Alzheimer e demenza, si lavora sul vaccino

Alzheimer e demenza, il vaccino non è più un’utopia. Gli scienziati dell’Institute for Molecular Medicine e dell’Università della California (USA), infatti, stanno lavorando a una cura contro demenza e morbo di Alzheimer. Secondo un articolo pubblicato su “Alzheimer’s Research & Therapy“, i ricercatori in questione hanno debellato la perdita di memoria nei topi. Ora si aspetta il via libera alle sperimentazioni cliniche sull’uomo.

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Alzheimer cura: a che punto siamo

“Siamo stati in grado di prevenire la perdita di memoria nei topi”. È quanto affermato dal creatore del vaccino anti-demenza, Nikolai Petrovsky della Flinders University (Australia). L’obiettivo, ora, è arrivare alla sperimentazione umana, entro magari i prossimi 24 mesi. In particolare, come racconta il Messaggero, lo studio punta a rimuovere le placche della proteina beta-amiloide, il cui accumulo nel cervello è associato al declino cognitivo della demenza e dell’Alzheimer.

Insomma, possiamo parlare di una futura terapia per l’Alzheimer e la demenza? Forse, ma non è tutto oro ciò che luccica. “Nel loro insieme – spiegano gli autori principali Anahit Ghochikyan dell’Institute for Molecular Medicine e Mathew Blurton-Jones dell’Uci – i risultati ottenuti fino ad oggi dal nostro studio giustificano il lavoro per lo sviluppo di questa strategia di immunizzazione basata sulla tecnologia MultiTep e per l’avvio dei test su pazienti colpiti dall’Alzheimer”. Tuttavia, non tutte le molecole hanno avuto successo nel passaggio agli studi clinici. Perciò, Petrovsky resterà tre mesi negli USA, dove ha fondato la società Vaxine Pty che, assieme all’Us National Institutes of Healt, svilupperà tecnologie per arrivare al vaccino.

Malattia Alzheimer, cos’è?

Il morbo di Alzheimer è una malattia che colpisce la memoria e le funzioni cognitive. In particolare, ha effetti devastanti sulla capacità di parlare e di pensare, causando confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. Ad oggi non esiste una vera terapia per debellarla, ma la notizia di un futuro (quanto prossimo) vaccino aumenta le speranze dei pazienti affetti da tale condizione.