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Equitazione paralimpica

L’equitazione paralimpica è stata inizialmente una pratica volta alla riabilitazione di pazienti disabili e al recupero delle loro capacità fisiche e mentali. Bisognerà aspettare gli anni ’70 per vederla sviluppare come vero e proprio sport. Nel 1984 a New York ci furono le prime gare internazionali di dressage e nel 1996 finalmente il debutto alle Paralimpiadi di Atlanta. Sono 40 i Paesi che praticano l’equitazione paralimpica nel mondo.

Sport che puoi praticare con queste disabilità: Amputazione arti superiori, Cerebrolesioni, Disabilità intellettiva e relazionale, Nanismo, Poliomielite, Sclerosi multipla, Sordità

L’equitazione paralimpica è uno sport equestre diretto dalla FEI (International Federation for
Equestrian Sports) ed include due tipi di competizione: il para-dressage e la guida para-
equestre
. In generale questa disciplina equivale alla tradizionale equitazione ma si adatta
alle persone con disabilità.

Storia

La prima paralimpiade della storia, quella di Roma 1960, fu inizialmente aperta solo ad
atleti in carrozzina. A Toronto 1976 cominciarono ad esserci atleti con diverse disabilità,
dai Giochi paralimpici di New York e Stoke Mandeville del 1984 cominciarono a
partecipare anche i cerebrolesi: è in questa edizione dei Giochi che fa la sua comparsa il
para-dressage
. Da Barcellona 1992 l’accesso alle Paralimpiadi venne aperto tutti i tipi di
disabilità e, grazie al Comitato Paralimpico Internazionale (IPC – International Paralympic
Committee), le classificazioni cominciarono a basarsi sulla funzionalità dei vari tipi di
disabilità.
L’equitazione paralimpica però venne aggiunta al programma delle paralimpiadi solo
durante i Giochi paralimpici di Atlanta 1996 ed entrò sotto l’egidia della FEI nel 2006.

Regole

Questa affascinante disciplina è adatta sia a disabilità fisiche che visive, gli atleti sono
divisi in categorie a seconda del tipo e del grado di disabilità e le gare sono miste, uomini
e donne competono assieme.


Abbiamo due competizioni di equitazione paralimpica: una in cui viene valutata l’esecuzione di gruppi di
movimenti
, l’altra detta Test Freestyle si basa sull’esecuzione libera con musica. E’
fondamentale, per tutte e due i tipi di prova, che il cavaliere ed il cavallo siano in sintonia nel
ritmo dell’armonia di tutti quanti i movimenti.


In generale, il para-dressage conserva i principi base del tradizionale dressage e si svolge
dunque in un rettangolo 20×40 m. L’altro sport paraequestre è il para-driving,
precedentemente conosciuto come carriage driving, in cui le competizioni sono sempre
con generi misti.


Nel paradressage abbiamo quattro diversi gradi/categorie:

  • Grado 1 A – rettangoli solo al passo
  • Grado 1B – rettangoli solo al passo
  • Grado 2 – rettangoli al passo e trotto
  • Grado 3 – rettangoli al passo, trotto e galoppo
  • Grado 4 – rettangoli al passo trotto e galoppo

Questo sport ha il più alto numero di infortuni nel panorama paralimpico e, per questa
ragione, la maggior parte dell’equipaggiamento sarà concepito per evitare che si
verifichino incidenti.

Molta attrezzatura è in velcro oppure gomma in modo da resistere e
proteggere i cavalieri nelle probabili cadute. Ci sono diverse componenti dell’attrezzatura
che servono ad assicurare il cavaliere in modo che non venga trascinato dal cavallo, e
abbia sempre il controllo, come ad esempio un adattamento con un’imbottitura extra alle
selle. La categoria/grado dei cavalieri influisce sul tipo di attrezzatura che essi hanno a
disposizione.

Dove e come praticare

Se la FEI rappresenta gli sport equestri nel mondo, in Italia a gestire l’attività dell’equitazione paralimpica è la FISE (Federazione italiana Sport Equestri), nata nel 1926 a seguito della Società per il Cavallo Italiano (SCI).

Anna Baroni – equitazioneparalimpica@fise.it e a.baroni@fise.it – 0683668435 –
0683668472
Carlotta Blasi – equitazioneparalimpica@fise.it e c.blasi@fise.it – 068366441 –
0683668472

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