Referendum Eutanasia Legale, cosa succederà dopo il 30 settembre?

La raccolta firme per il Referendum sull’Eutanasia Legale sta procedendo senza sosta. Alla fine di agosto sono già state raggiunte oltre 750mila firme, ma il conto potrebbe lievitare sempre di più, vista anche la possibilità di firmare online.

Sembra quindi tutto in discesa per un testo che potrebbe segnare una svolta in campo legislativo per quanto riguarda il tema del Fine Vita. Ma una volta superata la data ultima per la raccolta delle firme, cioè il 30 settembre 2021, cosa succederà?

Qual è l’iter del Referendum sull’Eutanasia Legale?

Come sappiamo, il Referendum sull’Eutansia Legale richiede la raccolta di 500mila firme entro il 30 settembre 2021. La cifra è stata ampiamente superata ancor prima del tempo limite. Significa che l’eutanasia diventerà effettivamente legale anche in Italia? Non è così.

A spiegarci i dettagli del percorso del testo è stato Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Referendum Eutanasia Legale per l’Associazione Luca Coscioni, in una nostra recente intervista. Già perché, una volta arrivati al 1° ottobre 2021, ci vorrà del tempo prima che cambi la regolamentazione sul Fine Vita. E ci vorrà una chiamata al voto.

“Dopo il 30 settembre si dovrà attendere il controllo delle firme della Corte di Cassazione – ci ha spiegato al telefono Mainardi -. Una volta controllate le firme e comunicato il numero ufficiale di firme valide, ci dovrà essere il vaglio della Corte Costituzionale che dovrà dire se il quesito referendario è ammissibile o meno. Nel caso in cui verrà dichiarato ammissibile, sarà convocata la scadenza del voto, che dovrebbe tenersi intorno alla primavera 2022“. Insomma, i giochi restano aperti ancora per tanto tempo.

Leggi anche: Dove firmare e cosa dice il Referendum sulla Cannabis Legale

firmare referendum eutanasia legale in italia

Referendum eutanasia legale: qual è la situazione in Italia?

Nel Bel Paese l’eutanasia non è regolamentata, ma sono previste la terapia del dolore, la difesa della libertà di cura e terapia, il rifiuto dell’accanimento terapeutico, la dichiarazione anticipata del trattamento (DAT), la sedazione palliativa e continua e la cessazione delle cure dopo diagnosi di morte. Nonostante non sia permesse, l’eutanasia in Italia presenta delle norme penali in base alle tipologie individuate:

  • l’eutanasia attiva sia assimilabile all’omicidio volontario. Tuttavia, se si dimostra il consenso del malato (eutanasia attiva volontaria), si parla di omicidio del consenziente;
  • l’eutanasia passiva possa essere intesa come reato di omicidio volontario, anche se è piuttosto difficoltoso attribuire la colpa del fatto;
  • il suicidio assistito sia equiparato all’istigazione o all’aiuto al suicidio, sebbene nel 2017 il Tribunale di Milano ha deliberato che non si può ostacolare la volontà di un malato di recarsi all’estero per farne richiesta.

Leggi anche: Scopri com’è disciplinata l’Eutanasia nel mondo

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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