Disabili al concerto, qual è la situazione italiana? Interviste ai protagonisti

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Disabili al concerto, come funziona esattamente nel nostro Paese? In poche parole, un bel grattacapo informativo. Partecipare a una kermesse musicale, oggi, per una persona con disabilità, può essere una sfida. Non solo a livello di barriere architettoniche, ma anche di trafile amministrative. A tutto, però, c’è una ragione, e abbiamo pensato di raccogliere gli ultimi aggiornamenti in materia.

Esiste una legge per i disabili che vanno a un concerto?

Non proprio. In sostanza, l’accesso dei disabili a un concerto non è esclusivamente legiferata, ma esistono delle ‘consuetudini’. Lo scopriamo facendo una comparazione incrociata tra Roma Capitale e Regione Emilia-Romagna.

Entrambe, infatti, riportano una comunicazione abbastanza esaustiva: “L’accesso gratuito agli spettacoli nei cinema, nei teatri, ai concerti ed alle manifestazioni sportive per la persona disabile e per l’eventuale accompagnatore, non è regolato da leggi, ma dipende dalla scelta dell’ente organizzatore”.

Può definirsi un vuoto legislativo? Forse, e dipende dal tipo di tema trattato. Di fatto, non essendoci una regolamentazione univoca, ogni organizzatore sceglie le misure che più ritiene idonee. E cosa succede, dunque, durante l’acquisto di un biglietto?

E i disabili ai concerti possono andare sotto il palco? Per rispondere a queste e altre domande, nei mesi scorsi abbiamo intervistato diversi protagonisti della macchina d’intrattenimento musicale.

Disabili al concerto, Sottoilpalcoancheio: “Voglio cambiare le cose”

Simona Ciappei ha 42 anni e vive a San Giuliano Terme (Pisa). Da sempre amante della musica live, Ciappei non ha mai perso questo grande amore, neanche dopo l’arrivo della Miopatia Metabolica Mitocondriale.

La sua disabilità, però, le ha fatto conoscere un mondo di barriere, tant’è che ha deciso di aprire la pagina Facebook Sottoilpalcoancheio. “L’ho fatto d’istinto – ci spiega su Skype -. Sono una di quelle che, se vede un problema, la mente va alla soluzione”. E così, si è attivata sui social: “Sono sicura che troverò delle persone che fisicamente mi potranno dare una mano a cambiare le cose”.

Simona Ciappei con Vasco Rossi intervista ability channel disabili al concerto

L’acquisto dei biglietti per i disabili al concerto

Già, ma qual è la situazione? Iniziamo, partiamo dai biglietti. Sembrerebbe, infatti, che da poco più di un anno, le persone con disabilità non possano più recarsi in una biglietteria per l’acquisto, ma devono contattare l’organizzatore dell’evento e dar loro un documento che attesti l’esistenza della disabilità.

“È una tragedia, un’odissea – commenta Ciappei -. Una persona disabile, da sola, deve cercare ci capire chi è l’organizzatore, che non è chi vende il biglietto. A volte ho impiegato più di 2 settimane a capire chi fosse”.

Dopo di che, “ognuno ha una sua modalità. Generalmente, dopo la documentazione di invalidità, devi fare il bonifico, dimostrare che hai pagato e attendere la risposta affermativa. Alcuni ti rispondono, altri neanche quello”. Una catena organizzativa che, per chi vuole andare a godersi un concerto fuori porta, si complica, in quanto deve anche trovare per tempo un alloggio accessibile.

Online, poi, la situazione non migliora. Abbiamo fatto una prova d’acquisto su TicketOne, riscontrando una carenza d’informazioni per i disabili nelle pagine principali dei live scelti. Persino al momento dell’acquisto, infatti, non è indicato di contattare l’organizzatore dell’evento. Esiste solo una pagina informativa dedicata.

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La moria dei posti e andare sotto il palco

“Inoltre – continua Ciappei – i posti per disabili sono pochissimi”. Un altro tasto dolente. Di fatto, come sappiamo, a ogni evento sono previste delle pedane.

“Ma se questa è piena, e non possono far salire altre persone, ti possono anche dire ‘arrivederci e grazie’, e non guardi il concerto. Poi, se arrivi un po’ tardi, vedi la testa dei disabili di fronte a te. Pensa, a San Siro, che avrà 50/60 mila posti adatti per un concerto: ai disabili ne sono riservati una ventina. Io mi sento discriminata”.

Infine, la battaglia per andare sotto il palco: “Vorrei essere anche io lì sotto. A volte sei portato a pensare che il normodotato sia doppiamente fortunato: è in salute ed è lì sotto”.

