Incidente Alex Zanardi: cosa sappiamo su dinamica dello scontro, condizioni dell’atleta e indagini

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Nel tardo pomeriggio di venerdì 19 giugno 2020, Alex Zanardi è rimasto coinvolto in un’incidente stradale, a 19 anni di distanza da quello che gli aveva causato la perdita delle gambe.

Fin dall’inizio, c’è stata un po’ di confusione su quanto accaduto al campione paralimpico. Nelle prime e concitate ore dalla diffusione della notizia, infatti, abbiamo saputo solamente che la vicenda è localizzata in un comune in provincia di Siena e che l’ex pilota di Formula 1 è stato trasportato all’ospedale più vicino, con un quadro clinico abbastanza preoccupante. Sono passati ormai diversi giorni dall’accaduto: ricostruiamo i fatti.

Dove e come è avvenuto l’incidente di Alex Zanardi?

Iniziamo dal principio. Poco dopo le 17:00 del 19 giugno scorso, Alex Zanardi è rimasto coinvolto in un’incidente stradale con un camion (un autoarticolato) sulla statale 146 nel comune di Pienza (Siena), su una strada che porta a San Quirico d’Orcia e Montalcino.

Come mai Alex Zanardi era lì? Stava partecipando a una corsa a staffetta Luino – Santa Maria di Leuca (dal nome “Obiettivo Tricolore”) in handbike organizzata da Obiettivo3, associazione sportiva fondata dallo stesso ex pilota di Formula 1. L’iniziativa era stata pensata per avviare le persone con disabilità alla pratica sportiva.

Secondo le ricostruzioni de Il Corriere della Sera, Alex Zanardi si trovava su un tratto di leggera discesa, a una velocità tra i 45 e i 50 chilometri orari, quando la sua handbike ha invaso la corsia adiacente durante una curva. Perso il controllo del mezzo, il campione si è schiantato contro un camion che veniva dal senso opposto. In base alle dichiarazioni di Massimo Valentini, commissario tecnico della Nazionale di paraciclismo, Zanardi avrebbe commesso un’imprudenza.

In particolare, Valentini spiega che l’atleta “è andato a battere la testa contro il supporto delle ruote di scorta che sorregge la motrice, perché con il freno sinistro ha preso la pedana che gli autisti dei camion usano per salire a bordo del mezzo” (Huffigton Post).

In merito alla dinamica dei fatti, ha parlato anche Paolo Bianchini, titolare dell’azienda vinicola Ciacci-Piccolomini, dove si sarebbe conclusa la tappa. Di fatto, un momento prima dello schianto, Bianchini era lì: “Ho sentito un botto, lo stridore terribile di una lunga strisciata. Alex era a terra, respirava ancora. Sua moglie è scesa di corsa e si è gettata su di lui” (Il Corriere della Sera).

Il giorno dopo è intervenuto anche l’autista del camion, un 44enne di Sinalunga, attraverso le parole dell’avvocato Arcioni di Grosseto: “Se lo è trovato quasi di fronte all’uscita della curva e meno male che è riuscito a dare una sterzata e a buttarsi verso il il limite della corsia. Così l’impatto è stato sul fianco altrimenti sarebbe stato un urto frontale con conseguenze ancora più deleterie”. Inoltre, come sottolineato da Arcioni, “la velocità del camion in quel punto fatto di tornanti era molto, molto contenuta” (La Gazzetta dello Sport).

La ricostruzione dei fatti però non è così semplice. Ad esempio, in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, il giornalista-videomaker freelance Alessandro Maestrini, che si trovava lì per filmare un servizio, ha raccontato che “nei momenti in cui Zanardi ha perso il controllo del mezzo la ruota sinistra ha fatto un movimento anomalo e l’handbike ha proseguito dritta. Poi si è ribaltata sul lato sinistro e si è schiantata contro l’autoarticolato”.

Anche a fronte di questa dichiarazione, gli inquirenti hanno allegato al fascicolo aperto le condizioni del manto stradale come “atto dovuto” (Fanpage): una buca sull’asfalto o usure di altro tipo potrebbero fare ancora più luce sulla dinamica dell’incidente.

Dall’incidente all’arrivo in ospedale: le condizioni di Alex Zanardi

Dopo una quindicina di minuti dall’accaduto, è arrivata la squadra del 118, che fin dall’inizio ha parlato di condizioni gravissime per Alex Zanardi. Dopo lo scontro con il mezzo pesante, l’atleta paralimpico è stato trasportato in elicottero al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena. Qui ha subito un intervento neurochirurgico e maxillo-facciale durato 3 ore (dalle 19:00 alle 22:00), per poi essere trasferito in terapia intensiva, come ha raccontato Giovanni Bova, direttore dell’Unità di urgenza (Corriere della Sera).

Il giorno dopo, alle 10:00, la struttura ospedaliera ha diffuso un primo bollettino spiegando che il campione era ricoverato in terapia intensiva con “parametri emodinamici e metabolici stabili. È intubato e supportato da una ventilazione artificiale, mentre resta grave il quadro neurologico”.

