Classificazioni funzionali sport – Gruppo 2

Nuoto Paralimpico

NuotoLa classificazione per il Nuoto Paralimpico è di tipo funzionale solo per gli atleti con disabilità fisica ai quali viene assegnato un numero da 1 a 10, dove il numero 1 è la tipologia più grave.

Gli atleti non vedenti gareggiano nelle categorie 11,12 e 13 dopo essersi sottoposti ad una visita specialistica, mentre la categoria 14 appartiene ai nuotatori con disabilità intellettive, dei quali vengono solamente accertati i previsti requisiti.

Ogni categoria è poi abbinata al tipo di specialità nella quale si gareggia, identificata tramite delle lettere:

  • S (Stroke) per lo stile libero, il dorso e la farfalla.
  • SB (Breaststroke) per la rana.
  • SM (Medley) per il misto.

A prescindere dal tipo di disabilità (sia esso di origine midollare, ortopedico o cerebrale) viene attribuito all’atleta un punteggio corrispondente alle funzioni che può ancora esprimere e successivamente inserito in una delle dieci classi previste (minore è la classe, minori sono le capacità residue del nuotatore):

  • S1 SB1 SM1
    • Nuotatori con gravi problemi di coordinazione nei quattro arti o mancanza dell’uso delle gambe del tronco e delle mani. Hanno un minimo uso delle spalle. Di norma nuotano il solo dorso. I nuotatori in questa classe nella vita quotidiana necessitano della carrozzina e di assistenza.
  • S2 SB1 SM2
    • Nuotatori capaci di usare solo le braccia. Non le mani, le gambe ed il tronco.
    • Nuotatori con grossi problemi di coordinazione nei quattro arti.
  • S3 SB2 SM3
    • Nuotatori che hanno una ragionevole bracciata, mancano di una buona presa e non utilizzano le gambe, il controllo del tronco è assente.
    • Nuotatori con grave problemi o amputazioni in tutti gli arti.
  • S4 SB3 SM4
    • Nuotatori che nonostante utilizzano le braccia, hanno le mani deboli e non usano il tronco o le gambe.
    • Nuotatori con problemi di coordinazione nei quattro arti con predominanza nelle gambe.
    • Nuotatori con amputazioni in tre arti.
  • S5 SB4 SM5
    • Nuotatori con normale utilizzo delle braccia e delle mani ma non hanno la funzionalità del tronco e delle gambe.
    • Nuotatori con problemi di coordinazione nei quattro arti (minore rispetto la precedente categoria).
  • S6 SB5 SM6
    • Nuotatori che utilizzano perfettamente le braccia e le mani, hanno un scarso controllo del tronco, non usano le gambe.
    • Nuotatori con problemi di coordinazione nei quattro arti (normalmente riescono a camminare).
    • Nuotatori con amputazioni gravi in due arti dello stesso lato.
    • Nuotatori nani (solo per la classe S).
  • S7 SB6 SM7
    • Nuotatori con completo uso delle braccia, del tronco e qualche funzione delle gambe.
    • Nuotatori con problemi di coordinazione o debolezza in un emicorpo.
    • Nuotatori con una significativa amputazione di due arti.
    • Nuotatori nani (solo per la rana).
  • S8 SB7 SM8
    • Nuotatori che presentano in maniera più lieve i problemi della precedente categoria.
    • Nuotatori impossibilitati ad usare un braccio.
  • S9 SB8 SM9
    • Nuotatori con grave debolezza in una gamba.
    • Nuotatori con lievissimi problemi di coordinazione.
    • Nuotatori amputati ad una gamba.

A meno di essere in possesso di un permesso medico specifico gli atleti presenti in questa categoria devono partire fuori dall’acqua.

  • S10 SB9 SM10
    • Nuotatori con lievissimi problemi di debolezza delle gambe.
    • Nuotatori con problemi all’anca che portano ad una riduzione dei movimenti.
    • Nuotatori con entrambi i piedi deformati.
    • Nuotatori con una amputazione minima.

Esempio: Arjola Trimi, con una tetraparesi spastica degenerativa, nuota nella categoria S4.

