Coronavirus e scuola: come e quando si ritorna tra i banchi?

Tempo di lettura: 10 min.

Il 13 maggio 2020 la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha confermato che il prossimo settembre si tornerà in aula, ma non possiamo ancora parlare della Fase 3 di normalizzazione. Cioè, non si potrà tornare a scuola come se il nuovo Coronavirus non esistesse. Di fatto, a oggi, ancora non esistono modalità specifiche approvate riguardo al rientro a scuola.

In questo articolo, cercheremo di capire a che punto siamo, quali sono le proposte che circolano per la riapertura delle scuole e se la didattica a distanza sarà ancora necessaria per studiare.

Quando si ritorna a scuola?

Al momento, una data certa non c’è. Tuttavia, come ha detto la ministra Azzolina, la riapertura delle scuole è prevista per settembre 2020. Da approvare, ancora, le modalità di rientro in sicurezza per alunni e studenti.

Il 16 giugno 2020, però, c’è stata una piccola svolta. La ministra, infatti, ha dichiarato a Radio 24 di aver proposto una data per la riapertura delle scuole: “Ho proposto alle regioni il 14 settembre. A breve daremo le linee guida. Già dal 1 le scuole riapriranno per consentire agli studenti che ne hanno bisogno di recuperare eventuali lacune” (Il Messaggero).

Come affrontare il rientro a scuola?

Non ci sono ancora decisioni o disposizioni ufficiali in merito al rientro a scuola, ma lo scorso 28 maggio il Comitato tecnico-scientifico ha comunicato le proposte che potrebbero essere attuate per il nuovo anno scolastico.

Coronavirus e scuola: sì al distanziamento

Tra le misure che potrebbero essere adottate, c’è il distanziamento fisico di un metro e il rispetto per le norme di igiene. La distanza andrà garantite soprattutto nelle aule, nei laboratori, in aula magna e nei teatri, che dovranno essere oggetto di una riorganizzazione. Per le palestre, invece, la distanza aumenta di due metri.

Resta, ovviamente, il divieto di assembramento. Per questo motivo, saranno valorizzati gli spazi esterni per la ricreazione, le attività motorie e per le attività didattiche programmate. Per gli stessi motivi saranno limitate la presenza dei genitori nelle scuole, così come sarà contingentato l’ingresso e l’uscita degli studenti attraverso lo scaglionamento orario o rendendo disponibili tutte le vie di accesso dell’istituto.

Coronavirus e scuola: sì a mascherina, ma dai 6 anni in su

Gli alunni dai 6 anni in su dovranno obbligatoriamente indossare le mascherine, salvo durante attività fisica, i pasti o le interrogazioni. Per tutto l’istituto dovranno essere disponibili i dispenser con prodotti igienizzanti.

ragazzo con mascherina a scuola

A scuola non sarà rilevata la temperatura

Secondo il Comitato tecnico-scientifico, all’entrata della scuola non sarà necessario rilevare la temperatura corporea degli studenti. Tuttavia, chiunque avrà una sintomatologia respiratoria o una temperatura superiore a 37,5°, dovrà restare a casa.

Rientro a scuola: si potrà mangiare a scuola?

Sì, purché venga garantito il distanziamento grazie alla gestione degli spazi e ai tempi di fruizione. Si sollecita, inoltre, l’utilizzo di pasti in ‘lunch box‘ da consumare in classe.

Coronavirus e scuola: quali le misure per gli studenti disabili?

L’obiettivo è garantire l’accesso agli studi a tutti (ma proprio a tutti) gli alunni, anche a quelli con disabilità. Per questo motivo, qualche tempo fa, CoorDown ha stilato alcuni consigli su come gestire l’appuntamento con la riapertura della scuole a settembre 2020.

Oltre alla possibilità dell’istruzione domiciliare con il docente di sostegno, CoorDown spinge anche per la revisione e l’aggiornamento del Piano Educativo Personalizzato, così come l’intensificazione delle corse dei trasporti per venire incontro alle esigenze degli studenti disabili.

studente disabile in biblioteca

Coronavirus e scuola digitale: la didattica a distanza potrà funzionare ancora?

Gruppi misti, gruppi alternati e potenziamento della didattica a distanza. Più o meno, sono queste le proposte note riguardo alla riapertura della scuola a settembre. Tuttavia, ancora nulla è stato deciso, e proprio sul sistema digitale della didattica a distanza qualcosa ancora non convince.

A dipingere un quadro della situazione è la prof.ssa Tina Naccarato, docente di laboratorio nel corso di specializzazione per il sostegno all’Università Cattolica di Milano e tutor coordinatore Scienze della Formazione Primaria Università della Calabria.

