Giornata contro la violenza sulle donne 2020: storia e dati

Ogni anno il 25 novembre ricorre la Giornata contro la violenza sulle donne, nota anche come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne o Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tale commemorazione richiama diversi temi, come appunto la violenza sulle donne e il femminicidio.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: perché si ricorda il 25 novembre?

L’Assemblea generale della Nazioni Unite scelse il 25 novembre per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne attraverso la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, partendo dall’assunto che ciò è una violazione dei diritti umani.

Questa data non è casuale, in quanto ricorda il barbaro e inumano assassinio ai danni delle tre sorelle Mirabal, avvenuto nel 1960. Il 25 novembre di quell’anno, infatti, le sorella Mirabal si erano recate a far visita ai loro mariti in prigione, ma furono fermate dal Servizio di informazione militare del regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), l’allora dittatore della Repubblica Dominicana.

Le donne furono torturate, massacrate, stuprate e infine gettate in un burrone a bordo della loro auto, facendo simulare la morte dovuta a un incidente. Ventuno anni dopo, nel 1981, a Bogotà andò in scena un raduno di femministe latinoamericane e caraibiche che scelse questo disumano episodio come simbolo della violenza contro le donne. In aggiunta, le tre donne divennero l’emblema della forza delle donne di tutto il mondo.

Quando è nato il termine femminicidio?

La criminologa Diana H. Russell usò la parola femminicidio nel 1992 nel libro “Femicide: The Politics of woman killing”, scritto in collaborazione con Jill Radford, per indicare un concetto che indicare una categoria criminologica vera e propria, una violenza perpetrata da un uomo a una donna in quanto donna, includendo situazioni in cui la sua morte sia esito/conseguenza di pratiche misogine.

Leggi anche: Giusy Versace ha presentato un PdL contro il femminicidio

cartello contro la violenza sulle donne

Giornata violenza donne: dati Istat

In base ai dati Istat aggiornati al 2014:

  • 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila) ha subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale;
  • 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica;
  • 21% (4 milioni 520 mila) ha subìto violenza sessuale;
  • 5,4% (1 milione 157 mila) ha subìto forme gravi di violenza sessuale come stupro (652 mila) e tentato stupro (746).

Dal 2017 l’Istat riconosce 5 tipi di violenza: fisica, psicologica, economica, molestie e persecuzioni (stalking) e sessuale.

Quante donne hanno subito violenza nel 2019?

In base a una ricerca effettuata e diffusa dalla Polizia di Stato, dal titolo “Questo non è amore“, nel 2019 ci sono state 88 vittime ogni giorno: in pratica, una donna ogni 15 minuti.

nastro rosa giornata contro violenza sulle donne

Dati della violenza sulle donne con disabilità

Il tema della violenza sulle donne riguarda anche la disabilità, ed è proprio la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità a specificarlo nell’art. 6, che riconosce donne e minori disabili come soggetti a rischio di “discriminazioni multiple“.

In questa sede, però, le statistiche non sono semplici da reperire, anche se qualche anno fa sono stati raccolti alcuni dati (seppur con difficoltà). Come riferito da un documento della FISH, citando dati ISTAT, in Italia abbiamo 2 milioni e 66 mila donne con disabilità vittime di violenza. In particolare:

  • il 36% ha subìto violenze fisiche o sessuali;
  • il 10% ha subìto stupri o tentati stupri;
  • il 31,4% ha subìto violenze psicologiche;
  • il 21,6% delle donne con limitazioni gravi, il 19,3% delle donne con limitazioni non gravi e il 18,4% delle donne con malattie croniche o problemi di salute di lunga durata hanno subìto comportamenti persecutori durante o dopo la separazione dal partner.

In una nostra recente intervista a Francesca Arcadu, membra del del coordinamento del Gruppo Donne UILDM, abbiamo scoperto che “nella maggior parte dei casi, le figure abusanti sono i familiari oppure gli operatori” che lavorano a stretto contatto con la disabilità.

Leggi anche: Qualità di vita delle persone disabili in Italia: rapporto Istat 2019

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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