Para-Canoa e Para-Rowing (Canottaggio)

Para canoaLe classificazioni paralimpiche della Para-Canoa e del Para-Rowing seguono le regole del Settore H.F (Handicap Fisico) per entrambi le discipline il kayak, la canoa manovrata da una pagaia a doppia pala, e il Va’a (parola hawaiana che significa barca o canoa) che utilizza un’imbarcazione provvista di un bilanciere, guidata con una pala singola. Questo sistema prevede 3 classi di disabilità riconosciute dall’ICF (KL1,KL2,KL3 per il Kayak e VL1,VL2,VL3 per il Va’a) e 3 classi riconosciute solamente a livello nazionale (KITA1, KITA2, KITA3 per il Kayak e VITA1, VITA2, VITA3 per il Va’a).

Ai fini della classificazione vengono considerate solo tre differenti disabilità motorie:

  • Deficit della forza muscolare
  • Deficit dell’escursione articolare
  • Deficit a carico degli arti

La sigla KL sta per Kayak, mentre VL sta per La’a e in base al grado della disabilità viene assegnato anche un numero da 1 a 3:

  • KL1 / VL1: atleti con deficit assoluto o parziale del controllo del tronco associato a deficit motorio a carico degli arti inferiori. Generalmente alto. Questi atleti utilizzano soltanto la forza delle braccia e delle spalle.
  • KL2 / VL2: atleti con parziale funzione del tronco ma non degli arti inferiori. Sono in grado di mantenere il tronco eretto in barca, ma potrebbero avere necessità di uno schienale speciale per via di un movimento limitato delle gambe durante la pagaiata.
  • KL3 /VL3: atleti con completa funzione del tronco e parziale funzione degli arti inferiori, in grado di sedersi con il tronco in avanti ed in grado di utilizzare almeno una gamba/protesi durante la pagaiata. Sono atleti con disabilità leggere, che permettono loro di utilizzare braccia, tronco e gambe e di applicare forza sulla pedana o sul sedile.

Esempio: Veronica Plebani, che a causa di una Meningite Fulminante perde le falangi di mani e piedi, gareggia con la canoa nella categoria KL3.

Pesistica Paralimpica

PesisticaNella Pesistica Paralimpica sono ammesse quattro classi di disabilità:

  • Lesioni midollari: l’atleta deve assumere la seguente posizione sulla panca, da mantenere durante il sollevamento: spalle, natiche, gambe e piedi distesi sulla panca regolamentare. Sono ammesse eccezioni (previamente concordate) per motivi medici.
  • Paralisi cerebrali: l’atleta deve assumere la seguente posizione sulla panca, da mantenere durante il sollevamento: spalle, natiche, gambe e piedi distesi sulla panca regolamentare. Gambe flesse supportate da un cuneo possono essere ammesse (previamente concordate).
  • Amputati: l’atleta deve assumere la seguente posizione sulla panca, da mantenere durante il sollevamento: spalle, natiche sulla panca regolamentare. Per quanto possibile, dipendentemente dalle amputazioni, le gambe e i piedi o le protesi devono essere distesi sulla panca.
  • Qualsiasi disabilità non rientrante nelle classi precedenti.

Rugby in carrozzina

RugbyLa classificazione nel Rugby in carrozzina divide i giocatori in 7 categorie a seconda delle capacità residue di ciascuno, attribuendo un punteggio che va da 0.5 a 3.5. La somma dei punteggi dei 4 giocatori in campo non può superare gli 8 punti totali. Per semplificare le 7 categorie sono raggruppate in tre grandi gruppi:

  1. Low Pointers: sono gli atleti con le disabilità più gravi. Il loro ruolo è difensivo e proprio per questo giocano solitamente con sedie dotate di un rostro nella parte anteriore, con cui agganciano le sedie degli avversari, bloccandoli o quanto meno rallentandone il movimento. Fanno parte di questa categoria le classi 0,5 – 1,0 – 1,5.
  2. Mid Pointers: sono solitamente gli atleti con disabilità che limitano i movimenti in modo asimmettrico. Sono molto versatili all’interno di una squadra perché sono buoni difensori ma all’occorrenza sono veloci abbastanza da guidare anche azioni offensive. Il punteggio relativamente basso poi consente di inserirli in una moltitudine di possibili formazioni, con grande beneficio strategico per il coach. Generalmente giocano con sedie da attacco, ma anche con sedie da difesa. Fanno parte di questa categoria le classi 2,0 – 2,5.
  3. High Pointers: sono gli atleti con le disabilità più lievi. Il loro ruolo è spesso quello di trequartista. Hanno un ottimo controllo della carrozzina e dei movimenti con essa, così come della gestione della palla. Fanno parte di questa categoria le classi 3.0 3.5.

