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Giulio Deangeli: “Le mie 4 lauree contro le malattie neurodegenerative”

Redazione:

Ormai è noto a tutti come il ragazzo che è riuscito nell’impresa di conquistare quattro lauree in 4 mesi, ma dietro la caparbietà di Giulio Deangeli c’è molto di più. Il 25enne studente padovano, infatti, ha realizzato tutto ciò per impegnarsi in un futuro come ricercatore con lo scopo di sconfiggere le malattie neurodegenerative. Lo abbiamo contattato per saperne di più.

Benvenuto, Giulio Deangeli. Quali sono le lauree che hai ottenuto?

“Nel complesso i percorsi universitari sono 5: quattro lauree dell’Università di Pisa e un diploma d’eccellenza della Scuola Superiore di Sant’Anna. Le lauree sono medicina (ottenuta a fine luglio 2020), biotecnologie (settembre 2020), ingegneria (ottobre 2020) e biotecnologie molecolari (dicembre 2020). Infine, a metà dicembre, ho concluso il percorso alla Scuola Superiore per il diploma di Scienze Mediche.

Tengo comunque a precisare che questo percorso non si fa per collezionare lauree, conquistare record o finire nei guinness, ma per uno scopo molto semplice: sono strumenti fondamentali per poter affrontare efficacemente argomenti di frontiera della ricerca che sono ormai spiccatamente multidisciplinari.”

lo studente giulio deangeli

Di fatto stai ottenendo tutti questi strumenti proprio per lottare contro le malattie neurodegenerative.

“Le malattie neurodegenerative sono una grandissima responsabilità sociale delle neuroscienze attuali, sono fonte di tragedie umane e anche un problema di una vastità enorme. Sono patologie il cui meccanismo è difficile da inquadrare, tant’è vero che il nostro paradigma di come esse funzionano è cambiato ripetutamente nel tempo. Per approcciarle, quindi, è necessario un bagaglio metodologico il più possibile vasto, che spazi dalla medicina alla biologia fino all’ingegneria.”

Giulio Deangeli, punti a diventare un ricercatore?

“Ho sempre desiderato dedicare la mia vita alla ricerca, e a maggior ragione su problematiche che sono di grande impatto nella vita delle persone. Purtroppo le terapie che sono disponibili al momento non riescono ad agire alla base di queste malattie, ma sono volte a limitare l’espressione dei sintomi. Il sogno sarebbe avere degli strumenti che agiscano verso il fattore causativo di queste malattie.”

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ricercatore giulio deangeli

La pandemia ha fatto emergere come la ricerca debba avere maggiori tutele, così come lo studio universitario, nonostante vengano viste come pratiche d’élite. Come si può cambiare la cultura denigratoria nei confronti di chi studia e chi fa ricerca?

Diffondendo consapevolezza di cosa viene fatto e della sua importanza. Come scienziati abbiamo la responsabilità di saper comunicare. Nella ricerca si comunica con i paper, articoli scientifici che sono per gli addetti ai lavori. Lo scienziato non deve essere solo in grado di fare articoli specialistici compresi da pochi nel mondo, ma deve riuscire nel contempo a comunicare in maniera appetibile e gradevole la sua ricerca anche al pubblico vasto e non specialistico. È l’unico modo per dare consapevolezza all’opinione pubblica di cosa fa uno scienziato.

Oggi abbiamo tante tecnologie che ci consentono di comunicare in maniera efficace. Anche solo un video rispetto a un articolo scritto avrebbe un impatto notevolmente maggiore, per non parlare di tecnologie avanzate come le realtà virtuali e miste. È una grossa responsabilità degli scienziati di sapersi comunicare. Io ho cercato sempre nel mio piccolo di esercitare questa abilità e di migliorarmi sotto questo punto di vista.”

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giulio deangeli intervista

Obiettivi per il 2021 da universitario/ricercatore?

“Fin da bambino ho sempre avuto un carattere creativo, una ne faccio e cento ne penso [ride, ndr]. A causa degli esami non avevo il tempo materiale di occuparmi di alcuni progetti. Adesso, però, ho mille idee che vorrei realizzare, ma la più importante sarà programmare il mio dottorato di ricerca, che sarà sulle malattie neurodegenerative, e sfruttare al massimo questo bagaglio di tecniche multidisciplinare.

Sarà veramente importate perché molte di queste tecniche di ricerca moderna sono tipicamente realizzate e applicate da persone diverse tra loro. Il massimo sarebbe riunire nella stessa persona sia la consapevolezza di come una tecnica funzioni dal punto di vista matematico e quantitativo, sia l’esercizio stesso della tecnica, cioè la sua applicazione a un problema biologico. A maggior ragione avendo vissuto in prima persona, purtroppo, il problema delle malattie neurodegenerative con mio nonno che è morto a causa di una di queste patologie.”

Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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