciliare diretta; assistenza «indiretta» mediante trasferimenti monetari sostitutivi di servizi o per il caregiver; interventi complementari ai precedenti anche nella forma di ricoveri di sollievo (esclusi comunque i ricoveri a ciclo continuativo non temporaneo).

I destinatari dei benefici sono i disabili gravissimi ed i non autosufficienti, e le loro famiglie o coloro che ne hanno cura.

Il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare è incrementato di 20 milioni di euro. Lo scopo è quello di potenziare:

  • percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine ovvero per la deistituzionalizzazione;
  • interventi di supporto alla domiciliarità;
  • programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative;
  • in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra- familiare.
  • Il Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità viene istituito per garantire il riconoscimento di una indennità agli enti gestori delle strutture con una dotazione di 40 milioni di euro per l’anno 2020.

Lo scopo è quello di garantire misure di sostegno alle strutture semiresidenziali, comunque siano denominate dalle normative regionali, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità, che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, devono affrontare gli oneri derivante dall’adozione di sistemi di protezione del personale e degli utenti.

studio investimenti del Decreto Rilancio

I servizi delle pubbliche amministrazioni con il DL Rilancio (art. 116)

Durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici, delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone disabili dei centri diurni e semiresidenziali per minori, per la salute mentale, per le dipendenze e per persone senza fissa dimora e dei servizi sanitari differibili, per l’emergenza di protezione civile e del conseguente stato di necessità, le pubbliche amministrazioni forniscono prestazioni sostitutive che possono avvenire in forme individuali domiciliari o a distanza o che possono essere rese negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi, nel rispetto delle direttive sanitarie e delle regole di sicurezza relative al distanziamento sociale.

L’individuazione delle prestazioni da svolgere e le modalità attraverso cui svolgerle possono essere definite tramite coprogettazioni con gli enti gestori. I servizi sostitutivi vengono svolti avvalendosi del personale disponibile, già impiegato nei servizi sospesi, anche dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, ed esclusivamente impiegando i fondi ordinari destinati a tale finalità. Viene assicurato il rispetto di protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per garantire la massima tutela della salute di operatori ed utenti.

Le pubbliche amministrazioni sono autorizzate al pagamento dei gestori privati dei suddetti servizi utilizzando l’importo dovuto per l’erogazione del servizio secondo le modalità attuate precedentemente alla sospensione, suddiviso in tre distinte quote.

Una quota commisurata alle prestazioni rese in altra forma, subordinatamente alla verifica del loro effettivo svolgimento.

Una seconda quota per il mantenimento delle strutture attualmente interdette, ad esclusiva cura degli affidatari di tali attività che a tale scopo utilizzano il personale a ciò preposto, in modo tale che le strutture siano immediatamente disponibili e in regola con tutte le disposizioni vigenti, all’atto della ripresa della normale attività.

Una terza quota eventualmente riconosciuta a copertura delle spese residue incomprimibili, definita tenendo anche in considerazione altre entrate che affluiscono agli enti gestori.

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Redazione - Ability Channel
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