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Reddito di cittadinanza sospeso: cosa succede e come cambia la misura

Redazione:

Il Reddito di Cittadinanza sta per chiudere la propria attività. O meglio, sarà sospeso per alcune categorie di persone (e verrà sostituito da altre misure), mentre per altre famiglie resterà in vigore ancora per diversi mesi.

Come annunciato dal Decreto Lavoro 2023, dal primo agosto il Reddito di Cittadinanza cambia le proprie regole, e già diverse famiglie stanno ricevendo mail, lettere e sms da parte dell’INPS che avverte dello stop al sussidio. E ora cosa succede?

Stop al Reddito di Cittadinanza: come verrà sostituito?

La sospensione del Reddito di Cittadinanza è stata decisa dall’attuale Governo Meloni, le cui forze politiche sono sempre state critiche contro questa misura. Nelle ultime ore tale decisione ha scatenato diverse proteste, soprattutto da parte delle opposizioni e da chi critica la modalità di comunicazione di questa sospensione. Nonostante ciò, da domani saranno in vigore nuove regole.

Innanzitutto verrà introdotto l’Assegno di Inclusione, che però entrerà in vigore solo a partire da gennaio per le famiglie considerate “fragili”, cioè che presentano un minore, una persona con disabilità o persone anziane con più di 60 anni.

Tuttavia per loro la sospensione del Reddito di Cittadinanza non ci sarà, ma continuerà a essere erogato fino a gennaio prossimo, quando appunto l’Assegno entrerà a regime. Al fine di richiederlo, le famiglie dovranno presentare un ISEE inferiore ai 9.360 euro e il reddito familiare sotto una certa soglia. L’importo massimo sarà di 500 euro per una persona single, a cui potranno essere aggiunti 280 euro per l’affitto, e sarà erogato per un massimo di 18 mesi.

L’altra misura invece coinvolge le persone ritenute in grado di lavorare (con età tra i 18 e i 59 anni, senza minori o persone con disabilità a carico) e che in questi giorni stanno ricevendo l’avviso di sospensione del Reddito di Cittadinanza: si tratta del Supporto per la formazione e il lavoro, ed entrerà in vigore dal primo agosto proprio al posto del RdC.

La misura prevede un’indennità per la quale bisogna fare richiesta, in quanto viene riconosciuta a chi partecipa a corsi di formazione o politiche attive per il lavoro. Rispetto al RdC però, questo indennizzo garantisce un importo mensile di 350 euro per la durata della formazione o altri progetti dedicati all’inserimento lavorativo per un massimo di 12 mesi, senza alcuna possibilità di rinnovo. Per accedervi, i limiti sono particolarmente stretti: ad esempio, l’ISEE non deve essere superiore ai 6mila euro.

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Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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