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Mascherine e tamponi, quanto pesano i costi annuali per single e famiglie?

Redazione:

A due anni di distanza dallo scoppio della pandemia, le mascherine contro il Coronavirus e i tamponi sono ormai diventati di uso comune. Tuttavia, non essendo strumenti a carico del Servizio Sanitario Nazionale, i costi sono completamente a carico del cittadino. E possono rivelarsi veramente pesanti.

Inoltre, con le recenti notizie riguardanti i rincari delle bollette, la situazione non appare più sostenibile. Occorre quindi chiedersi quanto pesa la spesa di mascherine e tamponi per single e famiglie, così da presentare eventuali soluzioni.

I costi (elevati) di mascherine e tamponi per single e famiglie

Un vero e proprio “salasso”. È questo il commento dell’associazione Consumerismo No Profit, che nel gennaio 2022 ha redatto uno studio per capire quanto l’emergenza sanitaria, in relazione a mascherine e tamponi, abbia inciso sulle tasche degli italiani. E le stime sono particolarmente allarmanti.

Per fare un esempio, una famiglia composta da 4 persone che compra mascherine FFP2 e richiede tamponi per la diagnosi di Covid può spendere addirittura 4.824 euro all’anno, un totale che va suddiviso in 3.600 euro annui per i tamponi e 1.224 euro annui per le mascherine.

Il quadro non cambia i propri colori neppure se i componenti di un nucleo familiare diminuiscono: con 3 persone abbiamo una spesa annua totale di 3.618 euro (2.700 euro annui per i tamponi, 918 euro annui per le mascherine); con 2 persone la spesa si attesta ai 2.412 euro annui (1.800 euro annui per i tamponi, 612 euro annui per le mascherine); per i single infine il totale della spesa è di 1.206 euro annui (900 euro annui per i tamponi, 306 euro annui per le mascherine).

Purtroppo calmierare i prezzi delle mascherine sembra non bastare, poiché si tratta di una misura imposta solo nelle farmacie, dove il costo delle mascherine FFP2 è di massimo 0,75 euro al pezzo. Nel resto del mercato però, come nel web, i prezzi risultano potenzialmente variabili e a discrezione del rivenditore, tra una forbice che va da 0,40 euro a 2,50 euro al pezzo.

Sul versante tamponi invece c’è un altro discorso da fare, in quanto il costo varia in base alla tipologia di test: il sierologico spazia tra i 20 e i 30 euro, il rapido è fisso a 15 euro e il molecolare viaggia tra i 60 e i 140 euro. Costi esorbitanti, soprattutto tenendo in considerazione che la diagnosi più affidabile ha prezzi elevati che, come abbiamo visto prima, pesano gravemente sulle tasche delle persone.

Anche Udicon Emilia-Romagna (Unione per la difesa dei Consumatori Emilia-Romagna) ha redatto alcune stime. Come dichiarato nel gennaio 2022 dal presidente Vincenzo Paldino all’agenzia giornalistica Dire, l’osservatorio ha calcolato che “se una famiglia di quattro componenti, dove tutti usano la mascherina, per un anno compra solo mascherine chirurgiche, ci sarebbe un costo extra di 350 euro”.

“Se usassimo solo le Ffp2 – ha poi proseguito -, il costo salirebbe addirittura a 900 euro. Con un mix tra chirurgiche e Ffp2, si arriva a 700 euro. Poi ci sono i tamponi, che mediamente potrebbero segnare altri 350 euro. Si contano più o meno altri 1.000 euro all’anno”.

Leggi anche: Mascherina per Coronavirus: è possibile la detrazione?

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Costi mascherine e tamponi, quali soluzioni?

Non solo problematiche, ma anche soluzioni. Le richieste portate avanti dai due studi citati si muovono pressoché all’unisono. Il presidente di Consumerismo No Profit Luigi Gabriele ha avanzato una specifica richiesta, cioè “che il costo di mascherine e tamponi sia totalmente a carico del servizio sanitario per le famiglie con Isee fino a 20mila; oltre tale soglia, chiediamo la deducibilità di tali spese almeno al 50%“.

Una ricetta simile è stata avanzata anche da Paldino: “Tramite lo strumento Isee, potrebbe essere il Sistema sanitario nazionale a farsi carico di rimborsare e dare buoni di acquisto sulle mascherine. L’obiettivo è dare pari opportunità a tutti di potersi proteggere. Per tutti gli altri cittadini, bisognerebbe portare la detrazione specifica dal 20% circa, come per le prestazioni sanitarie, al 50%”.

Leggi anche: Da pandemico a endemico: il Covid-19 diventerà un’influenza?

Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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