Covid, variante Kraken: quali sono i sintomi e cosa sappiamo

Redazione:

Il 13 gennaio 2023 il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato una nota per segnalare l’attenzione su una nuova variante del Covid nota come Kraken – o meglio, una sottovariante. Scopriamo quali sono le informazioni in possesso degli esperti e se dobbiamo preoccuparci.

Che cos’è la variante Covid Kraken e dov’è stata registrata?

Il nome scientifico di questa sottovariante è XBB.1.5, è un ricombinante di due sottovarianti BA.2. e appartiene alla famiglia della variante del Covid Omicron. Come spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la prima volta è stata identificata nell’ottobre 2022, ma oggi è presente in 29 paesi nel mondo.

Secondo i modelli matematici del Centro, XBB.1.5 potrebbe diventare dominante in Europa tra uno o due mesi, sebbene al momento non sono state segnalate gravi infezioni causati da questa sottovariante.

Questo perché, com’è accaduto anche per Centaurus, Cerberus, Gryphon e BF.7, i dati a oggi elaborati non permettono ancora una conoscenza approfondita di questa antagonista, proprio perché “esistono diverse lacune di conoscenza” in merito a Kraken, si legge nel comunicato ECDC. A ogni modo, avverte il Centro, questa valutazione potrebbe cambiare nelle prossime settimane quando le prove aumenteranno.

Per ora quindi non possiamo parlare di un rischio alto per la popolazione generale, tuttavia resta un rischio moderato e alto per le persone anziane, le persone immunocompromesse e le persone non vaccinate. Perciò, l’OMS ha ribadito l’importanza della vaccinazione.

Un dettaglio emerso in merito a Kraken riguarda la sua diffusione, più veloce rispetto alle altre varianti in circolazione: basti pensare che negli USA Kraken si sta diffondendo il 12% più velocemente delle altre colleghe. Inoltre questa sottovariante è già presente in Europa, ma ancora non in forma dominante.

In Italia invece sembra ancora non essere così presente: in base al monitoraggio della settimana che va dal 2 all’8 gennaio 2023, i contagi Kraken sarebbero meno di una decina nel nostro Paese. Da diverse settimane anche la Cina sta combattendo contro la variante Kraken.

Vista la sua diffusione negli Stati Uniti d’America però, dal 12 gennaio 2023 Kraken è diventata variante d’interesse per l’ECDC: significa che l’attenzione è alta, ma tutte le valutazioni si basano su prove preliminari o associate a incertezza.

A impensierire poi ci sarebbe anche il potenziale offensivo, cioè la capacità di infettare le persone anche superando la protezione dei vaccini: in particolare, si stima che un soggetto infettato da Kraken sarebbe capace di infettare altre 15 persone. Bisogna comunque ricordare che i vaccini continuano a proteggere dai sintomi gravi, dall’ospedalizzazione e dai decessi.

“Alla luce di ciò, l’ECDC raccomanda di eseguire test e sequenziamento appropriati, aumentare l’adozione della vaccinazione COVID-19 e rafforzare le misure di prevenzione e controllo delle infezioni – ha affermato Andrea Ammon, direttore dell’ECDC -. Dovrebbero essere presi in considerazione anche interventi non farmaceutici come restare a casa in caso di malattia, telelavoro, buona ventilazione degli spazi interni e uso appropriato di mascherine facciali”.

Leggi anche: Esistono persone immuni al Covid?

variante covid kraken
By s_kawee da Envato Elements

Quali sono i sintomi della variante del Covid Kraken?

Se dovessimo guardare ai sintomi e al modo in cui contagia, Kraken è molto simile alla recente sottovariante Gryphon. Tuttavia, come dicevamo poc’anzi, attualmente le informazioni in possesso degli esperti sono ancora preliminari per dare una stima effettiva della pericolosità della nuova sottovariante. Per questo motivo, è ipotizzabile che i sintomi della sottovariante del Covid Kraken siano affini a quelli registrati nei mesi precedenti da altre varianti:

  • tosse;
  • mal di gola;
  • stanchezza;
  • dolori muscolari;
  • disturbi gastrointestinali.
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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