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Ecco perché la Fase 3 del Coronavirus è ancora lontana

Coronavirus Fase 3: esiste un'ipotesi di quando inizierà? Tutto dipende da una serie di fattori che includono anche scuole e sport

La Fase 3 del Coronavirus è ancora lontana da una sua possibile applicazione, complice anche la gestione dei contagi durante la Fase 2. In molti si stanno chiedendo quando le nostre vite torneranno alla normalità. Purtroppo, la risposta è molto semplice: a oggi, è molto complesso fare un’ipotesi concreta.

Consegnare una data oggettiva, specifica e omogenea per tutte le regioni italiane sulla Fase 3 del Coronavirus è pressoché impossibile, anche a causa dei numerosi settori lavorativi, culturali e sociali che il Covid ha brutalmente colpito. All’inizio della Fase 2 in molti hanno sperato che l’immunità di gregge potesse essere un’arma importante contro la Sars-CoV-2, ma al momento numerosi scienziati hanno sottolineato che l’unica soluzione efficace alla pandemia è la creazione di un vaccino apposito.

Nel corso dei mesi si sono susseguiti ricerche varie per determinare, ad esempio, quando finirà l’emergenza oppure per ipotizzare cosa succederà nei prossimi 5 anni, ma la verità è che le stime hanno un ampio margine di errore, soprattutto perché è ancora molto difficile debellare il nuovo Coronavirus. Cerchiamo dunque di analizzare la situazione odierna e a conoscere la Fase 3.

Che cos’è la Fase 3 del Coronavirus?

Il termine “Coronavirus Fase 3” indica il momento in cui usciremo definitivamente dall’emergenza del nuovo Coronavirus. In sostanza, sarà il momento in cui il Covid-19 non sarà più una preoccupazione, e il distanziamento sociale sarà un lontano ricordo. Perciò, mentre con la Fase 2 stiamo imparando a convivere con il Coronavirus, con la Fase 3 si tornerà alla normalità sociale e lavorativa, “di ripresa completa delle nostre vite”, come aveva preannunciato il premier Conte.

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Quando inizierà la Fase 3 del Coronavirus?

Come dicevamo poc’anzi, al momento è difficile prevedere una data certa per l’attivazione della Fase 3, anche perché, ad oggi, la Fase 2 vive diverse incertezze. Bisognerà attendere la valutazione degli esperti per fare supposizioni plausibili.

Negli ultimi mesi sono circolate diverse supposizioni sull’inizio della Fase 3: inizialmente si diceva che sarebbe partita il 18 maggio 2020 o il 1° giugno 2020. In realtà, queste ‘scadenze’ riguardavano ancora la Fase 2, poiché caratterizzata dall’uso di dispositivi di protezione individuale e del distanziamento sociale.

Ancora oggi ci sono alcune ipotesi che circolano, ma che finora riguardano una zona d’ombra tra Fase 2 e 3. In primavera il sentimento generale era abbastanza chiaro: i preparativi per la Fase 3 inizieranno ad avere una sua prima applicazione durante l’estate 2020. O almeno, per alcune categorie. Per altre, invece, slitterà nel 2021. Oggi, invece, in data ottobre 2020, sappiamo che le cose sono andate diversamente.

La curva dei contagi è salita vertiginosamente, sono aumentati i morti e le terapie intensive, alcune città come Milano e Napoli stanno rischiando un lockdown totale. Questa situazione ha portato all’emanazione di ulteriori Dpcm da parte del Governo Conte 2, che ha limitato le attività di scuole, università, bar, ristoranti, pub, palestre, piscine e altri esercenti, di coprifuochi generalizzati e di inviti a limitare la propria autonomia personale, uscendo di casa solo per lo stretto necessario.

In questo contesto, quindi, la corsa a un vaccino contro il Coronavirus diventa sempre più importante. In base alle ultime dichiarazioni, infatti, entro fine anno il vaccino Oxford-Pomezia potrebbe ottenere l’approvazione alla somministrazione, così da diventare un’arma contro il Covid nel 2021. Presumibilmente, quindi, possiamo indicare l’inizio della Fase 3 nel secondo semestre del 2021.

