Ecco tutto ciò che c’è da sapere su Coronavirus, Covid e Sars-CoV-2

Coronavirus (CoV) è un termine che si riferisce a una grande famiglia di virus respiratori che possono causare malattie negli animali o nell’uomo. In particolare, la maggior parte dei Coronavirus causano infezioni respiratorie di lievi e/o moderate intensità.

Di fatto, i sintomi possono includere il comune raffreddore e/o serie difficoltà respiratorie. In caso di condizioni gravi, possono causare la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Ciò che oggi chiamiamo COVID-19 è una malattia causata da un nuovo Coronavirus, arrivato anche in Italia, e scoperto nel dicembre 2019, di cui non abbiamo memoria virale, e perciò non esiste (ancora) un vaccino. Per ottenere una diagnosi certa serve la ricerca del materiale genetico del virus su tampone o aspirato nasale.

Generalmente, la trasmissione del nuovo coronavirus avviene per via area, attraverso le goccioline di saliva nell’aria. Ancora sono poche le certezze attorno al nuovo coronavirus, ma aggiornamenti e notizie dal mondo costanti dalle autorità di riferimento ci aiutano a capire meglio la faccenda.

I consigli principali per contenere la diffusione del virus sono indirizzati peculiarmente a una maggiore attenzione alle buone pratiche dell’igiene personale e a indossare la mascherina.

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lavarsi le mani con il Coronavirus

Cosa sono i Coronavirus? Cos’è il nuovo Coronavirus?

Tecnicamente i Coronavirus sono virus RNA a filamento positivo. Sono molto comuni in alcune specie animali (come cammelli e pipistrelli), ma può infettare anche l’uomo, seppur raramente. Nel dettaglio, già esistono dei Coronavirus umani noti. Ne abbiamo sette: 229E, NL63, OC43, HKU1, MERS-CoV, SARS-CoV e SARS-CoV-2 (2019-nCoV). Quando il virus passa da un soggetto non umano a un ospite umano, si parla di spillover.

Cosa vuol dire Coronavirus?

I virus della famiglia Coronavirus sono chiamati in questo modo poiché al microscopio elettronico hanno un aspetto simile a una corona. L’involucro sferico, infatti, ha proiezioni glicoproteiche superficiali disposte proprio come una corona.

La denominazione ufficiale del nuovo Coronavirus, invece, è arrivata nel febbraio 2020. L’International Commitee on Taxonomy of Viruses (ICTV – che si occupa della designazione e della denominazione dei virus), infatti, ha indicato un nome: “Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2“, con sigla SARS-CoV-2.

La scelta della sigla SARS non è casuale, in quanto, secondo gli esperti, siamo di fronte al fratello del virus che ha provocato la SARS. Inoltre, in merito alla SARS-CoV-2 (che quindi sostituisce 2019-nCov), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato l’11 febbraio 2020 che la malattia respiratoria causata è il COVID-19, sintesi dei termini CO-rona VI-rus D-isease e dell’anno d’identificazione.

coronavirus italia

Coronavirus, da dove viene e com’è nato? Il caso Cina e Wuhan

Quando parliamo del nuovo Coronavirus, intendiamo un ceppo di coronavirus facente parte di una famiglia di virus. Perciò, il termine 2019-nCoV si riferisce a un componente di un gruppo di virus. Ma qual è la sua origine?

Finora, i primi casi segnalati sono stati a Wuhan, in Cina, nel dicembre 2019. Si ipotizza che il contagio sia partito da animali infetti, in particolare dai Rinolofidi (famiglia di pipistrelli). Secondo gli studi dei ricercatori del Wuhan Institute of Virology, infatti, esiste una somiglianza del 96% tra il virus RaTG13 del pipistrello e il genoma generale del Coronavirus.

Ma si vagliano anche altre ipotesi. C’è chi, ad esempio, pensa sia dovuto a uno sviluppo da contatto con gli escrementi del pipistrello. Altri, invece, credono che, nel passaggio dal pipistrello all’uomo, il Coronavirus sia stato ospitato da un altro animale (pangolino, serpente o pesce).

Sostanzialmente, numerose ricerche scientifiche certificate sottolineano l’origine naturale del Coronavirus. A oggi, è impensabile una sua creazione in laboratorio, in quanto non presenta segni di ingegnerizzazione.

Insomma, l’origine del nuovo virus è ancora incerta. Al centro degli studi c’è, ovviamente, il Coronavirus di Wuhan. Questo perché le prime persone ammalate di COVID-19 documentate lavoravano o facevano la spesa in un mercato di Wuhan, dove appunto si vendono animali vivi e appena macellati. Grazie a questo campione, si punta a scoprire quanto è iniziato a circolare il nuovo virus.

Coronavirus SARS e MERS

Fino adesso abbiamo capito che siamo di fronte a un nuovo Coronavirus. Ma, anche in passato, situazioni analoghe hanno interessato diverse parti del mondo. Parliamo di analogie in quanto non è la prima volta che ci troviamo di fronte a situazioni di questo tipo. Per capire meglio questo concetto, basta analizzare la storia della SARS e del MERS.

Il coronavirus SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), ad esempio, è stato descritto per la prima volta nel 2002 in Cina. I sintomi principali legati a questo coronavirus sono febbre alta, malessere, fiato corto e tosse secca. Nel giro di una settimana, inoltre, potevano comparire i sintomi della polmonite. Diffusasi per tutto il globo, gli ultimi cenni di SARS li abbiamo avuto nel 2004. Durante questo periodo, il virus ha colpito principalmente adulti e anziani. Individui in età pediatrica, invece, hanno avuto una percentuale molto rara di casi acclarati.

