L’importanza della mascherina per Coronavirus: ci protegge? Quale bisogna usare? Come va smaltita?

Come va utilizzata la mascherina per Coronavirus? In che modo bisogna indossarla? Quanto ci protegge effettivamente dal contagio? Cosa dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità in merito?

Attorno alle mascherine ci sono diversi quesiti, causati soprattutto da una sovrabbondanza di informazioni. In questo articolo cerchiamo di rispondere alle domande più note.

Quando usare la mascherina per Coronavirus

Fin dall’inizio della diffusione dell’epidemia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato l’uso della mascherina per il Coronavirus a persone che sospettano di aver contratto il COVID-19. In aggiunta, il suo utilizzo è caldamente consigliato anche a chi presenta sintomi come tosse o starnuti, oltre a chi si prende cura di una persona con sospetta infezione da Coronavirus.

Nell’aprile 2020, l’Oms è tornata sulla questione: “Stiamo riaprendo la discussione esaminando le nuove prove per vedere se dovrebbe esserci un cambiamento nel modo in cui consiglia l’uso delle mascherine”, ha affermato David Heymann, presidente di un gruppo di consulenti dell’Oms ed ex direttore dell’organizzazione che nel 2003 lavorò a una risposta contro la SARS.

Secondo Heymann, “le microparticelle più piccole possono ‘viaggiare’ nell’aria anche per distanze ben più lunghe. Se questi dati verranno confermati, è possibile che indossare una mascherina sia altrettanto efficace o più efficace della distanza”.

Si tratta, però, solo di un’ipotesi, come precisa l’Istituto Superiore di Sanità: “Non abbiamo evidenze per dire che il virus circoli nell’aria. I dati che abbiamo a livello epidemiologico ci dicono che le principali vie di trasmissione sono per droplet e per contatto”.

Leggi anche: Come si trasmette il Coronavirus? È vero che circola nell’aria?

L’importanza delle mascherine per Coronavirus: aggiornamenti

Dopo due mesi dall’ultima pronunciazione, l’OMS è tornata a parlare di questi DPI, aggiornando le linee guida sul loro utilizzo.

In particolare, lo scorso 6 giugno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha specificato che i governi dovrebbero incentivare la popolazione a usare le mascherine “dove c’è ampia diffusione del virus e la distanza fisica è difficile da mantenere, come i trasporti pubblici, i negozi o in altri ambienti chiusi e affollati” (Repubblica).

L’invito è stato esteso anche agli operatori sanitari che non trattano pazienti con Covid-19, alle persone anziane con età superiore ai 60 anni e alle persone con patologie pregresse. Al resto degli individui, invece, si consiglia di indossare le mascherine di tessuto a tre strati. Infine, tra le nuove indicazioni, l’Oms spiega anche come fabbricare mascherine per Coronavirus in casa.

Leggi anche: Coronavirus: come fare la fisioterapia respiratoria su pazienti con COVID-19

La mascherina serve per il Coronavirus?

Teniamo a sottolineare che, da sola, la mascherina non protegge completamente dal Coronavirus, non è la panacea dei mali. Ciò che aumenta le possibilità di difesa dal contagio è compiere tutte le indicazioni emanate dal Ministero della Salute. Perciò, è bene mantenere anche la distanza di un metro dalle altre persone e garantire una buona e costante igiene delle mani.

donna indossa mascherina contro Coronavirus

Quali mascherine usare per Coronavirus?

Non tutte le mascherine antivirus sono uguali, e perciò non tutte proteggono allo stesso modo. Inoltre, bisogna ribadire che una mascherina generica protegge gli altri dalle nostre goccioline di saliva e non il contrario. Per proteggersi dai fluidi esterni, invece, ci sono le mascherine filtranti.

