Diritti e disabilità

È stato un ottimo 2021 per le persone con disabilità?

Le persone con disabilità sono tornate al centro della politica italiana e dell'opinione pubblica, eppure qualcosa ancora manca: ecco cosa

Le persone con disabilità al centro dell’attualità generale, finalmente. Possiamo riassumere così il 2021 delle persone disabili, che nel corso dell’anno sono state spesso esaltate per temi di carattere nazionale, attraverso referendum, proposte di legge e casi fiscali che hanno scatenato reazioni da parte dell’opinione pubblica. Insomma, tra alti e bassi, il 2021 ci ha donato un primordiale nuovo modo di pensare alla disabilità, sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare.

Cosa dicono i dati Istat sulle persone con disabilità?

In attesa di scoprire le condizioni delle persone con disabilità in Italia nel 2021, abbiamo studiato il documento provvisorio presentato da Istat il 24 marzo 2021, in cui emergono alcune statistiche importanti per comprendere la situazione generale. Sono dati precedenti la pandemia, quindi è possibile ipotizzare che alcuni aspetti sono peggiorati.

Prendendo in riferimento l’anno 2019 infatti, il documento specifica che le persone con disabilità nel Bel paese sono 3 milioni e 150 mila (il 5,2% della popolazione): di queste, il 29% vive sola, il 27,4% con il coniuge, il 16,2% con il coniuge e i figli, il 7,4% con i figli e senza coniuge, circa il 9% con uno o entrambi i genitori, il restante 11% circa vive in altre tipologie di nucleo familiare.

I temi più discussi relativi alla disabilità invece ci mostrano un quadro abbastanza complesso. Sul fronte mobilità ad esempio, “la capacità di spostarsi liberamente è molto limitata”: solo il 14,4% si sposta con i mezzi pubblici urbani. In ambito economico il vissuto resta abbastanza negativo: una famiglia composta da persone con disabilità ha in media un reddito più basso di benessere economico (17.476 euro, inferiore del 7,8% a quello nazionale).

A colpire però sono i segnali di deprivazione: “il 67% delle famiglie nelle quali vive almeno una persona con disabilità non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da
casa; il 53,7% non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro; più di
un quinto non può riscaldare sufficientemente l’abitazione o consumare un pasto
adeguato almeno una volta ogni due giorni”.

Cosa è stato fatto e cos’è mancato nel 2021 per le persone con disabilità?

A meno di eventuali aggiornamenti dell’ultimo minuto dati dalla Legge di Bilancio 2022, possiamo trarre alcune conclusioni su quanto è stato fatto in materia legislativa da parte della politica italiana nei confronti delle persone con disabilità. Nel corso dell’anno si sono avvicendate numerose notizie, eccone alcune:

Sicuramente, un plauso va fatto per le numerose iniziative messe in campo in favore della disabilità. Forse mai come quest’anno, il tema è diventato centrale nell’agenda politica italiana, anche se vi sono ritardi e vuoti normativi che vanno ancora colmativi per una piena attuazione dei progetti fin qui presentati. Dall’altra parte però ci sono ancora dei vuoti normativi che rendono ancora più difficoltoso riconoscere tutele e garanzie. Per fare un esempio:

I referendum, l’unica soluzione per temi spinosi sulla disabilità

Se da una parte abbiamo constatato che certi limiti legislativi possono essere superati facilmente e con nuove iniziative (che ancora devono essere valutate per comprenderne bene i loro effetti), dall’altra ci sono questioni controverse che mostrano ancora un Paese fermo al palo, che non riesce ad accettare il cambiamento culturale.

Come abbiamo visto, esistono delle criticità oggettive che non permettono alle persone con disabilità una piena integrazione nella società, in quanto alcuni dei loro diritti vengono sommersi in nome di battaglie ideologiche. Nel dettaglio, ci riferiamo ai movimenti generati dai Referendum sull’Eutanasia Legale e sulla Cannabis Legale, misure che hanno cambiato fortemente l’approccio della popolazione nei confronti della politica.

Da queste manifestazioni emerge chiaramente che manca la fiducia nei confronti delle istituzioni, che spesso rimandano la discussione di tematiche di grande spessore per paura di affrontarle. Ecco, il 2021 è stato sicuramente un intenso anno per provare a tutelare i diritti delle persone con disabilità, ma la strada è ancora lunga – e le nostre interviste ai candidati sindaco di Roma delle recenti amministrative hanno dimostrato che manca un vero e proprio approccio alla disabilità. Tuttavia, è solo considerando le persone con disabilità come persone in senso stretto che sarà possibile rivoluzionare l’Italia intera.

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Ultima modifica: 03/01/2022

Angelo Andrea Vegliante

Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.