Il quadro storico della SARS non è poi tanto dissimile dal quello del coronavirus MERS (Middle East Respiratory Syndrome). Fu scoperto nel 2012, e i primi casi sono stati descritti in Medio Oriente, in particolare in Giordania e in Arabia Saudita. Anche qui, i sintomi sono molto comuni: febbre, tosse e fiato corto, con possibili complicazioni in polmonite e insufficienza renale. Ancora oggi, in paesi arabici e limitrofi, sono segnalati casi di MERS. E, ancora, anche qui sono stati colpiti principalmente adulti e anziani.

persona con coronavirus sintomi

Quali sono i sintomi del nuovo Coronavirus?

I sintomi del Coronavirus posso essere diversi: naso che cola, mal di testa, tosse, gola infiammata, febbre e sensazione generale di malessere. Sono segni lievi e abbastanza comuni, che tuttavia possono peggiorare in malattie più gravi, come polmonite o bronchite.

Anche per quanto riguarda il COVID-19, troviamo segni simili a quelli dell’influenza. Di fatto, come accennato prima, abbiamo sintomi comuni che includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. In casi più gravi, abbiamo polmonite, sindrome respiratoria acuta grave e insufficienza renale.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha stilato un report (“A scuola di salute – speciale Coronavirus”), elencando anche le percentuali dei casi in cui si manifestano i sintomi. Nel dettaglio:

  • Febbre (83%);
  • Tosse (82%);
  • Difficoltà respiratoria (31%);
  • Dolori muscolari (11%);
  • Mal di testa (8%);
  • Mal di gola (5%);
  • Raffreddore (4%);
  • Dolore toracico (2%);
  • Diarrea (2%);
  • Nausea e vomito (1%).

Nel corso dei mesi, tra i sintomi è stato annoverato anche la perdita del gusto.

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Quando compaiono i sintomi del Coronavirus?

Il periodo di incubazione del COVID-19 varia dai 2 agli 11 giorni, fino a un massimo di 14 dopo l’esposizione al virus.

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nuovo coronavirus sintomi

Coronavirus, chi colpisce?

Al momento, le cause del coronavirus mettono maggiormente a rischio gli anziani, chi ha malattie pre-esistenti, come diabete, asma, ipertensione o malattie cardiache, e chi ha un sistema immunitario indebolito. La presenza di sintomi così comuni, inoltre, non aiuta a stabilire con certezza l’effettivo numero delle persone infette.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona su 6 si ammala di COVID-19 e l’80% degli individui guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali.

A livello tecnico, inoltre, almeno in Italia, non possiamo ancora imputare al nuovo Coronavirus la causa principale dei decessi registrati. È lo stesso Ministero della Salute nei bollettini giornalieri a spiegare che il numero delle morti “potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso”.

Quando si guarisce dal Coronavirus?

Un paziente guarisce quando i sintomi scompaiono completamente, la temperatura si mantiene nei limiti comuni per almeno tre giorni e due tamponi consecutivi, a distanza di 24 ore l’uno dall’altro, risultano negativi.

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Come curare il Coronavirus? Quando un vaccino?

Attualmente ancora non esiste un vaccino per il nuovo coronavirus (ad esempio, come nella mononucleosi). Inoltre, non esiste un trattamento specifico per contrastare il COVID-19, ma alcune terapie sono in fase di studio. Al momento, però, vi sono diversi trail clinici in via di sperimentazione sugli esseri umani che potrebbero aiutarci ad avere delle dosi tra la fine del 2020 e il primo trimestre del 2021. Il Ministero della Salute, però, ricorda che – in una situazione di emergenza – un vaccino per il Coronavirus potrebbe essere disponibile tra 12-18 mesi.

I sintomi sono trattati in base al tipo di paziente. A detta del Ministero della Salute, circa l’80% delle persone guarisce dalla malattia senza l’utilizzo di cure speciali. Ad ammalarsi gravemente sono 1 persona su 6. La partite contro il coronavirus si gioca, quindi, sulla prevenzione.

Le speranze comunque sono ottimistiche. Anche perché, già all’inizio della pandemia, le autorità mondiali hanno cercato di infondere speranza nella cura. Ad esempio, il 2 marzo 2020, l’Ambasciata cinese italiana diede notizia dell’allora donna più anziana (98 anni) guarita dal COVID-19, dopo esser stata in condizioni critiche.

Come si trasmette il Coronavirus? Come si diffonde?

Come avviene il contagio da Coronavirus? La trasmissione del nuovo coronavirus avviene attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette. O almeno, è quella più frequente. Rara, invece, è la trasmissione da superfici contaminate, in quanto il virus sembra degradarsi rapidamente. Il contagio da Coronavirus, quindi, può avvenire tramite:

  • saliva, tossendo o starnutendo;
  • contatti diretti con le persone infette;
  • toccando le mani, la bocca, il naso e gli occhi di una persona contaminata;
  • rari casi con contaminazione fecale.

Vale la pena ricordare che le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, salvo essere trattati con le consuete buone pratiche dell’igiene. Il pericolo maggiore riguarda la sua capacità di trasmettersi da uomo a uomo. In aggiunta, l’OMS considera non frequente la trasmissione del COVID-19 prima che si sviluppino sintomi.

