Positivo al Covid 2023, nuove regole: ecco cosa fare

Redazione:

Cosa fare se risulto positivo al Covid? Nonostante la quasi totalità delle restrizioni siano ormai un lontano ricordo, il virus è ancora in circolazione e può comunque infettare le persone. Grazie ai vaccini, le nostre difese possono prevenire lo sviluppo di una forma grave della malattia, ma resta la possibilità di essere infettati e infettare gli altri. Cosa fare dunque se il test risulta positivo?

Quali sono i sintomi da Covid?

Prima di capire cosa dobbiamo fare se abbiamo il Covid, facciamo un breve ripasso circa i sintomi più comuni che possano farci sospettare di essere infetti:

  • febbre;
  • mal di testa;
  • tosse;
  • dolori muscolari;
  • naso tappato e che cola;
  • difficoltà respiratorie;
  • mal di gola.

Al momento per le persone che presentano questi sintomi viene semplicemente consigliato di effettuare uno dei test contro il Covid, mentre in alcuni casi il tampone è tornato obbligatorio.

Cosa fare se sono positivo al Covid?

Con la leggera crescita dei contagi e la variante Pirola messa sotto osservazione, in molti si chiedono cosa bisogna fare nel caso in cui viene diagnosticato il Covid. Di fatto le regole ferree sono decadute da tempo, e il contesto in cui viviamo è molto diverso rispetto a quello vissuto tra il 2020 e il 2021.

A rispondere a queste domande c’è una circolare del Ministero della Salute, la quale informa che le persone risultate positive alla diagnosi di Sars-CoV-2 non hanno l’obbligo dell’isolamento. Tuttavia, vengono elencate alcune raccomandazioni per prevenire la trasmissione:

  • Indossare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o FFP2), se si entra in contatto con altre persone.
  • Se si è sintomatici, rimanere a casa fino al termine dei sintomi.
  • Applicare una corretta igiene delle mani.
  • Evitare ambienti affollati.
  • Evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza, ed evitare di frequentare ospedali o RSA. Questa raccomandazione assume particolare rilievo per tutti gli operatori addetti all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, che devono quindi evitare il contatto con pazienti a rischio.
  • Informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni immediatamente precedenti alla diagnosi, se anziane, fragili o immunodepresse.
  • Contattare il proprio medico curante se si è persona fragile o immunodepressa, se i sintomi non si risolvono dopo 3 giorni o se le condizioni cliniche peggiorano.

Inoltre l’isolamento non si applica nemmeno nel caso in cui siamo entrati in contatto con persone positive al Covid, ma anche in queste circostanze valgono le misure preventive esposte precedentemente e l’eventuale test in caso di presenza di sintomi riconducibili al virus.

Leggi anche: Da pandemico a endemico: il Covid-19 diventerà un’influenza?

Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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