Invalidità civile parziale anche per chi lavora: svolta nel Decreto Fiscale

Il caso dell’invalidità civile parziale si chiude con una notizia positiva. Anche chi riceve un reddito inferiore a 4,391mila euro potrà continuare a beneficiare dell’assegno. La svolta decisiva è stata resa possibile ieri sera (30 novembre 2021) in commissione al Senato, grazie agli emendamenti presentati dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, che modificano due commi della Legge 118/1971.

Inps: se lavori, niente invalidità civile parziale. Cos’era successo?

Sull’invalidità civile parziale era caduto un fulmine a ciel sereno. Con il messaggio 3495/2021 dello scorso 14 ottobre infatti l’INPS aveva specificato che “lo svolgimento dell’attività lavorativa, a prescindere dalla misura del reddito ricavato, preclude il diritto al beneficio di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971”, recependo due pronunce della Corte Costituzionale (n. 17388/2018; n. 18926/2019).

In pratica l’assegno mensile di invalidità civile parziale (pari a 287,09 euro al mese, con limite di reddito di 4.931,29 euro) non sarebbe più stato erogato a chi avrebbe avuto una invalidità tra il 74 e il 99 per cento nel caso in cui svolga attività lavorativa, “a prescindere dalla misura del reddito ricavato”, cioè quindi anche se fosse stato un reddito precario.

La FISH aveva commentato la notizia definendola come “ingiustizia normativa”. Successivamente ci fu un incontro con la ministra della Disabilità Erika Stefani, la quale aveva proposto “una possibile soluzione che ho anche condiviso con Falabella e Pagano, presidenti di FISH e FAND-ANMIC, registrando una positiva apertura che mi rende fiduciosa rispetto a una rapida soluzione. La possibilità per le persone con disabilità di realizzarsi attraverso il lavoro è elemento essenziale ai fini dell’inclusione e va quindi facilitato, non scoraggiato”.

Leggi anche: Disability Card: cos’è, a cosa serve e quando arriva

Quale legge disciplina l’invalidità civile?

L’invalidità civile è disciplinata dalle Legge 118/1971. Con il termine invalidi civili si designano persone con minorazioni congenite o acquisite di carattere fisico, psichico o sensoriale (anche ad andamento progressivo) che abbiano subìto una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo. Nel caso in cui riguardino minorenni, sono persone che hanno difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. 

Leggi anche: Invalidità civile dopo i 67 anni: cosa succede?

Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

ARTICOLI CORRELATI

Resta aggiornato

Riceverai nella tua e-mail tutti gli aggiornamenti sul mondo di Ability Channel.

 

Carrozzine per disabili: tutto quello che c’è da sapere

Contenuto sponsorizzato
 

Autonomia e Libertà sinonimi di viaggio

Contenuto sponsorizzato
 

C'è chi usa la LIS per communicare con i clienti

Contenuto sponsorizzato