Questa è comunque una distinzione generale, poiché esistono mascherine di vario tipo. Altroconsumo ne ha elencate tre:

  • Semplici – Si usano prevalentemente in contesti aziendali/industriali, non per contesti sanitari. Sono di tipo generico, e per questo non devono rispettare le norme applicate a quelle chirurgiche e filtranti facciali.
  • Chirurgiche (per uso medico) – Mascherine rettangolari composte da 3 strati di tessuto-nontessuto plissettato che si indossano grazie a nasello, elastici o lacci. Devono avere il marchio CE e rispettare determinati requisiti tecnici. Il decreto Cura Italia ha reso disponibili legalmente queste mascherine anche nelle farmacie, al fine di aumentarne la disponibilità: l’importante è che siano autocertificate dai produttori e non abbiano seguito l’iter ufficiale dei test. Non proteggono chi le indossa, ma gli altri.
  • Filtranti facciali (FFP) – Siamo di fronte a dispositivi che devono rispondere a una normativa precisa e rigorosa, in quanto sono mascherine individuali che proteggono l’organismo dal passaggio di particelle di dimensioni estremamente piccole (persino nell’ordine del mezzo micron). Oltre al marchio CE, devono riportare una sigla tra P1, P2 e P3, che indica la capacità di protezione. In ambito sanitario, le P2 e le P3 sono le più usate poiché hanno un’efficacia filtrante del 94% e del 99%. Tuttavia, non sono dispositivi eterni e hanno una durata abbastanza breve (nell’ordine di qualche ora, se sono monouso).

Mascherine trasparenti, ora sono realtà: parla l’azienda che lavora con il Governo

Intanto, in Italia, il Comitato tecnico-scientifico ha detto sì alle mascherine trasparenti, purché siano annoverate tra i dispositivi di protezione individuale. Per far sì che ciò accadesse, il team Arcuri si è rivolto a Under Shield, azienda di Fontaniva (Padova) che ne aveva già realizzato un prototipo.

In una nostra recente intervista, il CEO dell’azienda, Paolo Pandin, ci ha assicurato che si trattano di DPI di categoria 1, e dunque hanno un livello di protezione dal contagio del Coronavirus.

mascherine trasparenti per sordi

Mascherine trasparenti per sordi: l’idea di una studentessa americana

Mesi prima dall’America era arrivata una notizia simile, che riguardava le persone sorde e ipoudenti. Ashley Lawrence, infatti, studentessa del Kentucky (Stati Uniti) aveva realizzato delle mascherine trasparenti con una parte in plastica trasparente all’altezza della bocca per permettere l’uso del linguaggio dei segni e delle espressioni facciali.

Si tratta di un’idea di grande valore, la cui necessità era stata sottolineata anche da Brazzo, un rapper sordo.

“Le mascherine senza leggere il labiale ci hanno dato grosse difficoltà. Si stanno muovendo alcune associazioni, ma lo Stato deve capire che la nostra situazione è peggiorata rispetto a prima. Senza sentire e senza leggere il labiale delle persone che parlano, siamo in pieno panico, ci sentiamo tagliati fuori dal mondo”, ha detto in una nostra intervista.

uomo indossa mascherina

Come indossare la mascherina contro il Coronavirus?

Esiste una procedura da seguire per indossare in maniera corretta la mascherina da Coronavirus. Dopo aver disinfettato accuratamente le proprie mani, indossare la mascherina assicurandosi che non ci siano spazi tra viso e dispositivo. È molto importante indossarla prendendola dagli elastici e non venire a contatto diretto con essa.

Per togliere la mascherina, poi, basta rimuoverla da dietro, prendendola dagli elastici. Una volta diventata umida, la mascherina va sostituita. Qualsiasi tipo di dispositivo usato può essere smaltito nei rifiuti indifferenziati.

È possibile sanificare le mascherine per Coronavirus?

Il consiglio principale è gettare la mascherina una volta utilizzata. Tuttavia, è possibile sanificare le mascherine monouso per Coronavirus al fine di riutilizzarle (massimo per tre volte). Tale suggerimento non riguarda persone e operatori che hanno a che fare con persone infette o ad alto rischio di contagio: in questi casi, è sempre meglio smaltire la mascherina usata.

Al fine di sanificarla correttamente, secondo lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, bisogna seguire delle semplici operazioni:

  • Disporre di una soluzione idroalcolica (alcol al 70%) in uno spruzzatore;
  • Prima di eseguire la sanificazione, lavarsi bene le mani, togliere la mascherina dagli elastici e lavare ancora una volta le mani;
  • Dopo aver indossato i guanti monouso, mettere la mascherina su una superficie lavata con acqua e sapone o disinfettate idoneo, spruzzare il dispositivo con la soluzione idroalcolica (anche gli elastici) sia da un lato che dall’altro;
  • Lasciare agire la soluzione in un luogo protetto per 30 minuti.

Leggi anche: App Immuni: cos’è e come funziona lo strumento della Fase 2 Coronavirus

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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