Catcalling: il significato e perché bisogna combatterlo

Negli ultimi giorni in Italia siamo tornati ad affrontare il catcalling, un termine che racchiude un tema abbastanza complesso, tornato improvvisamente in auge dopo che Aurora Ramazzotti, la figlia di Michele Hunziker ed Eros Ramazzotti, ha postato sui propri social un video nel quale ha denunciato di essere stata, appunto, vittima di catcalling durante una corsa al parco: “È assurdo che nel 2021 si verifichino ancora di frequente certe situazioni. Fischi, commenti sessisti, davvero una schifezza”. Facciamo ordine su ciò che sappiamo.

Che cos’è il catcalling?

Il catcalling è una vera e propria molestia verbale, e rientra nell’insieme delle molestie di strada (street harassment) in quanto avviene in luoghi pubblici e per strada.

Come possiamo riconoscere una molestia verbale? Il catcalling è caratterizzato dal classico commento non richiesto (“Ciao bella”) e/o fischio, appunto “richiamo del gatto“, da parte degli uomini nei confronti delle donne.

Si identifica come molestia verbale in quanto dall’altra parte non vi è consenso, dunque la donna è in veste di oggetto passivo sessualizzato e parte lesa. L’intenzione di chi pratica catcalling non è finalizzata alla conoscenza della persona, ma al soddisfacimento del proprio ego e gioco di potere.

Tale molestia fa sì che l’uomo enfatizzi degli “apprezzamenti” e utilizzi degli approcci con intenti meramente sessuali, imponendo la propria presenza in maniera dominante rispetto all’altra persona, costretta ad accusare parole e commenti che non hanno né cercato e né hanno richiesto.

Il catcalling che quotidianamente le donne subiscono ha delle conseguenze e delle ripercussioni importanti, soprattutto sul piano psicologico. Entrano in gioco diverse emozioni negative, come rabbia, frustrazione, paura, ansia di uscire di casa, di rincasare tardi, insicurezza e tensione nel rapportarsi con gli uomini.

Inoltre subentra il senso di colpa e un certo senso di inadeguatezza nell’indossare una gonna corta o una maglia scollata, proprio perché sempre più spesso sentiamo come un disco rotto il classico slogan “Se l’è cercata!“, quando in realtà la colpevolizzazione della vittima (victim blaming) fa parte della cultura patriarcale dello stupro insita in un sistema marcio, che vuole il dominio dell’uomo sulla donna.

Alcuni dati sulle molestie da strada

Il un gruppo statunitense anti-molestie Hollaback!, in collaborazione con la Cornell University, ha realizzato una ricerca enfatizzando un dato abbastanza agghiacciante: su 22 Paesi coinvolti (Argentina, Australia, Bahamas, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Canada, Colombia, Croazia, Francia, Repubblica Ceca, Germania, India, Irlanda, Italia, Corea del Sud, Messico, Nepal, Nuova Zelanda, Polonia, SudAfrica, Regno Unito, Stati Uniti d’America), in media l’84% delle donne intervistate (complessivamente 16.600) ha dichiarato di aver subìto molestie da strada prima dei 17 anni.

Soffermandoci sul caso italiano, ci sono diverse statistiche che creano apprensione. Ad esempio, il 79% delle donne italiane ha detto di esser stata vittima di molestie per strada già prima dei 17 anni, il 57% prima dei 15 anni e, addirittura, il 9% attorno ai 10 anni d’età. Oltretutto, il 69% delle donne ha dichiarato di non essersi sentita sicura per strada perché seguita da un uomo o da un gruppo di essi.

Leggi anche: La violenza sulle donne con disabilità esiste: intervista

Il catcalling è reato nel mondo?

Alcuni Paesi del mondo hanno preso il toro per le corna, e hanno deciso di contrastare apertamente la situazione. Uno dei casi più ammirevoli è quello della Francia: nel 2018, infatti, il presidente Emmanuel Macron varò un disegno di legge che rese illegali le molestie sessuali di strada, con multe fino a 750 euro, aggravate da mora in caso di comportamenti aggressivi e fisici.

Nelle Filippine, invece, dal 2019 è attivo il Safe Spaces Act, che equipara il catcalling allo stalking, con multe e reclusioni. Infine, negli Stati Uniti d’America non esiste una normativa nazionale, ma alcuni stati interni stanno adottando determinate misure per arginare il fenomeno.

Leggi anche: Quello che le donne (con o senza disabilità) vogliono: “Sei proprio una bella persona” | 1° puntata

significato catcalling

Catcalling in Italia: esiste una legge?

Purtroppo in Italia il catcalling non è considerato reato, ed è principalmente un problema culturale. Nel nostro Paese, infatti, esiste chi pensa che certi comportamenti non siano molestie da strada, ma semplici corteggiamenti. Il colpevole, quindi, diventa un corteggiatore respinto che non ha fatto niente di male, ottenendo in certi casi lo status di “vittima incompresa”.

A causa di questa legittimazione culturale, ancora oggi il catcalling è difficilmente inquadrabile in ambito giuridico, in quanto spesso si arriva a mettere sul tavolo il concetto della libertà di espressione del molestatore. In base a quanto abbiamo visto, però, capiamo bene che è necessaria una normativa che tuteli le donne, che subiscono molestie da strada.

Si ringrazia l’attivista Federica Pucino per aver collaborato alla revisione dell’articolo

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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