Disabili al concerto, il giornalista: “Meglio il vecchio metodo”

Ovviamente, non abbiamo ascoltato una sola campana. Ci siamo rivolti anche ad Andrea Desideri, giornalista romano di 28 anni con tetraparesi spastica, abituale frequentatore di concerti. Grazie alla sua testimonianza, veniamo a conoscenza del fatto che “c’è un limite di tempo per fare la richiesta del biglietto, mi sembra un mese prima del live”.

Il giornalista ci racconta di aver vissuto la nuova modalità di acquisto per i concerti di Coez e Calcutta, “il primo gestito da Vivo Concerti, il secondo da DNA Concerti. Invece al Rock in Roma mi hanno dato il biglietto alla vecchia maniera”.

andrea desideri al primo maggio roma con coez disabili al concerto ability channel
Foto di Andrea Desideri

In questo marasma dei disabili al concerto, Desideri sottolinea che, “da quello che so, la nuova procedura nasce dal fatto che molti falsi invalidi se ne approfittavano, acquistando biglietti di cui non avevano il diritto”.

Per cui, “a livello burocratico sono contento, perché si tende a evitare le ingiustizie. A livello organizzativo, però, è una rottura di scatole. Ti devi organizzare mesi prima. Però hai dei vantaggi: è un 50 e 50. Io mi trovavo meglio col vecchio metodo, perché sono negato con la tecnologia”.

Sulla questione dei disabili sotto al palco, Desideri esprime un altro punto di vista. “Se mi devi mettere in un cordone a parte, a questo punto me ne sto in tribuna. Uno decide di andare lì sotto perché cerca integrazione. Piuttosto, io guarderei altro. All’Ippodromo Roma Capannelle c’è una forte assenza di bagni accessibili“.

GruVillage Festival: “I disabili al concerto? Sì, sotto al palco”

Comunque, in giro per l’Italia, esistono eventi che permettono ai disabili di godersi il concerto in una posizione antistante il palco. Come il GruVillage Festival, kermesse del centro commerciale GruFestival di Grugliasco (Torino).

“Le persone – ci spiega al telefono il direttore Davide Rossi – devono scrivere una mail a un indirizzo dedicato, dove riceveranno tutte le informazioni del caso. Noi prendiamo il nominativo, attendiamo gli spettatori che acquisteranno il ticket in biglietteria e, poi, entrano nell’area riservata sotto al palco”.

La scelta di posizionare in questo modo gli spettatori è spiegata in due punti: “per godersi il concerto come tutti” e “perché c’è una via di fuga dedicata. In modo tale che abbiano facilità di uscita diretta qualora vi siano delle problematiche”. In sostanza, “la gente deve sentirsi comoda”.

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Foto di Alberto Gandolfo

Disabili al concerto, Vivo Concerti: “Ecco cosa c’è da sapere”

È stata nominata poc’anzi, e dunque è giusto che anche Vivo Concerti possa dire la sua in merito ai disabili al concerto. Riguardo all’acquisto del biglietto, ci scrivono che “la procedura corretta si è sempre sviluppata in questo modo: l’acquirente entra in contatto diretto con l’organizzatore o con l’ufficio del local promoter di competenza per poter acquistare il suo titolo d’ingresso e ricevere il biglietto gratuito per l’accompagnatore”.

Di fatto, secondo Vivo, “non è un nuovo percorso, e non è mai stato modificato perché questa metodologia permette all’organizzatore di tenere sotto controllo costante le prenotazioni e, in caso di disdette, consentire di accedere a coloro che sono in lista d’attesa in ordine d’arrivo delle richieste. Inoltre i disabili non possono acquistare biglietti in aree non dedicate a loro per la loro stessa sicurezza”.

Su piano legislativo, in aggiunta, ci spiegano che ci si avvale della Costituzione e della Convezione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. In particolare, si fa riferimento all’art. 30, il principio di uguaglianza agli eventi di vita culturale.

“Per altro verso – aggiungono -, esiste e si applica la normativa sulla sicurezza, che ha come obiettivo la garanzia della tutela e sicurezza di tutti ed impone il rispetto, da parte del local promoter che si occupa di affittare la relativa venue, di tutte le norme dettate in materia di antincendio, gestione delle emergenze, soccorso, presenza di rampe ed ausili”.

E anche sui posti dei disabili al concerto c’è una spiegazione: “Ogni venue stabilisce la disposizione dei posti destinati ai disabili in base a disposizioni concordate con i vigili del fuoco, all’interno di una specifica commissione di vigilanza, in base a criteri di distanza dalle uscite di sicurezza e dalle vie di fuga”.

Resurrection Fest
Foto di Daniel Cruz
Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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