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persona affetta da coronavirus

Il nuovo Coronavirus circola nell’aria?

Durante la prima settimana di aprile 2020, è circolata la notizia secondo cui il nuovo virus circoli anche nell’aria, e renda obbligatorio l’uso della mascherina in ogni contesto. Al momento, però, non risultano esistere evidenze scientifiche comprovate che stabiliscano con certezza questa ipotesi, come spiegato anche dall’Istituto Superiore della Sanità.

Cosa si intende per contagio coronavirus stretto?

I Coronavirus sono molto comuni tra gli animali, ma una loro evoluzione può portare ad infettare anche l’uomo. Di fatto, il contagio coronavirus da animale a uomo può essere la causa scatenante della nascita di un nuovo coronavirus.

E quindi, com’è già avvenuto per SARS e MERS, le malattie infettive trasmissibili possono così passare da uomo a uomo. Per questo motivo si raccomanda di stare a più di un metro di distanza da una persona malata, e non solo. In effetti, secondo l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), il rischio di contagio stretto può avvenire nei seguenti casi:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19;
  • che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19;
  • che ha avuto un contatto diretto con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • che si è trovata in un ambiente chiuso con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto.

Qual è la velocità del contagio coronavirus?

Nelle prime settimane dell’epidemia (poi classificata come pandemia), si è stimato che il virus SARS-CoV-2 si diffonda velocemente (seppur meno del morbillo). Ma come si calcola la velocità di diffusione di un virus? Con l’indicatore R0 (“R naught”).

Come spiega Valigia Blu, “se l’indicatore risulta superiore rispetto al valore 1, significa che ogni persona ne sta contagiando più di una, e cioè che il virus si sta diffondendo velocemente. Più alto è l’indicatore, dunque, maggiore è la probabilità che molte persone si ammalino”.

Nel caso del COVID-19, il valore di R0 era stimato tra 2 e 2,5. Secondo, però, alcune stime condotte da Maia Majumder all’Ospedale pediatrico di Boston e Jon Read a Lancaster, il valore è compreso tra 2 a uno di 3,11. Secondo queste statistiche, il nuovo coronavirus sarebbe più contagioso dell’influenza stagionale e potenzialmente più della SARS.

Nell’aprile 2020, però, questo valore è ulteriormente sceso, fino ad arrivare allo 0,8%. Tra agosto e settembre 2020, invece, l’indice è cambiato, ed è stato analizzato anche in base alle Regioni italiane, alcune delle quali hanno visto il contagio tornare sopra l’1%.

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Sono a rischio anche i bambini?

E i bambini? Secondo i dati diffusi dall’Ospedale Bambino Gesù, i bambini diagnosticati in Cina al febbraio 2020 sono più di 20, di età inferiore ai 15 anni. Il loro decorso, tuttavia, non è stato complicato: si sono registrati solo 3 casi di polmonite. Il contagio Coronavirus nei bambini è avvenuto principalmente per essere entrati in contatto con familiari infettati dal COVID-19.

Come mai i bambini sono meno colpiti? L’opinione diffusa riguarda la risposta immunitaria diversa e un andamento benigno rispetto alla persona adulta. Nonostante però un’incidenza così bassa, recentemente alcune notizie hanno destato scalpore. Ad esempio, è del 31 marzo 2020 la notizia della morte di un bambino a New York. Sarebbe il primo per Coronavirus, anche se è stato specificato che il piccolo (di cui non è stata rivelata l’età) aveva delle patologie pregresse (Tgcom).

E poi, si sono registrati altri casi di decessi di minori legati al Coronavirus anche in Europa. In Belgio è morta una ragazza di 12 anni. Londra, invece, ha pianto la morte di un ragazzo di 13 anni (Il Messaggero). In Francia, invece, l’orrenda sorte è toccata a una studentessa liceale di 16 anni (Adnkronos). In Italia, invece, abbiamo una vittima di 5 anni con malattie pregresse registrata a Bolzano (Il Giornale).

Donne in gravidanza

Recentemente, sono stati registrati anche casi di donne in gravidanza con il nuovo Coronavirus. La domanda, quindi, è lecita: in queste situazioni, cosa succede al feto? Al momento, non è noto se avviene una trasmissione verticale della malattia, cioè dalla madre al feto.

Secondo l’Istituto superiore della Sanità, “sappiamo che il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato da cordone ombelicale. Attualmente non esistono pertanto evidenze a supporto di una trasmissione verticale del virus SARS-COV-2”. Dunque “per le donne con sospetta infezione da SARS-CoV-2 o affette da COVID-19 non sembra opportuno ricorrere elettivamente al taglio cesareo, rimanendo valide le indicazioni correnti all’espletamento del parto per via vaginale o chirurgica”.

Le ipotesi sulle donne in gravidanza e i bambini sarebbero parzialmente confermate da uno studio apparso su The Lancet. Al suo interno si teorizza che il virus avrebbe una scarsa trasmissibilità sui bambini e i neonati. I ricercatori, però, hanno sottolineato che questi dati si basano su un numero limitati di pazienti. Per le donne in gravidanza, ad esempio, sono stati studiati 9 casi, tutti nella parte finale di gestazione del feto.

Test per coronavirus: quando fare il tampone?

A inizio pandemia i test coronavirus erano effettuati soprattutto nei casi più gravi. Oggi, invece, a diversi mesi dall’inizio del caso mondiale, i tamponi aumentano a vista d’occhio, permettendo alle autorità di tracciare al meglio al diffusione del virus.

