Come si trasmette il Coronavirus? È vero che circola nell’aria?

Tempo di lettura: 10 min.

Come si trasmette il Coronavirus? Secondo le evidenze scientifiche, la trasmissione del Coronavirus avviene attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette. Per questo motivo, è consigliato di mantenersi a un metro di distanza dalle persone infette o presunte tali.

Recentemente, però, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nuovi aggiornamenti potrebbero rivalutare le disposizioni su come si trasmette il Coronavirus, anche alla luce di alcune ipotesi che proverebbero la trasmissione via aerea del nuovo virus. Si tratta di una notizia vera? Scopriamolo.

Come si trasmette il Coronavirus?

Procediamo con ordine, e proviamo a rispondere alla domanda su come si trasmette il Coronavirus. Finora sappiamo che il contagio da Coronavirus può avvenire nei seguenti modi:

  • saliva, tossendo o starnutendo;
  • contatti diretti con le persone infette;
  • toccando le mani, la bocca, il naso e gli occhi di una persona contaminata;
  • rari casi con contaminazione fecale.

In pratica, il Coronavirus si diffonde grazie al contatto stretto con una persona malata, entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione del COVID-19.

Però ancora sappiamo poco sul virus, e per questo l’OMS sta effettuando nuove ricerche in merito per comprendere se i sintomi possono presentarsi attraverso trasmissioni di altro tipo a quelle finora note.

coronavirus come si trasmette con lo starnuto

Coronavirus, come si trasmette nell’aria? Quanto ne sappiamo?

Nei giorni scorsi, è circolata l’ipotesi che il Coronavirus si diffonda anche attraverso l’aria, e quindi di usare le mascherine in ogni tipo di contesto.

In particolare, negli Stati Uniti, la National Academy of Sciences (NAS) sostiene che alcuni risultati di studi non ancora definitivi potrebbero indicare che il nuovo Coronavirus si trasmetta anche attraverso la respirazione e parlando, oltre alle goccioline di saliva emesse con uno starnuto, fino a 1,8 metri. Anche i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) sarebbe dello stesso avviso. Però non ci sono evidenze scientifiche concrete a supporto.

Invece, una ricerca pubblicata a marzo su New England Journal of Medicine (Corriere della Sera cartaceo del 4 aprile 2020) sostiene che il virus può sopravvivere fino a 3 ore in un ambiente chiuso. Un’ora dopo, la sua carica virale si dimezzerebbe. Tuttavia, vale la pena sottolinearlo, si tratta di una constatazione avvenuta in laboratorio, nebulizzando il virus.

Infine, anche il Massachussets Institute of Tecnology (Corriere della Sera cartaceo) è intervenuto sulla questione. Un suo studio, infatti, stabilisce che uno starnuto creerebbe una nuvola di goccioline che può raggiungere i 6-8 metri di distanza. Bisogna ricordare però, anche qui, che siamo di fronte solo a delle ipotesi.

In linea generale, quindi, non vi sono evidenze scientifiche che dimostrano queste congetture. Lo stesso Istituto Superiore della Sanità in Italia specifica che, per il momento, “i dati che abbiamo a livello epidemiologico ci dicono che le principali vie di trasmissione sono per droplet e per contatto”.

Cosa intendiamo per trasmissione area del Coronavirus

Grazie a un ampio approfondimento di Valigia Blu, possiamo comprendere cosa effettivamente è indicato con trasmissione aerea.

Innanzitutto, bisogna sapere che una persona infetta da un virus respiratorio emette particelle virali ogni volta che parla, respira, tossisce o starnutisce. Tali particelle, infatti, sono racchiuse nelle goccioline (“droplet”) di muco, saliva e acqua.

Le goccioline più pesanti cadono a una distanza ravvicinata, ed è per questo che si raccomanda l’uso delle mascherine per Coronavirus e di mantenere la distanza di un metro dalle persone contagiate.

Le gocce più piccole, invece, evaporano. In questo modo, il virus resta sospeso nell’aria e può spostarsi per lunghe distanze (“aerosol”).

una persona si soffia il naso

La trasmissione aerea riguarda il nuovo Coronavirus?

La risposta è “Nì”. Alcune ricerche, di fatto, suggeriscono che il virus resta nell’aria circostante i pazienti contagiati e “sembra posarsi sugli impianti di aerazione, nei bagni, sui pavimenti sotto i letti dei degenti”. Ma non esistono evidenze tali da confermare che queste particelle sono contagiose.

Ad esempio, Lydia Bourouiba del MIT ha scoperto che la dinamica dell’aerosol può raggiungere oltre il metro di distanza. Anche se, come spiega la ricercatrice, “non è noto se ci siano implicazioni cliniche rispetto a COVID-19”.

Perciò, il nuovo Coronavirus potrebbe diffondersi attraverso l’aria che respiriamo in ambienti chiusi, anche per distanze superiori a un metro. Tuttavia, come visto precedentemente, non vi sono evidenze scientifiche atte a confermare questa ipotesi.

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

ARTICOLI CORRELATI

Resta aggiornato

Riceverai nella tua e-mail tutti gli aggiornamenti sul mondo di Ability Channel.