Nella stessa giornata, Sabino Scolletta, responsabile della Rianimazione dell’ospedale di Siena, ha specificato che “potrebbero esserci dei peggioramenti, ma al momento la stabilità esclude questa possibilità” (Open). Anche Giuseppe Olivieri, neurochirurgo che ha operato Zanardi, ha spiegato che le condizioni sono gravi ma stabili (La Gazzetta dello Sport).

Il giorno seguente (domenica), Scolletta è tornato a parlare pubblicamente, raccontando che “rispetto a quando è arrivato al pronto soccorso, le condizioni (di Alex Zanardi, ndr) sono veramente cambiate” (Open). A incidere, secondo il medico, è il perdurare delle condizioni di stabilità. Tuttavia, potrebbero esserci serie conseguenze alla vista, con “lesioni del campo visivo” (Repubblica).

A dare ulteriore specifiche circa le condizioni cliniche del campione paralimpico, un bollettino dell’ospedale delle 11:30 del 21 giugno: “Il paziente ha trascorso la notte in condizioni di stabilità cardio-respiratoria e metabolica. Le funzioni d’organo sono adeguate. È sempre sedato, intubato e ventilato meccanicamente”. Insomma, non è in pericolo di vita e la prognosi resta riservata.

Nel giro di poche ore, però, qualcosa cambia. Il 22 giugno 2020 Open ha pubblicato un’intervista condotta a Roberto Gusinu, direttore sanitario dell’azienda ospedaliero-universitaria senese che ha in cura il campione paralimpico.

“Alex Zanardi è profondamente sedato – dice Gusinu -, il quadro neurologico è molto grave. È chiaro che, essendo ancora in prognosi riservata, può variare. I suoi miglioramenti sono lenti e progressivi, ma quello che preoccupa di più i clinici sono i peggioramenti che, in genere, si manifestano in maniera repentina e che inficiano su quei piccoli passi che giorno dopo giorno si fanno”.

A confermare le preoccupazioni di Gusinu c’è il nuovo bollettino dell’ospedale del 22 giugno: situazione invariata, mentre l’equipe medica “valuterà nei prossimi giorni eventuali azioni diagnostico-terapeutiche da intraprendere”.

Anche il bollettino di mercoledì 24 giugno non dà segni di cambiamento: “Rimangono stazionarie le condizioni di Alex Zanardi”, si legge. Al momento, ciò che preoccupa di più è il quadro neurologico, che “rimane grave”. Lo stesso bollettino, inoltre, riporta che, in accordo con la famiglia, “si ritiene utile non diffondere altri bollettini medici sino a quando non ci saranno variazioni significative sul suo stato di salute”.

Silenzio stampa che, alla fine, è stato rotto il 29 giugno 2020, con la pubblicazione di una nuova nota che racconta di un secondo intervento di neurochirurgia a cui Zanardi è stato sottoposto. A 24 ore dall’operazione, un comunicato della struttura ha parlato di un decorso stabile ma con una situazione neurologica ancora grave. Infine, l’ospedale ha comunicato un nuovo stop ai bollettini fino a che non vi saranno aggiornamenti significativi.

Il 6 luglio 2020, invece, la struttura ospedaliera ha reso noto che Zanardi è stato sottoposto a un nuovo intervento di chirurgia durato 5 ore per la “ricostruzione cranio-facciale e alla stabilizzazione delle zone interessate dal trauma”.

alex zanardi sull'handbike
Foto di Michelangelo Gratton

Cosa dicono le indagini sull’incidente di Alex Zanardi

La dinamica dell’incidente non è del tutto chiara, e le Forze dell’Ordine stanno indagando su alcuni quesiti sorti durante il weekend appena trascorso. Intanto, la Procura locale ha aperto un fascicolo con l’accusa di lesioni gravissime da incidente stradale (Corriere di Siena).

A occuparsi del sopralluogo dell’incidente è stato il sostituto procuratore Serena Menicucci, magistrato di turno, che poi ha delegato i rilievi e gli accertamenti ai carabinieri della compagnia di Montepulciano. Tra i vari materiali raccolti, ci sono diversi video che aiuteranno a ricostruire al meglio la dinamica dell’incidente.

Perché quella strada era aperta al traffico se c’era un evento sportivo?

Come abbiamo detto precedentemente, “Obiettivo Tricolore” è una gara organizzata da Obiettivo3. L’associazione ha spiegato che la manifestazione sportiva era “una corsa informale” (Il Post) che non necessitava di particolari permessi delle autorità locali e delle precauzioni previste dalla legge. Dello stesso avviso è la Federazione Ciclistica Italiana (FCI), che patrocinava l’evento.