Comunque, nel caso si verifichino i sintomi sopraelencati, è consigliabile informare il proprio medico e richiedere la ricetta per effettuare un tampone alla ASL più vicina, in quanto la certezza della diagnosi si ha con la ricerca del materiale genetico del virus (Real Time PCR, RT-PCR).

Come riferisce il Ministero della Salute, il tampone è necessario principalmente se si ha una sintomatologia sospetta. Oltre a ciò, si consiglia anche di testare i contatti presunti asintomatici attorno a chi effettua un tampone.

Se invece siamo di fronte a focolai di strutture ospedaliere, lungodegenze, RSA o altre strutture residenziali per anziani, il tampone va fatto ai residenti e a tutti gli operatori sanitari coinvolti.

Quanti sono i contagi da Coronavirus?

Ogni giorno la Protezione Civile pubblica i dati aggiornati sulla diffusione del contagio da Coronavirus. Tuttavia, sono diverse le perplessità che l’opinione pubblica ha sollevato in merito, soprattutto in merito alla politica dell’utilizzo dei tamponi. Probabilmente, i numeri che sono presentati durante le conferenze stampa potrebbe essere sottostimati.

Abbiamo cercato di capirlo appellandoci a uno studio autorevole, nel quale sono messi in luce i problemi principali che non ci permettono di ricevere statistiche precise al millimetro. Ad esempio, l’Italia potrebbe avere ben 5,9 milioni di persone infette.

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nuovo coronavirus cura

Coronavirus: come difendersi e proteggersi?

Ci sono 10 consigli pubblicati nei giorni scorsi dal Ministero della Salute che possono aiutare la prevenzione della propria persona e di chi è attorno a noi. In particolare:

  1. Lavati spesso le mani;
  2. Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  3. Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani;
  4. Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci;
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  6. Pulire le superfici con semplici disinfettanti, contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina);
  7. Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate;
  8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi;
  9. Contatta il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da almeno 14 giorni. Il 112 va chiamato unicamente per segnalare casi concretamente sospetti;
  10. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.
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Quanto tempo sopravvivere il Coronavirus sulle superfici?

A rispondere a questa domanda è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, la quale specifica che il Covid-19 “può sopravvivere fino a 72 ore su plastica e acciaio inossidabile, meno di 4 ore su rame e meno di 24 ore sul cartone“.

Quali mascherine per Coronavirus usare?

Nel corso del tempo, l’obbligo di avere la mascherina per coronavirus è cambiata nel tempo. Nel caso dell’Italia, alcune Regioni hanno disposto l’uso non solo negli spazi chiusi e nei luoghi affollati, ma anche all’aperto, in ogni occasione. Il prossimo 7 ottobre anche il governo dovrebbe allinearsi su questa politica, estendendo la norma a tutto il territorio nazionale.

Ma quali sono le mascherine contro il Coronavirus da comprare? Altroconsumo ha elencato diverse tipologie di questi DPI (dispositivo di protezione individuale) che possono esserci utili:

  • Semplici – Si usano prevalentemente in contesti aziendali/industriali, non per contesti sanitari. Sono di tipo generico, e per questo non devono rispettare le norme applicate a quelle chirurgiche e filtranti facciali.
  • Chirurgiche (per uso medico) – Mascherine rettangolari composte da 3 strati di tessuto-nontessuto plissettato che si indossano grazie a nasello, elastici o lacci. Devono avere il marchio CE e rispettare determinati requisiti tecnici. Il decreto Cura Italia ha reso disponibili legalmente queste mascherine anche nelle farmacie, al fine di aumentarne la disponibilità: l’importante è che siano autocertificate dai produttori e non abbiano seguito l’iter ufficiale dei test. Non proteggono chi le indossa, ma gli altri.
  • Filtranti facciali (FFP) – Siamo di fronte a dispositivi che devono rispondere a una normativa precisa e rigorosa, in quanto sono mascherine individuali che proteggono l’organismo dal passaggio di particelle di dimensioni estremamente piccole (persino nell’ordine del mezzo micron). Oltre al marchio CE, devono riportare una sigla tra P1P2 e P3, che indica la capacità di protezione. In ambito sanitario, le P2 e le P3 sono le più usate poiché hanno un’efficacia filtrante del 94% e del 99%. Tuttavia, non sono dispositivi eterni e hanno una durata abbastanza breve (nell’ordine di qualche ora, se sono monouso).

Oltretutto nel nostro Paese il Comitato tecnico-scientifico ha detto sì anche alle mascherine trasparenti, tanto che il governo ha avviato una collaborazione con Under Shield, azienda di Fontaniva (Padova) che ne aveva già realizzato un prototipo. In una nostra recente intervista, il CEO dell’azienda, Paolo Pandin, ci ha assicurato che si trattano di DPI di categoria 1, e dunque hanno un livello di protezione dal contagio del Coronavirus.

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mascherine trasparenti per sordi

Coronavirus, quando finisce?

È molto difficile rispondere a questa domanda, soprattutto perché chiama in causa una serie di fattori dalle enormi variabili. Tra regolamentazioni dei Dpcm, senso di responsabilità comune e cambiamenti quotidiani del nuovo virus, l’EIEF (Einaudi Institute For Economics and Finance) ha ipotizzato alcune possibili date in cui non si registreranno nuove diagnosi da COVID-19. Ad esempio, a livello nazionale, si ipotizza la fine del contagio tra il 1° e il 10 maggio 2020.