Classe 0,5

E’ la classificazione attribuita al giocatore con minori capacità residue. Prima categoria Low Pointers. Le sue caratteristiche sono:

  • mostra una consistente instabilità della spalla prossimale
  • la postura da seduto è una postura sacrale, in cifosi o in posizione molto bassa sulla sedia
  • in campo il ruolo tipico è di blocco/difesa
  • spinge di bicipite in opposizione, spesso con i gomiti ruotati verso l’esterno e il capo, anteposto, molto inclinato in avanti
  • spesso usa gli avambracci per frenare, fermarsi o girare
  • per fermarsi/rallentare flette il busto in avanti e usa gli avambracci per fare forza sulle ruote
  • usa il quarto posteriore della ruota per spingere e fermarsi
  • transizioni/recuperi da un’azione alla successiva relativamente lenti
  • in campo copre brevi distanze
  • fa passaggi a due mani a corto raggio o batte la palla
  • ferma passaggi diretti bloccando la palla in grembo

Classe 1,0

La seconda categoria di giocatori Low Pointers, le cui caratteristiche sono:

  • forza nelle spalle più bilanciata che consente di mantenere le braccia meno abdotte durante la spinta rispetto agli atleti 0.5
  • ruolo in campo è blocco/difesa
  • può rimettere la palla in gioco (inbounder), ma di solito non è un portatore di palla
  • spinge di bicipite in opposizione con un movimento ampio e spesso anche di tricipite nell’ultima fase
  • può avere il capo anteposto durante la spinta, specialmente in partenza
  • può usare l’estensione del polso per migliorare la presa sul corrimano
  • riesce a prendere la palla tra avambracci o polsi/mani
  • può passare la palla a due mani dal petto per brevi distanze o a una mano per tratti leggermente più lunghi

Classe 1,5

Il punteggio più alto nella categoria Low Pointers, si distingue da:

  • in campo è un ottimo difensore e un buon maneggiatore di palla, seppure occasionale
  • capo anteposto solitamente solo in partenza
  • la forza nelle spalle e la conseguente stabilità conferisce una buona velocità di spinta, anche se il tricipite indebolito ne limita l’esplosività in partenza
  • fa buoni passaggi dal petto grazie alla forza nelle spalle e nei tricipiti
  • ha una buona ricezione anche se i polsi instabili possono rendere insicura la maneggiabilità della palla
  • nel caso di funzionalità asimettriche, tende sempre a maneggiare la palla dal lato forte e usare l’opposto per mantenere stabilità e equilibrio

Classe 2,0

Le caratteristiche principali di un giocatore di questa classe Mid Pointers sono:

  • Forza e stabilità della spalla gli consentono una spinta molto efficace
  • Flessione ed estensione del polso sono buone e bilanciate, ma non ha mobilità delle dita
  • In campo gestisce frequentemente la palla
  • Riesce a fermarsi, girarsi e partire velocemente
  • Controlla la palla con la flessione del polso
  • La flessione del polso consente passaggi migliori rispetto alle classi più basse
  • Passaggio a una mano inconsistente perchè perde tempo a posizionare la palla con l’altra mano
  • Buon passaggio a due mani dal petto e buon controllo di palla a due mani

Classe 2,5

Le caratteristiche principali di questi giocatori Mid Pointers sono:

  • Buon portatore di palla e platmaker discretamente veloce
  • Spinta veloce garantita da forza e stabilità delle spalle
  • Può avere il controllo del tronco che ne aumenta la stabilità sulla sedia
  • Può usare la flessione delle dita per manovrare le ruote durante blocchi o frenate
  • Grazie alla flessione delle dita ha un buon passaggio a una mano. Può aver bisogno di regolare la palla con l’altro braccio
  • Buona ricezione di palla a due mani. Può ricevere anche a una mano, portando direttamente la palla al grembo

Classe 3.0

Le caratteristiche principali di un giocatore High Pointers di questa classe sono:

  • Forza e stabilità della spalla gli consentono una buona spinta
  • Flessione ed estensione del polso sono buone e bilanciate, debole flessione delle dita
  • In campo gestisce spesso la palla e crea gioco veloce
  • Riesce a fermarsi, girarsi e partire velocemente
  • Controlla la palla con la flessione del polso
  • La flessione del polso consente passaggi anche ad una sola mano
  • Buona flessione delle dita e del pollice che consentono il controllo della palla in piani diversi
  • Ottimo passaggio a due mani anche con palla forte in tutte le posizioni

