Lo psicologo di base sta per arrivare in Lombardia: cosa dice la mozione

Redazione:

Lo Stato non inserisce il Bonus Salute Mentale nella Legge di Bilancio 2022, e allora le regioni italiane si adoperano con lo psicologo di base. Dopo la Campania, adesso anche la Lombardia si attrezza per garantire ai cittadini un accesso semplificato alle cure della mente.

In che modo lo psicologo di base sarà in Lombardia?

Ieri, 18 gennaio 2022, la giunta regionale ha approvato la mozione riguardante l’attivazione dello psicologo di base presentata dal consigliere regionale Niccolò Carretta (Azione). “È fatta – ha commentato sui social Carretta -. Presto ogni lombardo avrà a disposizione una figura territoriale, di fiducia, accessibile, quotidiana e soprattutto gratuita per poter accedere ad un servizio di supporto psicologico di base”.

“Sono emozionatissimo e contentissimo – ha poi aggiunto – . Da oggi anche la Lombardia avvia il percorso per rendere il supporto psicologico un servizio della sanità pubblica, che, mi auguro, verrà sviluppato all’interno delle nuove Case della Comunità previste dal PNRR”. Adesso però tocca alla giunta fare il grande passo, cioè stabilire modalità e regole per l’attuazione del provvedimento attraverso una proposta di legge. Contattato dalla redazione di Ability Channel, Carretta ci ha inviato il testo della mozione, nella quale si legge che:

  • si invita la Giunta ad avviare la sperimentazione per “l’introduzione dello psicologo delle cure primarie nei servizi offerti dagli erogatori pubblici e privati accreditati oltre che nelle equipe di medicina territoriale”;
  • a garantire il finanziamento già in atto per le prestazioni erogate per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico per giovani e fasce più fragili della popolazione, a utilizzare quanto stanziato dalla l.r. 23/2020 in materia di prevenzione e intervento precoce nelle dipendenze per assistere tempestivamente minori e giovani con uso problematico di sostanze e/o altri comportamenti additivi, a individuare specifico corrispettivo economico per erogazione di interventi psicologici nell’ambito delle cure primarie all’interno delle Case di Comunità”;
  • a favorire l’inserimento delle psicologhe e degli psicologi nei presidi territoriali – Case della Comunità, con l’obiettivo di rispondere al bisogno della popolazione di accedere a prestazioni psicologiche a bassa soglia, promuovere in maniera più efficace il benessere psicologico dei cittadini e valorizzare l’appartenenza della dimensione psicologica all’ambito delle cure primarie”.

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Psicologo di base, Lombardia segue modello Campania

Prima ancora della Lombardia, la Campania aveva già aperto le danze all’introduzione dello psicologo di base attraverso la legge regionale n. 35 del 3 agosto 2020, che inizialmente aveva subìto uno stop da parte del Governo per poi ricevere il via libera della Corte Costituzionale (sentenza n. 241/2021).

Uno dei punti su cui si concentra il testo è l’istituzione del servizio di Psicologia di base anche “a sostegno dei bisogni assistenziali emersi a seguito del Covid 19”, che tra le sue funzioni prevede di “intercettare e gestire le problematiche comportamentali ed emotive derivate dalla pandemia”.

Lo stress da pandemia chiama in causa lo psicologo di base

Lo sprint regionale in favore dello psicologo di base non deve stupire più di tanto, visto che la pandemia da Coronavirus ha causato un aumento delle problematiche legate alla salute mentale. Basti pensare che nell’aprile 2020 l’Istituto Piepoli, in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi, ha scoperto che il 63% degli italiani soffriva di una condizione tra insonnia, mal di testa, mal di stomaco, ansia, panico e depressione, mentre il 43% aveva consapevolizzato di vivere “un livello massimo di stress” legato appunto alla situazione del Covid.

Percentuali che riguardano anche i bambini, come sottolineato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ha tracciato i sintomi principali insorti tra i più giovani: disturbi del sonno, del linguaggio e dell’alimentazione, deficit di attenzione, atti di autolesionismo e somatizzazione. Si tratta però solo la superficie di una guerra che, con l’aiuto dello psicologo di base, potrebbe essere vinta.

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Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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