Come abbiamo potuto notare, però, queste statistiche non sono state confermate, in quanto non tenevano conto di una serie di fattori che, purtroppo, al momento sono difficilmente calcolabili. Di fatto, sono diverse le variabili che entrano in gioco.

Precedentemente, abbiamo visto che la partita più nevralgica si gioca sulla realizzazione di un vaccino, che però ancora non è disponibile in nessun paese esistente. Un’altra strategia su cui si è molto riflettuto riguarda l’immunità di gregge, che però non è così semplice da ottenere.

Al momento, la migliore strategia per rallentare la diffusione del nuovo Coronavirus è attenersi alle regole diffuse dalle autorità: indossare la mascherina, fare molta attenzione all’igiene personale (soprattutto quella delle mani) e mantenere la distanza di un metro dagli altri.

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mascherina per coronavirus

Cosa dice uno dei primi studi sul nuovo Coronavirus?

Il 17 febbraio 2020 il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CCDC) ha pubblicato sul Chinese Journal of Epidemology uno studio che ha preso in esame 72.324 casi confermati, sospetti, diagnosticati clinicamente e asintomatici dei nuovo Coronavirus (registrati fino all’11 febbraio 2020). Da questo studio, sono stati ricavati alcuni dati molto importanti per conoscere il COVID-19:

  • l’80,9% delle infezioni è classificata come lieve;
  • il 13,8% delle infezioni è classificata come grave;
  • il 4,7% delle infezioni è classificata come critico;
  • il più alto tasso di mortalità riguarda persone dagli 80 anni in su (14,8% dei casi);
  • non ci sono decessi tra i bambini fino a 9 anni;
  • il tasso di mortalità negli uomini fino a 39 anni è di 0,2%. L’aumento della percentuale è graduale con l’età: tra i 40 e i 49 anni, è pari allo 0,4%, tra i 50 e i 59 è dell’1,3%, per salire al 3,6% tra i 60 e i 69 anni, e all’8% dai 70 anni in poi.
  • i pazienti con maggiori probabilità di morire sono quelli affetti da altre patologie;
  • il tasso di mortalità complessivo del virus è del 2,3%, minore rispetto alla SARS (10%). Tuttavia, recenti dati dell’OMS hanno fissato la percentuale a 2,4.

Un altro dato di notevole importanza, ma che non ha nulla a che fare con questo studio, riguarda il tasso di letalità. Secondo Christian Althaus, immuno-epidemiologo dell’Università di Berna, i dati al febbraio 2020 stimano che il tasso di letalità da COVID-19 sia intorno all’1,8%.

Differenza tra tasso di mortalità e tasso di letalità

Con lo scopo di comprendere meglio questi dati, bisogna anche conoscere la differenza tra tasso di mortalità e tasso di letalità. Nel primo caso, parliamo del rapporto tra il numero delle morti in una comunità o in un popolo durante un periodo di tempo e la quantità della popolazione media dello stesso periodo. Nel secondo caso, invece, indica il numero totale di decessi per una determinata malattia in rapporto al numero totale di soggetti affetti da tale malattia. Entrambi i dati, quindi, possono essere soggetti a diverse variazioni (positive e/o negative) con lo scorrere del tempo.

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Quali sono i miti da sfatare sul nuovo coronavirus?

Falsi mitifake news e altre notizie non proprio corrette si sono diffuse e hanno generato confusione informativa. Tra l’altro, il governo Conte ha istituito una task force con l’obiettivo di contrastare le bufale online. L’Ospedale Bambino Gesù ha stilato una serie di credenze che poi si sono rivelate false:

  1. Pacchi e le lettere dalla Cina sono sicuri? Sì, in quanto il nuovo coronavirus non sopravvive a lungo sulla superficie degli oggetti;
  2. Animali domestici possono contrarre il virus? Al momento, non ci sono prove. Tuttavia, bisogna lavarsi le mani dopo che si è entrati in contatto con gli animali;
  3. Vaccini anti-pneumococco proteggono dal nuovo coronavirus? No, in quanto siamo di fronte a un nuovo tipo di virus della famiglia dei coronavirus;
  4. Lavaggi nasali regolari prevengono il nuovo coronavirus? No, non ci sono prove.
  5. Gargarismi con il collutorio sono efficace per la prevenzione? No, non ci sono prove.
  6. Mangiare aglio aiuta a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus? No, non ci sono prove.
  7. Olio di semi di sesamo uccide il nuovo coronavirus? No, non ci sono prove.
  8. Antibiotici possono prevenire o curare l’infezione da nuovo coronavirus? No, gli antibiotici sono inutili contro qualunque virus. Funzionano solo contro i batteri.

In più, l’OMS ricorda che ci sono misure non efficaci contro il COVID-19 ma che possono essere comunque dannose per la salute della persona:

  • fumo;
  • assunzione di rimedi erboristici tradizionali;
  • indossare più maschere;
  • assunzione di automedicazione come antibiotici.

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falsi miti da sfatare sul nuovo coronavirus covid-19

Fake News sul Coronavirus, 5 consigli contro la disinformazione

Vista la proliferazione di fake news, sempre l’Ospedale Bambino Gesù ha redatto 5 consigli per differenziare una notizia falsa da una verificata. In particolare:

  1. Controllare sempre la fonte della notizia che si sta leggendo (nome sito e nome autore articolo);
  2. Verifica se la notizia in questione è nella prima pagina del motore di ricerca;
  3. Prima di condividere una notizia sospetta, chiedersi se quel contenuto sia effettivamente vero e rifletti sulle conseguenze della condivisione di una fake news;
  4. Se hai ricevuto un’immagine sospetta, caricala in Google Immagini e potrai capire se effettivamente è reale oppure un falso;
  5. Prima di informarti in rete, consulta un pediatra o un medico.