A OMAR, la professoressa ha spiegato che la didattica a distanza “non è una soluzione per i più giovani”. Ad esempio, “per la scuola dell’infanzia presenta numerosi problemi, anche a causa della mancanza di padronanza nell’uso degli strumenti tecnologici, è da escludersi. Può essere efficace a partire dalle classi più alte della scuola primaria, ma solo ed esclusivamente con un’adeguata supervisione da parte dei genitori”.

studente disabile studia con la didattica a distanza

Il rischio di perdere gli alunni, però, è dietro l’angolo. “È necessario un atteggiamento attento e vigile, spirito collaborativo e tempo da dedicare. E qui si innesca il rischio di burn out per le famiglie, che in questo periodo si fanno carico del lavoro, della cura parentale e della cura educativa”.

Un pensiero corre verso anche gli studenti disabili e ricoverati negli ospedali. “Non è sempre facile attuare, per il docente, le misure necessarie a garantire un supporto individualizzato – racconta Naccarato -. Diversa è la situazione di bambini e ragazzi che frequentano la scuola da casa o dall’ospedale. Per loro questa situazione ha dei risvolti che definirei addirittura positiva: è più facile entrare in classe e sentirsi inclusi”.

Azzolina: “Ecco le nostre due opzioni sul rientro a scuola”

E intanto ieri (4 maggio 2020), la ministra Azzolina ha messo in campo quelle che potrebbero essere gli ulteriori scenari per la riapertura della scuola in vista di settembre. In particolare, due: la prima guarda a un contagio “meno veloce” (Repubblica), la seconda parla della necessità di “mantenere misure di distanziamento”.

Inoltre, in base alla diffusione del virus, potrebbero essere usati “pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi”, “tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici” e visiere al posto delle mascherine per gli studenti con difficoltà respiratorie.

E sui doppi turni? Da parte della ministra, un ferreo ‘no’. Meglio a “una rimodulazione dell’unità oraria“: cioè, 40 minuti invece che un’ora di lezione. Al momento, però, si trattano solo di indicazioni.

Nelle ultime ore, però, sui pannelli in plexiglass la ministra dell’Istruzione ha precisato su Facebook che “nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza”.

Il mio messaggio per la chiusura dell'anno scolastico

In queste ore si sta chiudendo un anno scolastico del tutto straordinario, che ci ha messo alla prova e che certamente ricorderemo nel tempo.Qualcuno oggi sarà riuscito a salutarsi, forse a distanza. Altri lo faranno probabilmente nelle prossime settimane.Le ragazze e i ragazzi delle classi terze del primo grado stanno discutendo in questi giorni i loro elaborati. Il 17 iniziano invece gli Esami del secondo ciclo. A tutti loro va il mio incoraggiamento.L’Esame di maturità, in particolare, sarà anche un primo passo verso la riapertura delle scuole.In questi mesi c’è stato un grande dibattito sulla didattica digitale. La cosiddetta Dad. È stata una prova molto impegnativa per tutti, ma so che in tanti hanno apprezzato il lavoro fatto.Siamo partiti da zero. Abbiamo costruito un modello che ha permesso di salvare l’anno scolastico. E la scuola si è riscoperta un po’ più digitale. Sono anche convinta che nel tempo sapremo guardare a questo periodo con maggior distacco, e quindi anche con maggior equilibrio.La Dad ci ha aiutato, ma a settembre torneremo alle lezioni in presenza. Siamo al lavoro per questo. Non esistono soluzioni miracolose, ma di buon senso sì. E abbiamo strumenti e risorse per realizzarle. Abbiamo anche le idee chiare sui tempi: A breve le linee guida del ministero saranno pronte. Stiamo portando avanti il confronto con le varie parti coinvolte.Intanto abbiamo già iniziato a costituire i tavoli regionali. Perché dovrà essere sui territori che andremo fisicamente a costruire le soluzioni, in modo chirurgico. Nelle singole scuole, che in questo Paese sono molto diverse le une dalle altre.E avremo un monitoraggio costante delle varie situazioni e delle difficoltà da superare. E ce ne saranno, è indubbio. Ma lo ripeto: abbiamo gli strumenti per risolverle.Naturalmente dobbiamo augurarci che la minaccia del virus diventi presto un brutto ricordo, ma saremo comunque pronti ad ogni scenario.Permettetemi di dire anche un’altra cosa: il tema della sicurezza a scuola è molto serio e richiede prudenza, anche nei giudizi e nei commenti.Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale. Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie.Questa è disinformazione. Nessuno ha mai pensato a cose del genere.Semmai sono due anni che parlo del problema delle classi pollaio. E oggi finalmente tutti si accorgono del numero di alunni nelle classi delle scuole italiane.Siamo al lavoro, giorno e notte, per riportare gli studenti a scuola con le giuste misure di sicurezza. Senza eccessi, senza forzature. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all’istruzione e quello alla salute.

Pubblicato da Lucia Azzolina su Lunedì 8 giugno 2020

Quando usciranno le linee guida ufficiali per la riapertura delle scuole?

Secondo Azzolina, il piano per l’apertura delle scuole sarà annunciato nei prossimi giorni e conterrà indicazioni derivate dai suggerimenti del Comitato tecnico-scientifico e del Comitato ministeriale.

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

ARTICOLI CORRELATI

Resta aggiornato

Riceverai nella tua e-mail tutti gli aggiornamenti sul mondo di Ability Channel.