Consigli su come ridurre lo stress del caregiver familiare

Lo stress del caregiver non deve essere una vergogna, ma è una condizione da tenere sotto stressa osservazione. Già perché, per quanto sia importante prendersi cura di un’altra persona, ciò non deve diventare una vera e propria patologia: in buona sostanza, non deve annichilire l’individuo che adatta la propria vita alle esigenze di un altro.

Che cos’è il caregiver familiare?

Prima di scoprire come provare ad arginare lo stress nel caregiver, spieghiamo di cosa stiamo parlando. Con il termine caregiver indichiamo una figura lavorativa che in Italia non è regolamentata a dovere: sostanzialmente è una persona che si prende cura gratuitamente e giornalmente di un individuo malato e/o con disabilità. Nella maggior parte dei casi si tratta di un familiare (da qui il termine caregiver familiare).

Non sappiamo con precisione quanti siano in Italia, poiché la raccolta dei dati è molto complessa, a causa soprattutto di una normativa in materia poco chiara. I compiti che un caregiver svolge possono essere di natura amministrativa e medica, sebbene non si può sostituire a operatori sanitari veri e propri. Tra le azioni che compie troviamo:

  • aiutare la persona a lavarsi, a mangiare a cucinare e a vestirsi;
  • gestire bollette e questioni amministrative:
  • somministrare farmaci o far funzionare determinate apparecchiature (gli operatori sanitari effettuano corsi di formazione appositi);
  • assicurarsi dell’incolumità dell’assistito.

Leggi anche: Esiste una legge che riconosce il caregiver in Italia?

come ridurre lo stress da caregiver
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La Sindrome del Caregiver è data dallo stress?

Stress e fatica cronica possono determinare l’insorgere della Sindrome del Caregiver, dovuta soprattutto al carico psicologico e fisico che richiede questo ruolo. Di fatto prendersi cura di un’altra persona può inficiare negativamente nella propria qualità della vita, sia in termini di tempo ma anche in termini di salute. Di tanto in tanto occorre prendersi un po’ di riposo per se stessi, altrimenti si rischia l’annichilimento.

Come diminuire lo stress del caregiver?

Le conseguenze psicologiche per il caregiver possono essere devastanti, perciò è bene conoscere se stessi e sapere quando lo stress sta mangiando la nostra mente. Ecco alcuni suggerimenti utili:

  • Bisogna caricarsi di energia positiva e non farsi abbattere dalle avversità;
  • È necessario accettare l’aiuto di altre persone, e non pensare che ce la si può fare da soli;
  • Seguire una dieta bilanciata aiuta la nostra mente a sfruttare le giuste energie;
  • Non mettere al centro della propria vita le condizioni del proprio caro è fondamentale per non perdere la propria individualità: per questo motivo è opportuno cercare sempre degli spazi per sé, dei momenti da dedicare ai propri svaghi e di coccolarsi un po’;
  • Il rischio della comparsa della depressione è elevato: per questo motivo è bene rivolgersi a un medico nel momento in cui lo stress da caregiver diventa insostenibile.
scala misurazione stress caregiver
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Scala di valutazione dello stress del caregiver

Esistono degli strumenti per valutare il proprio livello di stress (che però non valgono come soluzioni diagnostiche, per ottenere una diagnosi è bene rivolgersi sempre a un medico specializzato).

Uno dei questionari self-report più famosi al mondo è il Caregiver Burden Inventory (Novak M. e Guest C., Gerontologist, 29, 798-803, 1989), che valuta attraverso diverse domande le 5 dimensioni dello stress (o burden): oggettivo, psicologico, fisico, sociale ed emotivo.

Un altro self-report è la Zarit Burden Interview (Zarit, Reever & Bach-Peterson, 1980), che nel corso degli anni ha subìto anche diversi aggiornamenti: la versione che viene comunemente accettata è un modello a due fattori che affronta la tensione personale e la tensione di ruolo (Hérbert, Bravo e Préville, 2000).

Un terzo questionario è noto come Inventario NeuroPsichiatrico di Cummings (1994 – validato per la popolazione italiana da Binetti et al., 1998), che però si riferisce più a cambiamenti che possono essere associati alla demenza, studiando 10 sottodomini: deliri, allucinazioni, agitazione/aggressività, disforia, ansia, euforia, apatia, disinibizione, irritabilità/labilità e attività motoria aberrante

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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