Classe 3.5

Le caratteristiche principali di questi giocatori High Pointers sono:

  • Ottimo portatore di palla e trequartista
  • Ottima spinta garantita da forza e stabilità delle spalle
  • Ha un buon controllo del tronco che ne aumenta la stabilità sulla sedia

Scherma in carrozzina

Il criterio usato per la classificazione di un atleta di Scherma in carrozzina è prettamente funzionale ed è assegnata in base ad una serie di test specifici, nei quali vengono effettuate prove sull’abilità del busto di flettersi, estendersi ed inclinarsi frontalmente e lateralmente con o senza l’uso dell’arma, compiendo gli stessi gesti tecnici della Scherma per normodotati.

Il sistema di classificazione ha tre classi distinte:

  • Classe A: atleti con pieno movimento del tronco e buon equilibrio. Atleti con paraplegie lievi o incomplete, deambulanti, amputati, emiplegici, etc…
  • Classe B: atleti, senza movimento delle gambe e del tronco ridotta e le funzioni di equilibrio. Atleti paraplegici non deambulanti.
  • Classe C: atleti con disabilità in tutti e quattro arti. Atleti tetraplegici.

Le carrozzine sono sempre ancorate al suolo, durante le competizioni.

Esempio: Andrea Pellegrini, che a causa di un incidente ferroviario, perde la gamba destra, gareggia nella categoria A.

Sci Alpino e Sci Nordico

SciLa classificazione utilizzata nello Sci Alpino e nello Sci Nordico distingue gli sciatori in tre gruppi principali in base al tipo di disabilità, con un’ulteriore suddivisione per grado di disabilità. A parità di classificazione, in gara vince il concorrente che ha fatto segnare il minor tempo senza aver saltato nessuna porta. Se in qualche categoria ci sono pochi partecipanti, gli organizzatori possono decidere di accorparle; in questo caso i tempi vengono mediati con un fattore di conversione per tenere conto della diversa classificazione dei concorrenti.

Categoria Disabili visivi

I disabili visivi utilizzano la normale attrezzatura da sci e gareggiano accompagnati da una guida, che scia davanti o dietro all’atleta. Per i ciechi totali è previsto il collegamento tramite interfono o tramite un megafono, mentre per gli ipovedenti può essere sufficiente la sola presenza fisica della guida, senza dotazioni speciali. Spesso identificati con l’espressione inglese visually impaired, si articolano in tre gruppi, secondo i criteri generali validi per tutti gli sport:

  • B1: totalmente non vedenti
  • B2: ipovedenti grave
  • B3: ipovedenti lievi, con buone capacità residue

Categoria Standing (in piedi)

Comprende gli atleti con disabilità fisiche che sono in grado di reggersi almeno su una gamba, anche con l’uso di protesi e gli sciatori con disabilità agli arti superiori, che sciano senza bastoncini o con un bastoncino solo. Per gli atleti con disabilità agli arti inferiori due tipologie di sciatta: si possono usare due sci, ricorrendo a protesi, oppure su uno sci solo sostituendo i normali bastoncini con degli stabilizzatori, che al posto della punta hanno un piccolo sci e aiutano a mantenere l’equilibrio. La categoria Standing si articola in sette gruppi:

  • LW1: doppia amputazione sopra il ginocchio
  • LW2: sciatori con uso di stabilizzatori
  • LW3: doppia amputazione sotto il ginocchio
  • LW4: sciatori con protesi
  • LW5/7: sciatori senza bastoncini
  • LW6/8: sciatori con un bastoncino
  • LW9: disabilità ad un solo arto

Categoria Sitting (seduti)

Atleti che, a causa di paraplegia o doppia amputazione, non sono in grado di reggersi. Utilizzano un bob (mono-ski o sit-ski) con un sedile a sospensioni e due supporti laterali. Al posto dei bastoncini usano gli stabilizzatori. Gli atleti disabili che sciano seduti si articolano in tre gruppi:

  • LW10: paraplegia grave
  • LW11: paraplegia lieve
  • LW12: paraplegia lieve con qualche funzionalità agli arti inferiori