L’infettivologa Rita Murri – Il contagio e la prevenzione della meningite

La Dott.ssa Rita Murri, infettivologa del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, in occasione della manifestazione “Decisamente Abili” con l’atleta paralimpica Federica Maspero, biamputata a causa della meningite fulminante, organizzata dal Comune di Trevignano Romano e dall’associazione Lago per Tutti onlus, spiega come avviene il contagio e come si può prevenire la meningite.

“Esistono tanti tipi di meningite – spiega la Dott.ssa Rita Murri – quelli virali sono tipi di meningite meno serie, meno gravi e quelle batteriche che sono quelle più famose perché possono essere più serie e più gravi. Tra queste le più famose sono quelle da pneumococco e da meningococco ed è interessante perché sono quelle che potrebbero essere evitate con il vaccino. Quelle che conosciamo meglio, anche perché i giornali se ne occupano molto, sono le meningiti meningococciche perché effettivamente sono quelle che possono dare dei quadri più gravi, più seri e più veloci”.

“La quantità di casi – prosegue Rita Murri – è costante nel tempo, quindi non sta né aumentando né cambiando qualcosa. E’ chiaro però che quando sentiamo un caso di una persona giovane che ha avuto problemi molto seri o addirittura è morta questo colpisce molto l’attenzione. C’è da dire però che dal punto di vista numerico non c’è una situazione di nuovo allarme”.

Il contagio della meningite

“Sul contagio valgono le informazioni che sono note: una persona è a rischio quando si trova a convivere nella stessa stanza chiusa per 5 o 6 ore di seguito. E’ quindi un’evenienza che non si verifica spesso ovviamente convivere con una persona affetta da infezione da meningococco. Questo può succedere per esempio nelle classi, negli uffici, in ambienti molto chiusi, non è un’evenienza così frequente in realtà. In caso di contagio si vanno a cercare le persone che sono state in contatto con il caso di meningite nell’ambito dei due o tre giorni prima dell’esordio, della comparsa dei sintomi della malattia”.

“Il bambino manifesta spesso dei segni più veloci e più conclamati: un bambino vivace e allegro che gioca immediatamente diventa molto meno vivace o si addormenta…viene identificato prima di un signore anziano che pian piano diventa più soporoso, sonnolento. Le manifestazioni cliniche sono sempre piuttosto rapide, piuttosto immediate, ci sono dei cambiamenti che avvengono in ore, non in giorni, per dare un po’ un limite di tempo”.

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La prevenzione e il vaccino

“C’è qualche fattore che fa si che il portatore sano sviluppi la malattia ma questo avviene in una percentuale bassissima di casi, a tal punto che proprio per questo motivo non si conoscono con precisione le cause. Il passaggio da portatore sano ad ammalato avviene per cause che non sono note fino in fondo e che quindi non possono essere conosciute e fermate in anticipo. L’unica arma che abbiamo non è neanche quella di eliminare i portatori sani, perché è una cosa impossibile vista la numerosità, è quella di vaccinarci. Cioè rafforzare le nostre difese immunitarie in modo che se arriva, se penetra dentro di noi il meningococco, noi abbiamo gli anticorpi per difenderci”.