Maculopatia diabetica

La maculopatia diabetica rappresenta la più grave complicazione di un quadro di retinopatia diabetica e, se non adeguatamente trattata, può determinare una riduzione o una perdita della vista in chi ne è affetto. In Italia le statistiche riportano che su 3 milioni di diabetici circa 2 milioni presentano o sono a rischio di sviluppare lesioni a carico della retina. 

 

Maculopatia diabeticaLa diagnosi

L’unico modo per prevenire la Maculopatia diabetica è curare bene il diabete stesso, poiché il trascurare la terapia può comportare il determinarsi di alterazioni a carico dell’occhio con conseguente fragilità capillare che nei casi più gravi può evolvere in quello che viene definito glaucoma emorragico.

Una diagnosi precoce si può ottenere essenzialmente attraverso due tipi di indagini:

  1. La Fluorangiografia consiste in una specie di fotografia che viene fatta alla retina e che si  effettua dopo l’iniezione per endovena di un liquido fluorescente. L’esame viene effettuato con l’impiego di un macchinario munito di filtri speciali che mettono in evidenza i capillari danneggiati consentendo di notare per tempo eventuali lesioni.
  2. L’ OCT  è una tecnica di diagnostica per immagini che utilizza raggi di luce coerente e che permette l’analisi delle strutture retiniche senza mezzi di contrasto mediante sezioni tomografiche verticali ad alta risoluzione della retina. Mentre la fluorangiografia (così come l’angiografia al verde di indocianina) permette di visualizzare gli strati della retina, l’OCT consente di visualizzare delle sezioni di questa e di seguire l’evoluzione.

In alcuni casi l’OCT può sostituire la fluorangiografia e l’angiografia al verde di indocianina.

L’evoluzione della maculopatia diabetica

Nei primi stadi della malattia possono evidenziarsi delle “emorragie” sulla retina e dei microaneurismi (ovvero delle piccole dilatazioni dei vasi);  in un secondo momento, se le lesioni continuano a progredire possono manifestarsi degli “essudati” gialli che non sono altro che dei depositi di grasso. Con il conseguente edema della retina si ha un’importante diminuzione del visus.
In alcune persone può verificarsi la cosiddetta neo-angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni, in questo caso patologici ed estremamente fragili, la cui rottura può comportare delle gravi emorragie con un calo esponenziale della vista. Nei casi più gravi un susseguirsi di queste emorragie può determinare un aumento della pressione dell’occhio con conseguenze anche drammatiche.

Trattamenti disponibili

Purtroppo per la maculopatia diabetica non esiste una vera e propria cura: nei casi meno gravi il trattamento farmacologico prescritto dal medico mira a migliorare la resistenza delle pareti dei capillari, mentre quelli più gravi si rende necessario un intervento di fotocoagulazione laser.

Nelle situazioni più drammatiche invece si può essere costretti a praticare delle iniezioni intravitreali di anti angiogenici o anche a ricorrere alla vitrectomia.

 

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In collaborazione con Ilmo – Istituto Laser Microchirurgia Oculare