Cosa sappiamo sull’acufene di Caparezza

Caparezza ha l’acufene. Fu lo stesso artista nel settembre 2017 a dichiararlo, anche attraverso il suo settimo album in studio, “Prisoner 709“, dove troviamo numerose tracce con le quali il rapper Michele Salvemini delinea, indica e racconta una condizione poco conosciuta e caratterizzata da un fischio continuo nelle orecchie.

Caparezza e l’acufene: “Me lo devo tenere”

In un’intervista a Repubblica, l’artista spiega come la sua vita sia nettamente cambiata con l’acufene. Nel giugno 2015 ricevette la diagnosi, anche se, come lui stesso rivelò, da anni soffriva di un fastidioso ronzio nelle orecchie, sebbene fosse “sopportabile”. Poi, però, “è diventato una tortura” e la colpa è data dall’abuso dei volumi.

Sulla questione delle cure dell’acufene, Caparezza spiega che non ce ne sono: “Tanti dicono di poterla battere, ma non ci riesce nessuno. Ho provato di tutto, pillole, iniezioni, psicoterapia, e alla fin fine ho capito che dovrà tenermelo e, semplicemente, pensare ad altro, distrarmi”.

Anche al Corriere della Sera Caparezza ha spiegato di soffrire di un’acufene che non gli permette di ascoltare nemmeno della musica in cuffia: “Sono andato in crisi: il mio corpo era la mia prigione”.

Tra le varie tracce esposte nel disco, Caparezza canta il suo acufene in maniera abbastanza approfondita con “Forever Jung”, “Prisoner 709”, “Prosopagnosia”, “Prosopagno Sia” e “Larsen“. In quest’ultima canzone, il rapper descrive la malattia come un uccello dalle fattezze umane che lo accompagna in ogni situazione, anche se gli altri non possono vederlo.

Abbastanza iconico anche uno dei versi del brano: “Fischia l’orecchio, infuria l’acufene | Nella testa vuvuzela mica l’ukulele | La mia resistenza è quella zulu, cede | Se arriva Larsen te lo devi tenere”.

Che cos’è l’acufene?

L’acufene è una condizione riscontrabile come un ronzio perpetuo nelle orecchie. Tale patologia può minare la qualità della vita di chi ne soffre. Sulla sua definizione, però, aleggia un dibattito ancora aperto: alcuni la definiscono come un disturbo uditivo caratterizzato da rumori; altri, invece, parlano di una vera e propria malattia.

Queste argomentazioni hanno fatto sì che l’acufene non abbiamo ancora una definizione univoca, con tutte le conseguenze del caso. Per esempio, agli individui con acufene è riconosciuta un’invalidità civile al 2%, ma il problema più grave è provare di averla.

La documentazione medica che aiuta ad attestarla, infatti, deve tener conto anche di altre malattie associate, principalmente riguardanti la sfera psichica. Già da qui capiamo come sia difficile diagnosticare con certezza tale condizione.

A oggi, inoltre, sono riconosciute due tipologie di acufene:

  • Soggettiva, il rumore è percepito solamente dalla persona che ha questo disturbo (condizione fantasma);
  • Oggettiva, se percepita anche dalle persone esterne a chi ne soffre grazie al fonendoscopio.
cos'è l'acufene

Quali sono le cause dell’acufene?

A oggi non è stata ancora stabilita con certezza la causa dell’acufene, ma si concorda sul fatto che le più frequenti forme della patologia sono originate da altre malattie, lesioni o cambiamenti anatomici. Possiamo dunque annoverare nella lista le seguenti voci:

  • Rumore alto (discoteca o concerti);
  • malattie autoimmuni;
  • Cerume;
  • Parkinson e Alzheimer;
  • Trattamenti farmacologici;
  • Invecchiamento.
Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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