Quando si torna a scuola?

Le scuole hanno riaperto in media il 14 settembre 2020, grazie anche ad alcune linee guida che hanno sottolineato la necessità per studenti e insegnanti di seguire regole opportune: distanziamento, mascherina e lavarsi frequentemente le mani. Nonostante ciò, l’impennata dei contagi da Coronavirus ha portato il governo a incentivare per alcune sezioni l’uso della didattica a distanza, portando molte classi in una situazione già vissuta durante il lockdown.

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Una bambina studia durante Coronavirus

Quando riparte la Serie A?

Esattamente quando riparte la Serie A di calcio? Lo scorso 13 maggio, la Lega calcio aveva proposto il 13 giugno 2020 come data per avviarsi alla conclusione della stagione. Il governo, invece, ne ha decisa un’altra: il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha scelto il 20 giugno 2020 per la ripartenza del campionato. Inoltre, il 13, il 14 e il 17 giugno si è conclusa anche la Coppa Italia. Inoltre, dopo che il campionato 2019/2020 si è concluso senza la presenza dei tifosi allo stadio, la nuova stagione calcistica ha segnato una timida e leggera riapertura a pochissimi tifosi. Molto probabilmente, bisognerà aspettare il 2021 per vedere le tribune piene di spettatori.

Studiare l’andamento della Serie A può essere utile per pianificare le manovre delle altre competizioni sportive. Ad esempio, grazie al Dpcm del 26 aprile, sono ripresi alcuni allenamenti sportivi, ma le competizioni nazionali e internazionali continuano a essere annullate o rinviate (Wheelchair Hockey, Atletica Paralimpica, Tiro Paralimpico, Trisome Game, Paradressage, Biliardo in carrozzina, Para Badminton e Calcio Amputati). Le preoccupazioni e le incertezze dovute alla seconda ondata di contagi del Coronavirus, inoltre, fanno vacillare il futuro di eventi di interesse globale, come Tokyo 2020.

Tiziano Ferro e i concerti durante Coronavirus Fase 3: quando riapriranno?

Come cambieranno i concerti con il Coronavirus? Ma soprattutto, quando ripartirà la macchina industriale della musica italiana? Sicuramente nel 2021, come spiega Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal vivo).

In una nota del 18 maggio 2020, infatti, l’associazione ha sottolineato che “l’appuntamento con i grandi eventi live dell’estate 2020 è rimandato al 2021”. Inoltre, Assomusica ha anche diffuso la lista degli appuntamenti e dei rispettivi organizzatori ai quali chiedere aggiornamenti per i rimborsi. E per l’autunno e l’inverno? Qualche piccolo evento musicale è stato organizzato, tenendo presenti gli opportuni distanziamenti, ma live veri e propri sono ancora un miraggio. Il ritorno alla normalità per il settore dello spettacolo è molto più lontano rispetto ad altre categorie

Sulla questione intervenne anche Tiziano Ferro a Che tempo che fa: “Noi abbiamo bisogno di sapere se si possono fare concerti, abbiamo bisogno di risposte, ad oggi tecnicamente non sappiamo nulla. Lo dobbiamo anche a chi lavora ai concerti per il palco, i tecnici, tutti quanti. Quindi io chiedo al governo delle risposte, ne abbiamo bisogno anche noi”.

Per i concerti, si ipotizza una ripresa molto lenta. In particolare, l’oncologo e il bioeticista Zeke Emanuel dell’Università della Pennsylvania parla addirittura di una ripresa sostanziale nell’autunno 2021. “Assembramenti più grandi, per esempio, conferenze, concerti, eventi sportivi – ha spiegato al New York Times – penso che saranno le ultime a tornare. Al più presto, realisticamente stiamo parlando dell’autunno 2021. Quando la gente dice che riprogrammerà questa conferenza o una laurea per l’ottobre 2020, non ho idea di come possa pensare che sia una possibilità plausibile”.

