Dove firmare e cosa dice il Referendum sull’Eutanasia legale

Per il Referendum in favore dell’Eutanasia Legale in Italia serviranno 500mila firme entro il 30 settembre prossimo. La battaglia dell’Associazione Luca Coscioni, partita il 17 giugno scorso, ha già trovato diversi sostenitori di lusso, come Fedez e Maurizio Costanzo. A seguito dei Referendum days, contrassegnati da banchetti sparsi in tutta Italia, scopriamo tutti i dettagli principali dell’iniziativa.

Il quesito del Referendum sull’Eutanasia legale in Italia

Come si può leggere sul sito ufficiale del comitato promotore, la domanda del Referendum per l’Eutanasia legale recita: “Volete voi che sia abrogato l’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, comma 1 limitatamente alle seguenti parole «la reclusione da sei a quindici anni.»; comma 2 integralmente; comma 3 limitatamente alle seguenti parole «Si applicano»?”.

Sostanzialmente si tratta di un referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 del codice penale, che nel caso in cui venisse approvato, cambierebbe la norma nel seguente modo: “Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Non si applicano le aggravanti indicate nell’articolo 61. Si applicano le disposizioni relative all’omicidio [575-577] se il fatto è commesso:

  1. Contro una persona minore degli anni diciotto;
  2. Contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
  3. Contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno [613 2].”

Nel dettaglio, dunque, il testo consentirebbe l’eutanasia attiva “nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti” in una recente sentenza della Consulta che ha riguardato Mina Welby e Marco Cappato.

quesito referendum eutanasia legale

Cosa bisogna fare per firmare il Referendum sull’Eutanasia legale in Italia

Per aderire alla campagna dell’Associazione Luca Coscioni ci sono 3 soluzioni:

  1. Sottoscrivere i moduli presenti sui tavoli degli attivisti in giro per l’Italia: non è necessario firmare nel proprio Comune o nella propria Regione di residenza;
  2. Firmare presso gli studi legali aderenti l’iniziativa (qui la lista dei legali aderenti e dei banchetti presenti nelle piazze italiane);
  3. A partire da metà luglio, andare negli uffici anagrafici nel proprio Comune di residenza: in alcuni casi riceveranno solo su appuntamento.

Possono partecipare all’iniziativa solo i maggiorenni, i quali dovranno presentare un documento d’identità in corso di validità accompagnato da fototessera.

È possibile firmare online il referendum sull’eutanasia?

Martedì 20 luglio 2021, alle 01:30, alle Commissioni Affari costituzionali e Ambiente, è passato un emendamento a prima firma Riccardo Magi al Dl Semplificazioni (art. 38 bis) che da agosto consentirà di firmare i referendum con firma elettronica qualificata.

Al momento però non c’è ancora un sito apposito. In un comunicato stampa giunto in redazione, l’associazione Coscioni spiega che sarà lanciato un sistema “che autorizzato dal governo costerà (almeno) 1 euro a firma”.

raccolta firme referendum eutanasia legale

Referendum eutanasia legale: qual è la situazione in Italia?

Nel Bel Paese l’eutanasia non è regolamentata. Al momento la legge italiana permette l’accesso a diverse soluzioni che non devono indurre la morte del paziente. Abbiamo:

  • la terapia del dolore, che consiste nella somministrazione di farmaci analgesici per alleviare il dolore del paziente. Non procurano la morte;
  • la difesa della libertà di cura e terapia: in base agli articoli 13 e 32 della Costituzione Italiana, nessuna persona può costretta a un trattamento sanitario;
  • il rifiuto dell’accanimento terapeutico: il medico può interrompere o rifiutare trattamenti gravosi per il malato;
  • la dichiarazione anticipata del trattamento (DAT), noto anche come testamento biologico;
  • la sedazione palliativa e continua: addormenta i pazienti per aiutarli a non soffrire, non provocandone la morte;
  • la cessazione delle cure dopo diagnosi di morte, soprattutto in caso di morte cerebrale.

Quali sono le conseguenze penali dell’eutanasia?

Sebbene l’eutanasia in Italia non sia legiferata per l’uso, esistono delle norme penali che entrano in gioco nel momento in cui si ritiene venga applicata. In base alle forme esistenti, la normativa italiana prevede che:

  • l’eutanasia attiva sia assimilabile all’omicidio volontario. Tuttavia, se si dimostra il consenso del malato (eutanasia attiva volontaria), si parla di omicidio del consenziente;
  • l’eutanasia passiva possa essere intesa come reato di omicidio volontario, anche se è piuttosto difficoltoso attribuire la colpa del fatto;
  • il suicidio assistito sia equiparato all’istigazione o all’aiuto al suicidio, sebbene nel 2017 il Tribunale di Milano ha deliberato che non si può ostacolare la volontà di un malato di recarsi all’estero per farne richiesta.

Leggi anche: Scopri com’è disciplinata l’Eutanasia nel mondo

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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