Meningite sintomi – come riconoscerli e curarli

I primi sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia, e provocano in genere dolori alle gambe e alle giunture, piedi e mani fredde e un colorito della pelle alterato e più in generale possono essere facilmente scambiati con i sintomi tipici di una normale influenza. Le persone  a rischio di contagio sono di ogni età, con decisa prevalenza di bambini che frequentano  luoghi chiusi come le aule della scuola  e dove le persone sono a più stretto contatto.

Immagine 27

Meningite sintomi: i segnali principali

Con lo svilupparsi della patologia, a circa 15/20 ore dal contagio, i sintomi della meningite si manifestano in modo più specifico con:

  • FEBBRE
  • SONNOLENZA  con possibile stato di coscienza ridotta
  • FORTE EMICRANIA
  • RIGIDITA’ DEL COLLO
  • ERUZIONI CUTANEE A CHIAZZE
  • FORTE FASTIDIO DELLA LUCE (fotofobia)
  • CONVULSIONI
  • NAUSEA E VOMITO

La diagnosi della meningite

meningite sintomi

In presenza di questi sintomi è il caso di ricorrere subito all’assistenza di un medico o ancora meglio al ricovero in una struttura ospedaliera. Potrebbe essere necessario, oltre ad altri esami di laboratorio, il prelievo di un campione di liquido cerebro spinale che possa evidenziare il tipo di batterio che ha provocato l’infezione. Quest’ultimo è il metodo più sicuro per fare una diagnosi certa della malattia.

Meningite virale e meningite batterica

Esistono varie forme di meningite, ma in genere si dividono in due gruppi principali, virali e batteriche.

La meningite virale

La meningite virale (detta anche asettica) è quella più comune.  Il suo periodo di incubazione cambia secondo il tipo di virus, da 3 a 6 giorni circa.  E’ difficile da diagnosticare perché i sintomi sono quasi uguali a quelli di una normale influenza.  Guarisce generalmente in una settimana senza lasciare conseguenze.

La meningite batterica

Immagine 7La meningite batterica è meno frequente ed anche la più grave.  In Italia si registrano circa 800 casi all’anno. Se non viene rapidamente individuata e curata, possibilmente in una struttura ospedaliera, può mettere in pericolo la vita del paziente.  In alcuni casi viene chiamata fulminante perché è particolarmente aggressiva e può provocare un esito infausto in poche ore.

Per la meningite di tipo batterico viene attuata una terapia a base di antibiotici, e poi liquidi per reintegrare quelli persi e corticosteroidi per alleviare l’infiammazione delle meningi. Se risulta essere molto aggressiva, il medico somministra in genere farmaci contro le convulsioni e farmaci per sostenere la pressione sanguigna.  In caso di necessità l’ossigenazione o la ventilazione meccanica per evitare ulteriori danni cerebrali.

Meningite fulminante – La storia di Bebe

La meningite da meningococco di tipo B è estremamente aggressiva e può portare alla morte in sole 18 ore. In Italia rappresenta circa il 70% di tutti i tipi di meningite. Il 10-15% dei bambini che vengono colpiti muore. Chi riesce a sopravvivere in moltissimi casi subisce delle conseguenze gravissime che portano alla disabilità grave, come amputazioni dalle dita a interi arti, danni neurologici e sordità.

All’età di 11 anni Beatrice Vio è stata colpita da una meningite fulminante che le ha provocato una infezione del sangue la cui conseguenza è stata la progressiva amputazione di tutti e quattro gli arti.  Beatrice è una straordinaria testimonial di come si riesca a trovare non solo motivi di sopravvivenza e vitalità, ma di riprogettare attraverso lo sport una nuova vita. Guarda la sua testimonianza

La meningite meningococcica, stafilococcica e pneumococcica

La meningite meningococcica appare generalmente nel primo anno di vita. Il meningococco si diffonde sia con le goccioline respiratorie che con il contatto diretto e si ritrova nella parte superiore della faringe. I sintomi non sono facilmente prevedibili: febbre, vomito, irritabilità, convulsioni, pianto a toni alti e le fontanelle, quelle zone molli che nei neonati fungono da giunture delle ossa piatte della calotta cranica, risultano tese e pulsanti.