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disinformazione nuovo coronavirus

Coronavirus Oms: il numero Whataspp contro le Fake News

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) si sta occupando di fornire aggiornamenti, risposte e supporti a chiunque fosse interessato a conoscere approfonditamente sul nuovo coronavirus. Per cui, consigliamo di visitare la sezione dedicata alle ultime news, ai consigli di viaggio e alle FAQ.

Intanto, mercoledì 11 marzo 2020, l’Organizzazione Mondiale della Salute ha dichiarato il Coronavirus come pandemia, sottolineando comunque che le misure attualmente adottate dagli Stati sono importanti per frenare il contagio.

In alternativa, l’Organizzazione Mondiale della Salute è approdata su Whatsapp per contrastare le Fake News sul nuovo virus. In particolare, salvando il numero +41 79 893 1892, sarà possibile chattare con un bot che darà tutte le informazioni aggiornate in merito.

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chatbot sul coronavirus dell'OMS

Coronavirus casi in Italia

Gli aggiornamenti riguardanti le notizie del nuovo coronavirus sono sempre in continuo movimento, giorno dopo giorno. Vista la velocità con cui i dati e le statistiche sono diffuse in tutto il globo, abbiamo pensato di realizzare un elenco di consigli sulle autorità competenti da contattare o conoscere per avere maggiori informazioni in materia.

In aggiunta, il Systems Science and Engineering nel Dipartimento di Ingegneria Civile e dei Sistemi di Johns Hopkins ha ideato una ‘coronavirus live map‘, grazie alla quale è possibile conoscere gli aggiornamenti dei dati più importanti. Invece, noi di Ability Channel abbiamo realizzato una mappa italiana aggiornata al maggio 2020.

Perché così tanti casi in Italia in poco tempo?

L’Italia ha avuto un picco improvviso riguardo al numero di contagiati dal nuovo coronavirus. Come mai questo dato è schizzato alle stelle in poco tempo? Presumibilmente, la risposta a questa domanda è da ricercare nell’elevato numero di tamponi effettuati in pochi giorni.

Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e presidente nazionale Anpas, questo picco potrebbe registrarsi anche “in altri Stati. Può anche esserci una differenza nei controlli, che qui sono più numerosi e specifici. È presto per dirlo”.

Secondo invece un’altra virologia italiana della University of Florida, Ilaria Capua, la domanda non è proprio corretta. “Troviamo tutti questi malati in questo momento, perché – come scrive la stessa dottoressa su La Stampa – , semplicemente, abbiamo cominciato a cercarli. Cioè abbiamo iniziato a porci il problema se certe gravi forme respiratorie simil-influenzali fossero o meno provocate dal Coronavirus. Sino a due settimane fa non avevamo nemmeno a disposizione, negli ospedali cittadini, i test diagnostici per riconoscerlo”.

Dalla fine di agosto 2020, inoltre, i contagi sono tornati ad aumentare. La motivazione dietro questo trend è da ricercare nella scoperta dei numerosi asintomatici che, a inizio epidemia, erano difficili da trovare e tracciare.

Coronavirus Italia, i numeri utili del Ministero della Salute

Al fine di scoprire ogni giorno i casi in Italia conclamati di coronavirus, vi invitiamo a restare aggiornati attraverso i dati del Ministero della Salute al sito www.salute.gov.it. Lo stesso organo, inoltre, ha diffuso i numeri utili di assistenza regionali e nazionali per l’emergenza nuovo coronavirus.

Ecco i numeri verdi regionali:

  • Basilicata: 800 99 66 88
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Marche: 800 93 66 77
  • Piemonte: 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24, 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20
  • Provincia autonoma di Trento: 800 86 73 88
  • Puglia: 800 713 931
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 800 55 60 60
  • Trentino Alto Adige: 800 751 751
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Val d’Aosta: 800 122 121
  • Veneto: 800 46 23 40

Altri numeri utili dedicati:

  • Abruzzo ASL:
    • 1 L’Aquila:118
    • 2 Chieti-Lanciano-Vasto: 800 860 146
    • 3 Pescara: 118
    • 4 Teramo: 800 090 147
  •  Liguria:
    • attivo il numero di emergenza coronavirus 112
  • Molise:
    • 0874 313000 e 0874 409000
  • Sardegna:
    • 333 61 44 123
  • Piacenza:
    • 0523 317979: attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13.

È possibile contattare anche il 112 oppure il 118, non per informazioni, ma soltanto in caso di necessità. Inoltre, è attivo il numero 1500 del Ministero della Salute per la pubblica utilità. Poi, sul sito interno.gov.it è possibile avere aggiornamenti sulle disposizioni del Governo italiano in materia di nuovo coronavirus.

Recentemente, inoltre, il ministro della Salute Roberto Speranza ha twittato un messaggio positivo nella battaglia contro il nuovo coronavirus, parlando del pieno appoggio da parte dell’OMS per le misure del Bel Paese.

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Dpcm Italia: quali sono stati le principali misure adottate dal governo Conte II?

