Caregiver familiari riconosciuti per legge: depositato decreto

I Caregiver familiari potrebbero ricevere, anche in Italia, quel riconoscimento giuridico che, in molti paesi europei, hanno già ottenuto da diverso tempo.

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I caregiver familiari italiani ed il ddl Bignami

Caregiver 01Francia, Spagna, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Grecia: le legislazioni di questi stati europei prevedono delle tutele specifiche per i caregiver familiari, coloro che si prendono cura ed assistono un proprio familiare ammalato e/o disabile. Supporti di vacanza assistenziali, benefici economici e contributi previdenziali, non sono previsti per i caregiver italiani, che ancora oggi non sono adeguatamente tutelati.

Attualmente i caregiver italiani, privi di qualsivoglia tutela, vivono in una condizione che compromette quelli che sono i diritti fondamentali dell’essere umano, come la salute, il riposo, la vita sociale, la realizzazione personale. Se poi a tutto questo si aggiungono i continui tagli, sia a livello nazionale che locale, dei fondi destinati al sostegno delle famiglie in cui vive una persona non autosufficiente, i costi sempre maggiori delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), e la parcellizzazione delle risposte assistenziali il più delle volte indirizzate solo ad alcune categorie, la situazione di certo non migliora.

Oggi, mercoledì 6 aprile 2016, Laura Bignami del Gruppo Misto ha presentato a Palazzo Madama un ddl finalizzato a “riconoscere e tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari e a riconoscere il valore sociale ed economico per la collettività”. Tale documento, attraverso sette articoli, introduce il riconoscimento della qualifica dei caregiver familiari a coloro che, gratuitamente, si prendono cura in ambito domestico di un familiare o di un affine entro il 2° grado (convivente o un minorenne dato in affido), che a causa di una malattia o disabilità necessita di un’assistenza continua per almeno 54 ore settimanali.

La proposta della Bignami, ha posto l’accento sulle tutele in quattro settori diversi:

  1. settore previdenziale: riconosce la “copertura di contributi figurativi ritenuti pari a quelli da lavoro domestico, a partire dal riconoscimento di handicap grave del familiare assistito e a carico dello Stato per il periodo di lavoro di assistenza e cura svolto in costanza di convivenza.
    Tali contributi vengono sommati a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, al fine di consentire l’accesso al pensionamento anticipato al maturare dei trenta anni di contributi totali”.
  2. tutela della salute: “sono riconosciute le tutele previste per le malattie professionali ovvero per le tecnopatie riconosciute ai sensi delle tabelle allegate al testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.
  3. tutela assicurativa: “è prevista la copertura assicurativa a carico dello Stato con rimborso delle spese sostenute per la vacanza assistenziale nei periodi di impossibilità di prestare il lavoro di cura da parte dello stesso caregiver familiare, durante i periodi di malattia o infermità certificati, a tutela del suo diritto alla salute”.
  4. tutela del lavoro e del reddito: “il caregiver familiare è equiparato ai soggetti beneficiari della Legge 12 marzo 1999, n. 68, ai fini del riconoscimento del diritto al lavoro. Tale diritto deve essere garantito, su richiesta del lavoratore caregiver, anche utilizzando la modalità del telelavoro, con l’obbligo per il datore di lavoro di consentire il passaggio a mansioni che si prestino a tale modalità”.

Al fianco della Bignami sono intervenuti, nell’illustrare la proposta, la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Gruppo Conservatori riformisti italiani), il senatore Aldo di Biagio (gruppo Ap -Ncd-Udc), la senatrice Loredana de Petris (gruppo Sinistra Italiana – Sinistra ecologia libertà), la senatrice Anna Finocchiaro (gruppo Pd) e Maria Simona Bellini, presidente del Coordinamento nazionale famiglie disabili.

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