Che differenza c’è tra SLA e sclerosi multipla?

La differenza tra SLA e sclerosi multipla è notevole, anche se la nomenclatura fa pensare a tutt’altro. Sono entrambe malattie neurologiche e condividono il termine sclerosi, ma in comune non hanno quasi niente. Cambiano le parti del sistema nervoso danneggiato, non coincidono le cause e non sono nemmeno uguali le cure. Ecco perché bisogna fare un po’ di chiarezza quando si parla di SLA e di sclerosi multipla.

Differenza tra SLA e sclerosi multipla

La SLA (sclerosi laterale amiotrofica) è una malattia neurologica legata ai motoneuroni, ovvero le cellule del midollo spinale che determinano e regolano il movimento. Una malattia invalidante e debilitante che viene classificata infatti tra le malattie rare.

La sclerosi multipla invece consiste nella perdita della guaina mielinica che ricopre le fibre nervose e questo può avvenire in qualsiasi area del sistema nervoso centrale. Il numero di persone colpite non è paragonabile. La sclerosi è molto più frequente e colpisce dieci volte di più rispetto alla SLA (il rapporto è di 10 a 1).

Che cos’è la SLA?

La SLA è una delle malattie neurologiche più gravi e consiste nella degenerazione, progressiva e inesorabile, del motoneurone centrale e periferico. Ogni forma di SLA è differente perché si connette in maniera endemica all’organismo e al sistema immunitario.

La qualità della vita subisce un peggioramento spaventoso e col passare del tempo, gli esiti sono via via sempre più disastrosi. Le conseguenze più importanti si hanno sulla capacità di deglutizione (disfagia), sulla capacità di articolazione della parola (disartria) sul controllo e sui movimenti dei muscoli scheletrici. Una sorta di ibernazione o paralisi che può variare a seconda dell’individuo e che nei casi più gravi può anche interessare i muscoli respiratori e costringere il soggetto alla ventilazione assistita.

La paralisi fisica non è connessa a quella cognitiva, sensoriale e sessuale. L’organismo continua a provare emozioni e continua a sviluppare i pensieri in maniera normale, ma non è in grado di esprimerli attraverso il linguaggio del corpo o attraverso le parole.

La SLA fa parte delle malattie croniche invalidanti e lo Stato, a chi è affetto da questa malattia degenerativa, dà la possibilità di usufruire di servizi come esenzioni e riconoscimento dell’invalidità. La diffusione della SLA, per fortuna, è molto ridotta: colpisce 2/3 persone in media ogni 100 mila persone.

Leggi anche: È stata bloccata la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) nei topi

qual è la differenza tra sla e sclerosi multipla

SLA sintomi e cause

La SLA per fortuna è una malattia molto rara e nella quasi totalità dei casi colpisce in modo sporadico (se un parente è affetto da SLA, non è detto che venga trasmessa ai familiari o ai discendenti). Si tratta di una malattia autoimmune (come la sindrome di Sjogren) che può sorgere da un danno di tipo eccitotossico (eccesso di glutammato) o da un danno di tipo ossidativo dovuto allo squilibrio tra le sostanze che circondano i motoneuroni colpiti.

La causa originaria, però, è sostanzialmente ignota e qualche passo avanti si è fatto solo nel 1993 con la scoperta di una mutazione nel gene che produce la superossido dismutasi, un radicale libero altamente tossico. Se tali molecole si accumulano, finiscono col danneggiare il DNA e le proteine presenti nelle cellule.

Ancora non è chiaro come la mutazione di questo gene possa poi portare alla degenerazione del motoneurone: l’unica certezza al momento è che l’accumulo di radicali liberi sia causato proprio dalla mutazione di questo gene. Questa condizione favorisce il danneggiamento dei mitocondri e di conseguenza delle funzioni cellulari.

Altri studi hanno posto l’accento sul ruolo del glutammato, che nei pazienti con SLA è presente in livelli maggiori nel plasma sanguigno e nel liquido cerebro-spinale. I neuroni, esposti per lunghi periodi a quantità notevoli di glutammato (principale neurotrasmettitore eccitatorio a livello del sistema nervoso centrale) cominciano a degenerare. L’acido glutammico infatti è presente in maniera cospicua nell’industria alimentare come esaltatore di sapidità e contiene al suo interno una componente tossica.

Leggi anche: SLA: sintomi, cause e possibili cure

Che cos’è la sclerosi multipla

La sclerosi multipla (detta anche sclerosi a placche) è una delle malattie più comuni che colpiscono il sistema nervoso centrale. Si tratta di una malattia infiammatoria demielinizzante, ovvero che interessa in particolar modo la mielina, una sostanza isolante a struttura lamellare costituita in gran parte da lipidi e proteine. Il compito della mielina è quello di rivestire gli assoni dei neuroni: questa “copertura” può essere composta da uno strato solo oppure può essere composta da diversi strati concentrici, che formano una sorta di guaina.

In quanto malattia cronica che agisce nel sistema nervoso centrale, può causare interruzione dei segnali fra cervello, midollo spinale e nervi ottici. Appartiene alla famiglia delle malattie autoimmuni: in questo caso, il sistema immunitario si scaglia contro la guaina mielinica e provoca danni a livello cerebrale.

Non esiste una casistica univoca, esistono forme multiple e poco prevedibili. Ogni organismo ha la sua capacità di reazione e non è possibile valutarne l’impatto. Sono possibili infatti ricadute e remissioni. In Italia ci sono quasi 120 mila persone affette da sclerosi multipla e ogni anno, le nuove diagnosi crescono circa di 3500 unità. Una diagnosi ogni tre ore.

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Sclerosi multipla sintomi e cause

Le cause della sclerosi multipla, ad oggi, sono ancora oggetto di ricerche approfondite e gli studiosi sono concordi nell’affermare l’importanza della multifattorialità. Un ruolo fondamentale lo gioca l’ambiente (clima, latitudine) e l’esposizione a virus e batteri nei primi anni di vita.

Inoltre c’è la predisposizione genetica (intesa come predisposizione del patrimonio genetico) che, insieme ai fattori citati in precedenza, può determinare l’insorgenza dei sintomi. Alcuni studi epidemiologici infatti hanno confermato che la sclerosi non è una malattia ereditaria: non si trasmette dai genitori ai figli. Una delle poche certezze è che la sclerosi non sia una malattia infettiva: non si trasmette quindi da individuo a individuo e il contatto fisico non ne favorisce la diffusione.

A differenza della SLA, la sclerosi si manifesta con una pluralità di sintomi che possono variare a seconda dell’organismo: difficoltà motorie, disturbi della vista, formicolii e intorpidimento muscolare, alterazioni dell’umore e problemi sessuali.

Più la mielina si disperde, più i sintomi diventano invalidanti. Col passare dei giorni, la malattia diventa sempre più agguerrita e impatta in maniera notevole sulla quotidianità: un paziente su tre è costretto a lasciare il lavoro. Recenti studi hanno dimostrato l’importanza della melatonina per contrastare i sintomi della sclerosi. 

Leggi anche: Di sclerosi multipla si muore? E quando? Ecco cosa sappiamo

Angelo Dino Surano
Angelo Dino Surano
Giornalista, addetto stampa e web copywriter con una passione particolare per le storie di successo. Esperto in scrittura vincente e comunicazione digitale, è innamorato della parola e delle sue innumerevoli sfaccettature dal 1983. La vita gli ha messo davanti sfide titaniche e lui ha risposto con le sue armi più potenti: resilienza e spirito di abnegazione. Secondo la sua forma mentis, il contenuto migliore è quello che deve ancora scrivere.

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