Elezioni europee, un manifesto per la disabilità

Mancano pochi giorni alle elezioni europee 2019. Tra giovedì 23 e domenica 26 maggio, infatti, i 28 Stati membri dell’Unione Europea saranno teatro di voto per diversi cittadini del vecchio continente. In Italia, la chiamata alle urne è fissata nella giornata di domenica. Tuttavia – ancora una volta -, l’attenzione per gli aventi diritto al voto con disabilità sembra assente.

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Elezioni Europee, l’EDF crea un manifesto ad hoc

L’European Disability Forum (EDF) ha redatto un manifesto dal titolo Eu for disability rights. In linea generale, il documento è stato creato con l’intento di richiamare l’Europa a una maggiore attenzione nei confronti del mondo della disabilità. Nel dettaglio, l’organizzazione vuole proteggere tre concetti: accessibilità, inclusione e dignità.

Garantire accessibilità e inclusione

Il primissimo punto all’ordine del giorno per l’EDF è “assicurare il diritto di voto e il diritto di candidarsi alle elezioni” europee alle persone con disabilità. In funzione del fatto che, ovviamente, tutti i disabili “possono partecipare alla vita politica e pubblica”. Termini che strizzano l’occhio alla difesa dell’inclusione, spesso legata all’accessibilità. Di fatto, si parla anche di realizzare “seggi elettorali accessibili“. Un argomento affrontato in diverse parti del manifesto, con un messaggio (quasi conclusivo) che fa da bandiera: “Adottare, attuare e applicare la legge europea sull’accessibilità”.

Realizzare una strategia a lungo termine

Il manifesto indica il periodo 2020-2030 come adeguato a impostare una strategia che migliori le condizioni delle persone con disabilità nella società. Dieci anni che dovrebbero essere indirizzati verso l’istituzione “di un dialogo strutturato con le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative”. In modo tale da consentire “una significativa consultazione e partecipazione” del mondo della disabilità nelle questioni socio-politiche attuali.

Difendere le pari opportunità

L’EDF non dimentica neanche l’importanza dei finanziamenti UE in merito alle pari opportunità e alla non discriminazione. Nell’elenco, infatti, c’è anche il desiderio di realizzare “un coinvolgimento strutturato e significativo delle persone con disabilità nei negoziati sui fondi europei e sul futuro bilancio” dell’Unione Europea. Il tutto basato sulla salvaguardia del “principio dell’accessibilità nel processo di pianificazione e attuazione di tutti i programmi finanziati dall’UE”.

Proteggere il diritto a una vita dignitosa

Rispetto, rispetto e ancora rispetto. Il manifesto punta alla protezione della dignità degli individui con disabilità. Come, ad esempio, “stabilire un piano di protezione sociale” per assicurare “un tenore di vita adeguato e dignitoso“. In questo contesto, il lavoro è uno dei temi centrali: il documento, di fatto, invita a creare posti inclusivi in un mercato “aperto con salario equo, una sistemazione ragionevole e l’accesso a un sistema di protezione sociale efficace”. Anche la scuola è messa sotto la lente d’ingrandimento, con il “diritto a un’educazione inclusiva” e “un sostegno personalizzato nel sistema di istruzione generale”.

Contro la violenza sulle donne

L’Eu for disability rights punta, inoltre, al rispetto delle donne e delle ragazze con disabilità, al fine di contrastare le violenze di genere. E, nel farlo, l’Europa dovrà garantire “tutte le misure legislative e amministrative in materia di uguaglianza”. Tenendo sempre presente che bisogna ratificare e attuare “la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”.

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Ci sono 800 mila disabili esclusi in tutta Europa

Il manifesto acquista ancora più autorevolezza di fronte alla relazione del Comitato economico sociale europeo, La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle elezioni del Parlamento europeo. Una ricerca che dipinge un quadro devastante per i votanti con disabilità: circa 800 mila disabili esclusi dal poter esercitare il proprio diritto. Tra le varie problematiche, la poca accessibilità dei seggi e dalle schede, oltre al fatto che in otto paesi dell’UE non vengono offerte soluzioni alternative oltre a recarsi nella cabina elettorale. Senza contare che, in diverse nazioni, la disabilità risulta incompatibile con il riconoscimento del diritto di voto. Insomma, il lavoro fatto dall’European Disability Forum risulta un campanello d’allarme molto assordante, soprattutto a pochi giorni dalle elezioni europee.