I normali valori della Microcitemia e quale analisi fare negli altri casi

Prima di parlare dei valori della microcitemia, occorre un’infarinatura generale sul tema in questione. La microcitemia è una malattia del sangue inerente alla grandezza dei globuli rossi, più piccoli della normalità.

Avere i globuli rossi più piccoli infatti non è sintomatico di una reale patologia se non è associato infatti una riduzione considerevole dell’emoglobina presente nei microciti (eritrociti o globuli rossi più piccoli) o a una presenza superiore alla norma.

Solo in questo caso infatti la microcitemia può sfociare in patologie come l’anemia microcitica ipocromica, detta anche ipocromia (quando la presenza di emoglobina è ridotta) o l’anemia microcitica ipercromica (quando la presenza è superiore).

Il soggetto microcitemico (ovvero portatore di globuli rossi più piccoli) è spesso asintomatico e conduce una vita in linea di massima normale. L’unico sintomo che potrebbe emergere è un po’ di stanchezza generale, ma non ci saranno controindicazioni nel fare lavori che richiedono fatica fisica o sport.

In Italia i soggetti microcitemici sono quasi 2 milioni. Il primo stadio è quello asintomatico. I globuli rossi sono più piccoli della media ma non ci sono manifestazioni sintomatologiche. Poi c’è la microcitemia media che può richiedere la somministrazioni di terapie chelanti eliminano il ferro in eccesso e che, ogni tanto, costringono il soggetto a fare delle trasfusioni. Poi c’è l’ultimo stadio che invece è strettamente connesso a malattie gravi come l’anemia mediterranea (o morbo di Cooley). Questa patologia è incurabile e invalidante e il soggetto che ne viene colpito, è obbligato a fare trasfusioni di sangue con una certa regolarità.

i globuli rossi e i valori della microcitemia

Leggi anche: Che cos’è, cosa provoca, come si diagnostica, come si cura e da dove viene l’anemia falciforme?

Quali sono i valori normali della microcitemia?

Si parla di microcitemia quando il volume medio dei globuli rossi è inferiore rispetto alla normalità. L’esame che consente di conoscere il volume medio è l’MCV, che si ricava dalla formula ematocrito*10/numero di globuli rossi. I valori di riferimento dell’MCV, che viene misurato in femtolitri, sono i seguenti:

  • nascita: da 110 a 128 fl
  • dai 5 ai 24 mesi: da 70 a 85 fl
  • dai 2 ai 6 anni: da 75 a 90 fl
  • dai 6 ai 12 anni: da 78 a 95 fl
  • dopo i 12 anni: da 80 a 100 fl

Ne consegue che in un soggetto adulto, un valore di MCV inferiore a 80 indica una condizione di microcitosi o microcitemia. Ad ogni modo, per avere una quadro clinico più esaustivo, bisogna valutare anche altri parametri. All’opposto della microcitosi c’è la macrocitosi: il volume medio delle emazie (dette anche eritrociti o globuli rossi) è superiore ai livelli normali.

Esami da fare per microcitemia

Il medico in alcuni casi può decidere di fare le analisi per scoprire i valori della microcitemia: quando uno dei due genitori è un portatore microcitemico accertato e la sua microcitemia non deriva da carenze di ferro; quando una coppia fertile decide di pianificare una gravidanza. In questo caso, il medico prescrive i test di primo livello. Successivamente, il medico può procedere a effettuare test più approfonditi (secondo e terzo livello).

Esami di primo livello

I primi esami che vengono fatti per capire se un soggetto è microcitemico e i relativi valori sono:

  • esame emocromocitometrico e morfologico del sangue;
  • studio della resistenza globulare osmotica;
  • dosaggio della sideremia e della ferritinemia;
  • studio elettroforetico e/o cromatografico delle emoglobine.

In linea di massima, l’80% delle analisi si fermano a questo punto. Attraverso questi parametri, il medico è in grado di individuare con un buon grado di certezza le cause che hanno portato al rimpicciolimento dei globuli rossi. Ad ogni modo, ci sono 2 casi su 10 in cui il medico è costretto a passare a esami più approfonditi.

esami per valori microcitemia

Esami di secondo e di terzo livello

Gli esami di secondo livello per i valori della microcitemia sono lo studio della sintesi delle catene globiniche in vitro e l’analisi dei familiari. Attraverso queste analisi, è possibile calcolare il grado di riduzione della sintesi delle catene globiniche alfa rispetto a quelle beta.

In un soggetto normale il rapporto è di 1 a 1, in un soggetto microcitemico invece il rapporto sarà necessariamente minore di 1. L’esame dei familiari, in questo caso, fornisce maggiori spunti di riflessione.

Il terzo livello prevede lo studio del DNA dei geni globinici. Questo esame si rende necessario sol in casi sporadici. Nella gran parte dei casi, viene effettuato da coppie a rischio per escludere il rischio che il figlio possa essere affetto da anemia mediterranea.

Elenco degli esami utili per la microcitemia:

  • WBC – Globuli bianchi
  • RBC – Globuli rossi
  • HGB – Emoglobina
  • HCT – Ematocrito
  • MCV – Grandezza media globulo rosso
  • MCH – Contenuto emoglobina singolo globulo rosso
  • MCHC – Contenuto medio emoglobina nel sangue
  • RDW – Coefficiente di Variazione di Volume dei globuli rossi
  • PLT – Piastrine
  • MPV – Volume Piastrinico Medio
  • PCT – Piastrinocrito o ematocrito piastrinico
  • PDW – Coefficiente di Variazione di volume delle piastrine
  • LYM% – Percentuale linfociti
  • MON% – Percentuale monociti
  • NEU% – Percentuale neutrofili
  • EOS% – Percentuale eosinofili
  • BAS% – Percentuale basofili.

Cause della microcitemia

Le cause che possono determinare la comparsa di microcitosi sono molteplici: anemia ipocromica microcitica (composta da anemia sideropenica = carenza di ferro, anemia sideroblastica = accumulo di ferro nei mitocondri, talassemia), avvelenamento da piombo, carenza di vitamina B6 (piridossina), carenze proteiche, malattie infiammatorie croniche e neoplasie.

Leggi anche: Cosa significa, quando si manifesta, come si trasmette e come si cura la talassemia

Angelo Dino Surano
Angelo Dino Surano
Giornalista, addetto stampa e web copywriter con una passione particolare per le storie di successo. Esperto in scrittura vincente e comunicazione digitale, è innamorato della parola e delle sue innumerevoli sfaccettature dal 1983. La vita gli ha messo davanti sfide titaniche e lui ha risposto con le sue armi più potenti: resilienza e spirito di abnegazione. Secondo la sua forma mentis, il contenuto migliore è quello che deve ancora scrivere.

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