Tra l’8 e il 9 marzo 2020 il governo italiano ha emanato due decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Nel primo gli emendamenti più ferrei erano designati per la Regione Lombardia e alcune provincie italiane racchiuse nella zona arancione. Il giorno dopo, però, tali misure sono state ampliate a tutto il territorio nazionale, come spiegato nel secondo decreto.

L’11 marzo è seguito un nuovo Dpcm che dispone ulteriori misure restrittive atte a contenere la diffusione del virus. In particolare, riguarda la cessazione di attività dei negozi che non vendono beni di prima necessità. Su questo tema, il premier Conte è tornato con un altro Dpcm il 22 marzo 2020, con il quale ha emanato i servizi essenziali (con relativi codici Ateco) che non subiscono pesantemente dei decreti, aggiornato poi con un ulteriore decreto il 26 marzo 2020.

Inoltre, il 24 marzo 2020, dopo una riunione di più di due ore del CdM, è arrivato un nuovo decreto che inasprisce le misure per chi viola i Dpcm. In particolare, sono previste multe da 400 a 3.000 euro per chi infrange i divieti di circolazioni e le regole di contenimento, oltre a 5 anni di carcerazione per chi è positivo al COVID-19 ed ‘evade’ dalla quarantena.

Nel mentre, durante una conferenza stampa, Conte ha reso noto il Dpcm del 28 marzo. Una nuova misura pensata per sostenere Comuni e Protezione Civile, con particolare riguardo per i cittadini non in grado di provvedere all’acquisto di beni alimentari.

Il 1° aprile 2020, inoltre, il ministro della Salute Roberto Speranza ha anticipato in Senato che le misure di contenimento saranno valide fino al 13 aprile. Scelta confermata in serata da Conte con un nuovo Dpcm.

Nei mesi successivi, comunque, ci sono stati altri Dpcm e altre estensioni dello stato di emergenza in Italia. Gli ultimi aggiornamenti di ottobre 2020 riguardano l’ipotesi di proroga emergenziale al 31 gennaio 2021 e l’applicazione di un nuovo decreto il 7 ottobre, che inficerebbe sull’obbligo di mascherina anche all’aperto e alla chiusura anticipata per bar e ristoranti (22:00 o 23:00).

Cosa dice il Decreto Cura Italia

Il 18 marzo 2020 è stato emanato il decreto legge Cura Italia, una misura d’emergenza che stabilisce supporto economico a famiglie, lavoratori e imprese. In particolare, le 77 pagine del decreto si basano su una manovra di indebitamento da 25 miliardi di euro che darà sostegno a chiunque sia stato colpito economicamente a causa del Coronavirus.

In alcuni nostri articoli, ci siamo soffermati su come il Cura Italia avrà effetto sulle persone disabili (come l’articolo 26) e in base a quali modalità verrà attuato. Inoltre, verso la fine di marzo il presidente dell’INPS ha diramato le prime istruzioni su come il bonus di 600 euro previsto dal Cura Italia per lavoratori autonomi e altre categorie lavorative possa essere richiesto.

Leggi anche: Coronavirus Italia, ecco le FAQ per le persone disabili

Che cos’è la Fase 2 del Coronavirus? Quando inizierà?

La Fase 2 dovrebbe entrare nel vivo dalla metà di maggio 2020. O meglio, questo è quanto preventivato dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. E confermata, in parte, anche dal premier Conte, che ha anche istituito una task force che ha lo scopo di avvallare una strategia.

Ci sono comunque alcuni settori che già si stanno adoperando con possibili soluzioni per contrastare un ritorno del Coronavirus. Ad esempio, il trasporto pubblico nazionale sta ragionando su come mantenere il distanziamento sociale.

Leggi anche: Fase 2 del Coronavirus, Conte: “Specifica attenzione per la disabilità”

Riapertura scuola e Università: cosa sappiamo

Da diverse settimane, la battaglia per contrastare la diffusione del virus si sta giocando sul piano dell’istruzione. Scuole e Università, infatti, sono diventati osservati speciali per comprendere (e arginare) i movimenti del Coronavirus.

Per quanto riguarda la scuola, la riapertura totale è stata decisa dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per il 15 settembre 2020, anche se le Regioni – in virtù della propria autonomia – hanno deciso di posticipare o anticipare tale data.

Il mondo universitario, invece, vive ancora un forte periodo di incertezza. Al momento, sono ancora attivi corsi ed esami a distanza, mentre per le lezioni vere e proprie è opportuno informarsi presso il proprio Ateneo di appartenenza.

Leggi anche: Coronavirus e scuola, FISH e FAND: “Le nostre proposte per garantire l’inclusione”

App Immuni, lo strumento per contrastare il Coronavirus durante la Fase 2

Immuni è l’app di contact tracing per smartphone che ci può aiutare nella gestione dell’epidemia. Il suo funzionamento è abbastanza semplice e non prevede la raccolta di dati sensibili o tracciamento dei nostri percorsi.

Cos’è la Fase 3 e quando inizierà?

Al momento, è ancora troppo presto per definire i contorni della Fase 3. A seconda degli attori in gioco, è possibile che il ritorno alla normalità richiede molto più tempo. Ad esempio, per i concerti si paventa che tutto potrà tornare a funzionare solo nell’autunno 2021.

Smart working e consulenze a distanza: il caso dell’Ospedale Bambin Gesù

Il lavoro agile (noto anche come smart working) ha colpito anche il settore sanitario, ma c’è chi trova soluzioni per i servizi essenziali a distanza. In particolare, l’Ospedale Bambin Gesù ha reso disponibili delle consulenze a distanza per diverse categorie: ambulatori pediatrici; donne in gravidanza; bambini allergici; alimentazione; supporto psicologico; bambini con patologie croniche e ricoveri programmati.

