Legge o ddl Zan: cosa significa e cosa prevede

Dalla fine del 2020 la legge contro l’omotransfobia, l’omolesbobitransfobia e la misogenia, nota principalmente come ddl Zan (che prende il nome dal primo firmatario, Alessandro Zan), ha riacceso il dibattito sulla necessità di difendere alcune minoranze presenti in Italia.

Da diversi mesi, infatti, la politica italiana sta portando avanti in Senato l’iter sul nuovo disegno di legge, che vuole allargare la visione d’insieme della normativa vigente (caratterizzata principalmente dalla Legge Mancino). In questo articolo, cerchiamo di capire a che punto siamo con l’approvazione del testo e quali sono gli argomenti contenuti dal documento.

Qual è il significato di omotransfobia?

Il termine omotransfobia punta a evolvere il concetto di omofobia: si parla quindi dell’odio nei confronti di omosessuali e anche transessuali.

cosa significa ddl zan

Cosa prevede il ddl Zan, la possibile legge contro l’omotransfobia

Per parlare del decreto legge contro l’omotransfobia, dobbiamo tornare indietro al 24 ottobre 2019, mese in cui la Commissione Giustizia ha avviato l’esame della proposta di legge nota come Legge Zan, un disegno di legge che prende il nome dal suo primo firmatario e relatore Alessandro Zan, del Partito Democratico, promosso dall’allora maggioranza del Governo Conte II (PD e Movimento 5 Stelle).

Sostanzialmente, il ddl contro l’omotransfobia si basa su 5 proposte di leggi del passato (Boldrini, Zan, Scalfarotto, Perantoni, Bartolozzi), che sono state amalgamate in un unico testo come “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.

Inizialmente le persone disabili non erano state inserite all’interno della proposta di legge, fino al 27 ottobre 2020, quando la Camera approvò l’estensione del testo ai reati legati alla disabilità della vittima. L’annuncio fu dato dallo stesso Alessandro Zan su Twitter: “Abbiamo appena approvato l’emendamento che estende la legge contro omotransfobia e misoginia anche ai reati commessi per la disabilità della vittima. Stiamo approvando un ampio strumento contro le discriminazioni e le violenze. Orgoglioso di questi passi avanti!”.

Prima di questa svolta, l’iter di approvazione della legge era iniziato tra il 28 giugno e il 1° luglio 2020, con la deposizione del documento alla Camera, alla commissione Giustizia. Successivamente, il 14 luglio, il testo è stato adottato dalla stessa commissione, che ne ha iniziato la discussione il 3 agosto.

L’obiettivo principalmente della legge Zan è modificare gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale (rispettivamente Legge Mancino e Legge Reale), ampliando i reati d’odio dovuti al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità. Oltre a questo, il ddl punta a istituire una giornata nazionale di sensibilizzazione, creare un fondo dedicato per assistenza sanitaria e psicologica e inasprire le pene per chi commette reati di questo tipo.

cosa vuol dire ddl zan

In tutto la Legge Zan contiene 9 articoli (Internazionale):

  • ARTICOLO 1 e 2: modifica degli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, aggiungendo i reati fondati sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere;
  • ARTICOLO 3: modifica della Legge Mancino (n. 205 del 25 giugno 1993): reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi commette il reato per motivi legati all’orientamento sessuale, oltre a quelli già previsti dalla normativa vigente;
  • ARTICOLO 4: modifica del codice 90 quater del codice penale in merito alle condizioni di particolare vulnerabilità, aggiungendo le parole “fondato sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”;
  • ARTICOLO 5: istituzione della giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la biofobia e la transfobia ogni anno al 17 maggio (data non a caso, in quanto nel 1990 l’omosessualità fu rimossa dalla lista delle malattie mentali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità): l’iniziativa punta a sostenere una cultura dell’inclusione e a contrastare pregiudizi, discriminazioni e violenze in materia;
  • ARTICOLO 6: aggiungere ulteriori misure al decreto legislativo 9 luglio 2003 in materia di occupazione e condizioni di lavoro, riguardanti la prevenzione e il contrasto alla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere.
  • ARTICOLO 7: il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità subisce un incremento di 4 milioni di euro l’anno;
  • ARTICOLO 8: l’Istat deve realizzare ogni 3 anni un report statistico per capire come sta andando il contrasto alla discriminazione in materia;
  • ARTICOLO 9: coperture finanziarie.

Leggi anche: 17 maggio: giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Quando sarà approvato il ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia?

La discussione alla Camera del ddl Zan è ripresa il 27 ottobre 2020, dopo che un tentativo di stop da parte dell’opposizione del Governo Conte II (Fratelli d’Italia e Lega) è stato rigettato con 254 contrari e 201 favorevoli (Repubblica). L’iter ha subito anche un ulteriore ritardo non solo per la pausa estiva, ma anche per colpa dell’emergenza Covid.

Il 28 ottobre 2020 i primi 5 articoli del disegno di legge sono stati approvati alla Camera. Nel pomeriggio del 29 ottobre, invece, si è discusso sull’introduzione della giornata nazionale, bocciando gli emendamenti che volevano sopprimere il sesto articolo.

Mercoledì 4 novembre 2020 la Camera ha approvato il testo unificato con 265 sì, 193 no e un astenuto. Su Twitter Alessandro Zan ha parlato di “un grande passo avanti contro discriminazioni, odio e violenze. Con lo stesso impegno e la stessa tenacia inizieremo il percorso al Senato. L’Italia raggiungerà questo traguardo di civiltà”.

Dopo la sua calendarizzazione, però, il 28 aprile 2021 il ddl Zan è stato al centro di un’accesa polemica per la nomina del relatore della legge in Senato: il senatore Andrea Ostellari (Lega) si è “autonominato relatore per continuare con il suo ostruzionismo”, come ha raccontato Zan sui social. Immediata la replica di Ostellari: “Il regolamento prevede che il relatore di ciascun disegno di legge sia il presidente della commissione, che ha la facoltà di delegare questa funzione ad altri commissari”.

Infine, all’inizio di maggio 2021, il testo è stato adottato dalla Commissione Giustizia in un unico iter, separato da ogni altro documento di legge in fase di studio. La decisione è stata presa con 12 voti favorevoli e 9 contrari.

cos'è ddl zan

Intervista a Zan: “Non solo soluzioni penali, ma anche strumenti”

Nel novembre 2020 abbiamo intervistato il primo firmatario della proposta di legge, Alessandro Zan, il quale ci ha spiegato che tale ddl non introduce solo delle nuove soluzioni penali, ma porta strumenti che permettono di recuperare i rei facendoli lavorare “nelle associazioni che proteggono e difendono le vittime dei crimini d’odio, in modo tale che, stando vicino alla sofferenza di queste persone e conoscendo realmente cosa significa essere discriminati, possa trasformare i sentimenti di odio in sentimenti positivi”.

Infine, su chi pensa che tale legge limiti la libertà d’espressione, Zan ha replicato che “quando l’espressione determinata un concreto pericolo di discriminazione per una persona, quella non è un’opinione, ma un reato, che è già presente nel nostro ordinamento”.

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In foto: Alessandro Zan, primo firmatario della Legge contro l’Omotransfobia

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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