Intanto però il mondo dello spettacolo sta soffrendo una crisi senza precedenti. Per questo motivo sabato 10 ottobre 2020 Bauli in Piazza ha manifestato sotto il Duomo di Milano per lanciare un messaggio al governo: servono risorse per non lasciare in povertà i lavoratori del settore.

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Foto di Francesco Prandoni

Fase 3 Coronavirus: estate al mare?

La questione delle spiagge estive ha tenuto banco per intere settimane, soprattutto perché recentemente è circolata l’ipotesi che il Coronavirus possa avere una regressione proprio grazie al caldo – ipotesi ancora non confermata , in quanto la SARS-CoV-2 è un virus che conosciamo molto poco.

Comunque, per l’estate si è parlato, ad esempio, di disinfettare periodicamente la sabbia, di aumentare la distanza tra gli ombrelloni (14-16 metri quadrati) e di zone “familiari”, con massimo 3-4 persone. Infine, le aree gioco sono state limitate, mentre nei ristoranti sarà consigliato il distanziamento e è stato incentivato l’uso di posate monouso e mascherine.

In aggiunta, un’azienda modenese aveva pensato di posizionare dei box plexiglass tra gli ombrelloni (Repubblica) così da mantenere inalterato il distanziamento fisico. Idee, pareri e consigli che ci aiutano a comprendere quanto sia complesso poter pianificare e definire in linea generale la Fase 3.

Oltretutto circolarono anche alcune linee guida Inail su come gestire il flusso di persone sulle spiagge: distanza tra le file degli ombrelloni di 5 metri e tra gli ombrelloni della stessa fila a 4 metri e mezzo, prenotazione obbligatoria (anche per fasce orarie), favorire pagamento con carte contactless o attraverso portali/app web, non utilizzare le piscine presenti nello stabilimento per evitare assembramenti.

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Natale e Coronavirus: sarà Fase 3 o rischio lockdown?

Superata l’estate, ora si pensa al Natale. Il Coronavirus ci permetterà di festeggiare questa festività? O meglio, saremo in grado di poter passare il Natale con amici e parenti rispettando le regole, abbassando la curva dei contagi ed evitando un altro lockdown? La risposta è un grande e incerto forse.

La partita per salvare il Natale si gioca su più fronti. Innanzitutto, il 22esimo Dpcm emanato dal premier Giuseppe Conte il 24 ottobre 2020 avrà validità fino al 24 novembre 2020. È chiaro comunque che le misure restrittive avranno una proroga – anche perché tempo fa è stata anche posticipata la fine dello stato di emergenza alla fine dell’anno. Poi, però, tutto dipende anche dalla consapevolezza dei cittadini e dal rispetto delle regole basilari: distanziamento, mascherine, limitare i propri spostamenti allo stretto indispensabile, incentivare lo smart-working.

Ci sono state comunque diverse dichiarazioni da parte delle personalità politiche in merito alle festività natalizie. In occasione del nuovo Dpmc, Conte ha spiegato che “non possiamo pensare che Natale ci ritroverà tutti abbracciati a fare feste e festicciole”. Sostanzialmente, quindi, è molto difficile pensare a un Natale senza dover prestare la massima attenzione al Covid. Anche in questo caso, però, gli esperti sono divisi in 2 fazioni: gli ottimisti, che prevedono una situazione meno delicata di quella odierna; i pessimisti, che paventano un lockdown nazionale e non circoscritto solo ad alcune città.

Di certo, però, possiamo affermare che l’economia subirà un nuovo brutto contraccolpo. Secondo Coldiretti, infatti, “un lockdown a Natale sarebbe incubo da 4,1 miliardi per il turismo, valutando solo le mancate spese degli oltre 10 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in vacanza nel periodo delle feste. […] A pagare il prezzo più salato, oltre al settore alimentare, sono le strutture impegnate nell’alloggio, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir” (Repubblica).

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Ultima modifica: 28/10/2020

Angelo Andrea Vegliante

Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.