Riguardo a ciò, i carabinieri stanno lavorando per capire se esiste un’ordinanza locale che aveva predisposto eventuali limitazioni al traffico al fine di tutelare lo svolgimento dell’iniziativa sportiva. Secondo Il Fatto Quotidiano, però, la Questura di Siena non sarebbe stata informata dell’evento. NextQuotidiano riporta anche le parole del questore Costantino Capuano: “Né gli organizzatori né i Comuni coinvolti nella manifestazione ci hanno avvertiti”.

Dal canto loro, i Comuni hanno fatto sapere pubblicamente la loro versione dei fatti. Il sindaco di Pienza Manolo Garasi, ad esempio, ha spiegato a Radio Siena Tv di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in merito: “Ci era stato comunicato solamente via Facebook che si sarebbe tenuto un saluto istituzionale in piazza. Ma poi ci hanno anche successivamente comunicato sempre tramite Fb l’annullamento di questo momento per motivi di ritardo sulla tabella di marcia della manifestazione” (La Gazzetta dello Sport).

In mezzo a questo polverone di incertezze, Open ha fatto emergere un dettaglio interessante: non sarebbe stato possibile ottenere un’autorizzazione per lo svolgersi di una gara ciclistica, in quanto le attività ciclistiche professionali sono sospese fino al prossimo 1° agosto per le disposizioni emanate contro la diffusione del Coronavirus.

Quindi, senza un’autorizzazione particolare, i ciclisti sono soggetti come tutti al codice della strada. Un particolare ribadito anche da Roberto Sgalla, già direttore di tutte le specialità della Polizia ed esperto della sicurezza in bici: Zanardi e compagni erano da considerare “semplici ciclisti in escursione individuale” (Il Corriere della Sera).

alex zanardi in corsa sull'handbike
Foto di Michelangelo Gratton

Perché c’erano pattuglie dei vigili urbani se nessuno sapeva nulla?

Un altro quesito che ruota attorno l’organizzazione dell’evento è come mai ci fossero una o più pattuglie dei vigili urbani (secondo alcuni solo di Pienza) se non risultano esserci comunicazioni ufficiali in merito allo svolgimento della kermesse. Una scorta dovrebbe essere approvata dalle autorità locali, e quindi qualcuno doveva essere informato dei fatti.

Nelle ultime ore, qualche risposta sta emergendo. Ad esempio, il vicesindaco della cittadina Giampietro Colombini sapeva dello svolgimento della manifestazione, tanto da inviare una pattuglia come “accompagnamento non ufficiale” (Open). Anche il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli ha affermato di aver messo a disposizione una pattuglia per accompagnare i ciclisti all’ingresso del paese.

Incidente Alex Zanardi: cosa sappiamo sul conducente del camion?

Dalle prime indicazioni emerse, dunque, non sorprende che la strada fosse aperta al traffico. Cosa sappiamo, invece, sul conducente del camion? Al momento, risulta l’unico indagato per “atto dovuto”, come ha puntualizzato il procuratore capo Salvatore Vitello. Inoltre, ai test per alcool e droga è risultato negativo e, come spiega Open, è stato appurato che la manovra del tir era corretta.

Alex Zanardi anni prima dell'incidente
Foto di Michelangelo Gratton

Prima dell’incidente, Alex Zanardi stava usando uno smartphone?

In mano alle Forze dell’Ordine ci sono diversi video che avrebbero ripreso la scena del sinistro. Tra questi, ci sarebbe anche un filmato che mostrerebbe Alex Zanardi, poco prima dell’incidente, intento a riprendere con il suo smartphone il paesaggio circostante proprio mentre guidava l’handbike (Open).

Una versione dei fatti che, però, non coincide con quanto dichiarato da Maestrini, il quale ha spiegato che il telefono di Zanardi era “nel suo alloggiamento di sicurezza sulla bici e lui stava guidando regolarmente con 2 mani. Non faceva alcun video, non aveva il telefono in mano” (Il Corriere della Sera). Secondo il giornalista, Zanardi aveva utilizzato il dispositivo “alcuni minuti prima, ma in assoluta sicurezza e a una velocità molto ridotta”.

La versione del giornalista è stata confermata dalla Procura di Siena: “Visionando il video di Maestrini, non risulta che Zanardi stesse facendo riprese, avendo le mani fisse sull’handbike” (Radio Siena Tv).

Quando Alex Zanardi disse di esser stato sfortunato

Diversi anni fa, precisamente nel 2013, noi di Ability Channel intervistammo Alex Zanardi per ripercorrere la sua carriera agonistica e raccontare com’era cambiata la sua vita dopo l’incidente. Tra le varie dichiarazioni rilasciate, abbiamo deciso di enfatizzare le seguenti frasi:

“Le corse sono sicuramente più pericolose di altre attività, ma quante cose facciamo quotidianamente senza avvertire il pericolo che incombe? Ho sempre avuto fiducia nei meccanici e in me stesso nel portare il mezzo al limite senza mai oltrepassarlo questo limite. Ancora oggi, io sono convinto di esser stato semplicemente sfortunato”.

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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