LIS protagonista nella comunicazione istituzionale

La LIS è centrarle nella comunicazione istituzionale sul nuovo coronavirus. In queste ultime settimane, infatti, per ampliare effettivamente la comunicazione riguardo gli aggiornamenti sul COVID-19, il linguaggio dei segni è diventato preponderante nelle conferenze stampe e negli spot televisivi. In particolare, la lingua dei segni italiana è presente durante gli aggiornamenti della Protezione Civile (come annunciato dal premier Giuseppe Conte) e dallo spot Rai con protagonista Amadeus. In entrambi i casi, di fatto, un interprete LIS accompagna la comunicazione istituzionale.

Come cambia la vita dei disabili?

In relazioni ai numerosi cambiati dei Dpcm, come cambia la vita delle persone disabili? Ability Channel sta realizzando numerose interviste in merito. Recentemente, abbiamo intervistato Francesca da Sassari (Sardegna), la quale ci ha raccontato la sua nuova quotidianità. Dalle sue parole, inoltre, traspare l’esigenza a una maggiore responsabilità comune e una migliore tutela per chi necessità di cure riabilitative.

Variazioni di vita quotidiani hanno avuto effetto anche nel mondo universitario. Francesco da Mestre, studente con disabilità alla Ca’ Foscari, ci racconta la sua esperienza con l’e-learnig. Poi, abbiamo raccolto la testimonianza di Antonino da Roma, la cui quotidianità è cambiata come papà disabile in quanto il figlio non è a casa con lui.

Più complessa, invece, la situazione che ha vissuto Patrizia Saccà, rimasta per diversi mesi bloccata all’estero e impossibilitata a tornare a causa di procedimenti burocratici molto lenti e compagnie aree che non le hanno agevolato il ritorno in Italia.

In linea generale, invece, a cambiare è stata soprattutto la vita delle persone sorde, che hanno visto radicalmente ridotta la possibilità di comunicare con l’aiuto della LIS. A lanciare l’allarme, tra gli altri, è stato Brazzo, un rapper sordo che fin dall’inizio ha promosso l’intervento delle autorità per la realizzazione di mascherine trasparenti.

Un altro importante aggiornamento delle pratiche di vita quotidiana è stata registrata sui mezzi di trasporto pubblico, in particolare nei treni di scambio regionale. Per questo motivo, dal 4 maggio 2020 sono in vigore nuove modalità e istruzioni per viaggiare in sicurezza.

Per cercare di venire incontro alle esigenze delle persone con disabilità, il governo Conte ha emanato alcuni articoli ed emendamenti di grande importanza all’interno del Decreto Rilancio.

Leggi anche: Invalidità civile, Coronavirus: restano i benefici anche con verbale scaduto

Coronavirus Italia e solidarietà digitale, le iniziative gratuite

A seguito delle restrizioni imposte dal Governo Conte, diverse aziende si sono attrezzate per aiutare lavoratori, studenti e cittadini di ogni tipo per superare con meno fatica il periodo di quarantena. Ecco l’elenco di aziende e associazioni che hanno reso accessibili gratuitamente alcuni dei propri servizi.

Coronavirus, Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo 2020 rinviati al 2021

Tra il 25 e il 26 febbraio 2020, diverse dichiarazioni del Comitato olimpico internazionale e di alcuni esponenti politici giapponesi hanno fatto tremare atleti e appassionati, paventando l’ipotesi di slittare o, addirittura, annullare le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Tokyo 2020. All’epoca, però, non era stata presa alcuna misura in questione.

Lo stesso ministro delle Olimpiadi giapponese Seiko Hashimoto volle rassicurare tutti: i preparativi per i Giochi vanno avanti. Tuttavia, il 24 marzo 2020 è arrivata la decisione ufficiale: Tokyo 2020 rinviata a data da destinarsi, non prima dell’estate 2021. La notizia è arrivata con una nota congiunta del Comitato Olimpico Internazionale e il Primo Ministro del Giappone.

Notizia poi confermata lunedì 30 marzo 2020, con la pubblicazione delle date di Tokyo 2020: dal 23 luglio 2021 per le Olimpiadi; dal 23 agosto 2021 per le Paralimpiadi.

In merito a ciò, diverse personalità paralimpiche italiane hanno espresso coralmente un giudizio positivo sulla scelta, definita coraggiosa e necessaria. In particolare, hanno valutato sensibilmente questo cambiamento Martina Caironi, Angela Procida e Francesca Cipelli.

Quali sono gli altri eventi sportivi annullati/rinviati in Italia ed Europa?

Non solo Tokyo 2020, ma diverse manifestazioni in giro per l’Europa e l’Italia sono state annullate o rinviate a causa del nuovo Coronavirus. Ecco quali abbiamo documentato:

Leggi anche: Sport di squadra durante Coronavirus: ecco le linee guida emanate dal governo

Altre tipologie di eventi annullati

Anche In Italia, ci sono state già diverse misure adottate, anche autonomamente. Gli organizzatori di Exposanità, per esempio, hanno annullato l’edizione 2020 della propria fiera della Sanità. C’è chi, invece, ha rimodulato il proprio evento, come il Festival del Teatro Patologico e il Festival Uno Sguardo Raro 2020.

Infografica a cura di Angela Di Lauro

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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