Referendum Cannabis Legale, cosa succederà dopo il 30 settembre 2021?

Le 500mila firme per il Referendum sulla Cannabis Legale sono state raggiunte in tempo record. Dopo l’entusiasmo generato dal Referendum sull’Eutanasia Legale, le speranze per questa iniziativa erano sicuramente fondate e concrete, forse non così tanto, anche perché sono bastati solamente 7 giorni per ottenere la cifra richiesta.

Possiamo parlare di un incredibile successo, visto che l’unico modo per aderire all’iniziativa è apporre una firma digitale, senza l’aiuto di banchetti o promozione territoriale nelle diverse piazze italiane.

A questo punto la deadline del 30 settembre 2021 pone un altro obiettivo: raccogliere più firme possibili, arrivando magari a cifre molto elevate. Ma quando arriverà il 1° ottobre, quale sarà il percorso che l’iniziativa dovrà seguire?

Referendum Cannabis Legale: quali sono gli step successivi?

Una volta superato il 30 settembre 2021, la cannabis non diventerà legale, ma il referendum darà il via a un iter molto significativo. Come ci ha spiegato in una recente intervista la coordinatrice di Meglio Legale Antonella Soldo, prima di tutto le firme raccolte saranno depositate in Cassazione, “che farà un controllo sul numero e la validità”.

Successivamente, toccherà alla Corte Costituzionale, che dovrà “fare il vaglio” del quesito referendario, “un passaggio delicato che avverrà presumibilmente tra dicembre 2021 e gennaio 2022. Infine si potrebbe andare al voto a primavere 2022”.

In mezzo a questo percorso, visto che si sta utilizzando il sistema digitale, c’è uno step in più: “Nel momento in cui una persona firma, parte automaticamente la richiesta del certificato al Comune e il Comune entro 48 ore è obbligato a rimandarlo indietro, anche se raramente accade, quindi ci sarà una fase in cui raccoglieremo i certificati”.

Meglio Legale: “La burocrazia rischia di condannare il Referendum sulla Cannabis”

Sembrava troppo semplice per essere vero. Con un post pubblicato sui social, il 23 settembre 2021 Meglio Legale ha fatto sapere che il Referendum sulla Cannabis sta avendo qualche complicata grana burocratica.

“In queste ore – si legge online – i comuni, che hanno l’obbligo di consegnare i certificati elettorali dei firmatari entro 48 ore dalla nostra richiesta, ci hanno già comunicato che difficilmente riusciranno a inviare tutti i certificati in tempo per la scadenza del 30 Settembre”.

“Questo grave ritardo dovuto alla burocrazia italiana – continua la nota – rischia di condannare il Referendum, visto che i certificati elettorali devono essere consegnati insieme alla firme il 30 Settembre in Corte di Cassazione”.

La richiesta di Meglio Legale è abbastanza semplice: “Basterebbe rimandare la data di consegna al 30 Ottobre, come successo per tutti gli altri referendum in corso, in modo da concedere ai Comuni il tempo necessario a spedire i certificati”. Richiesta che è stata accolta il 29 settembre 2021, come ha confermato Meglio Legale: il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok per la proroga del Referendum sulla Cannabis Legale, la cui deadline ora scade il 30 ottobre 2021.

Referendum Cannabis Legale: cosa dice la legge in Italia?

Parlare di cannabis in Italia non è affatto semplice. A livello legislativo non esiste una legalizzazione vera e propria. Dal 2007 si può comunque accedere alla cannabis terapeutica, ma la domanda dei richiedenti non è completamente coperta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, che detiene il monopolio per coltivazione, distribuzione, preparazione e distribuzione.

Come nel caso di Walter De Benedetto, spesso la magistratura è dovuta intervenire per mettere una toppa a un quadro normativo evidentemente poco chiaro. Gli stessi avvocati di De Benedetto hanno evidenziato in una nostra intervista che molte persone sono costrette “a un’autoproduzione della sostanza”. E qui recentemente – oltre al Referendum sulla Cannabis Legale – è entrato in gioco il testo base sulla coltivazione domestica della cannabis.

Si tratta di un testo unificato tra più proposte che, come ci ha spiegato Riccardo Magi (+Europa), punta anche alla riduzione delle pene per i fatti di lieve entità. In linea generale il Referendum e il testo base puntano a modificare gli articoli 73, 74 e 75 del Testo Unico Stupefacenti (DPR 309/1990).

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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