La meningite stafilococcica, causata dallo Staphyloccus aureus che è uno dei batteri più aggressivi della famiglia degli stafilococchi, può essere causata da sinusiti, otiti medie purulente (piene di pus) e da traumi cranici aperti. I soggetti più a rischio risultano essere gli anziani e i neonati e più in particolare i prematuri.

La causa più comune della meningite pneunococcica nelle persone adulte è lo pneumococco, che si trasmette da persona a persona attraverso le vie respiratorie. Sono più a rischio coloro che hanno subito dei traumi cranici chiusi con perdita di liquor, gli alcolisti, i malati di otite, sinusite o mastoidite cronica.

La meningite tubercolare

La Meningite tubercolare è una infiammazione delle meningi, in special modo della base cranica e dei nervi encefalici, causata dal bacillo di Koch. dovuta al micobatterio tubercolare. La malattia, che colpisce di preferenza i fanciulli, ha un inizio subdolo (da una a qualche settimana); si manifestano irascibilità, svogliatezza, inappetenza, dimagramento, leggeri rialzi della temperatura, brevi cefalee. Successivamente si manifestano vomito violento con una violenta cefalea, convulsioni e stati deliranti accompagnati da una febbre elevatissima. Insorgono poi fenomeni paralitici fino al coma, la morte può sopraggiungere in poche settimane.

La meningite nei neonati

La meningite nei neonati è provocata prevalentemente dagli streptococchi del gruppo B e si sintomi sono caratterizzati in genere da una accentuata irritabilità, febbre, tendenza alla sonnolenza, appetito insufficiente con poppate scarse, e inoltre da agitazione o pianto difficile da calmare.

Le cause

meningite sintomiIn genere l’infiammazione di queste membrane è provocata da una infezione di microrganismi, virus o batteri, che attraverso il circuito dei vasi sanguigni raggiungono le meningi. Si tratta di microrganismi abbastanza comuni generati da malattie molto diffuse: da quelle dell’apparato gastrico, urinario, digerente della pelle e delle vie respiratorie superiori, che sono quelle più frequenti e contagiose.

L’infezione si trasmette condividendo semplicemente l’ambiente, un fazzoletto, una tazza, le stoviglie o un asciugamano utilizzato da una persona infetta. A volte può essere anche causata da reazione a farmaci o a qualche altra malattia.

Il vaccino per la meningite

La vaccinazione può essere utile per tenere sotto controllo un’epidemia provocata da un individuato ceppo batterico. Dall’inizio del 2014 è disponibile anche un vaccino contro il meningococco B, il batterio responsabile delle meningiti fulminanti di cui abbiamo parlato prima. Basilicata, Puglia e Toscana sono state le prime ad inserire il nuovo vaccino nel calendario vaccinale regionale. La Conferenza Stato-Regioni sta valutando il vaccino e il suo possibile inserimento nel Piano nazionali vaccini.

Ascolta il parere del Dott. Alberto Villani, responsabile di Pediatria e Malattie Infettive dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, in un’intervista rilasciata a repubblica.it

Come abbiamo detto all’inizio batteri e virus che provocano la meningite sono abbastanza comuni e diffusi. A volte per contrastarli è sufficiente una buona igiene, con lavaggio accurato e frequente  delle mani. Anche utilizzando tutti i vaccini  predisposti per questa patologia non è possibile acquisire una sicura immunità. Comunque saper distinguere i sintomi della meningite da quelli di normali influenze può risultare fondamentale…

La profilassi antibiotica per la meningite

Il trattamento usuale per la meningite acuta è la somministrazione precoce di farmaci antibiotici e, talvolta, antivirali. I più usati sono la Benzilpenicillina, Cefotaxima, e non può mancare il Cloramfenicolo. In alcune situazioni si può anche ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi per prevenire i danni derivanti dalla risposta infiammatori.

Le conseguenze della meningite

La meningite, soprattutto se di tipo batterico, come abbiamo visto può avere conseguenze letali o gravi permanenti, come lesioni all’interno del cervello e sui nervi , sordità, epilessia, idrocefalo e deficit cognitivi. La meningite di tipo virale invece, se trattata in modo adeguato, si può curare in modo definitivo senza conseguenza alcuna.