Affettività, autonomia e diritti: quando la disabilità riguarda tutta la società

Redazione:

Parlare di disabilità significa parlare di persone.
E parlare di persone significa affrontare anche temi che spesso restano ai margini del dibattito pubblico: affettività, autonomia, relazioni, desiderio di autodeterminazione.

Per troppo tempo questi aspetti sono stati considerati secondari, o addirittura “scomodi”. Eppure riguardano non solo chi vive una condizione di disabilità, ma l’intera società. Perché il modo in cui riconosciamo – o neghiamo – questi diritti dice molto del nostro livello di civiltà.

Affettività: un bisogno umano, non un privilegio

L’affettività non è un extra.
È parte dell’identità di ogni persona: relazioni, intimità, legami, sessualità, desiderio di essere scelti e riconosciuti.

Nel caso della disabilità, questi aspetti vengono spesso infantilizzati o negati. Si parla di assistenza, di cure, di protezione, ma raramente di emozioni, di relazioni sentimentali, di libertà affettiva. Come se il corpo e la mente di una persona con disabilità non avessero diritto alla stessa complessità di tutti gli altri.

Riconoscere l’affettività significa accettare che una persona non è definita dalla sua condizione, ma dalla totalità della sua esperienza di vita.

Autonomia: molto più che “fare da soli”

L’autonomia non coincide con l’assenza di supporti.
Al contrario, è la possibilità di scegliere, di decidere per sé, di costruire il proprio progetto di vita anche grazie agli strumenti adeguati.

Autonomia vuol dire:

  • poter abitare uno spazio accessibile,
  • muoversi liberamente,
  • lavorare,
  • studiare,
  • gestire relazioni e affetti,
  • partecipare alla vita sociale.

Quando l’autonomia viene limitata, non è quasi mai per la disabilità in sé, ma per barriere culturali, organizzative e ambientali. È lì che la società mostra le sue responsabilità.

foto by envato

Diritti: una questione collettiva

I diritti delle persone con disabilità non sono diritti “speciali”.
Sono diritti umani, riconosciuti anche dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che afferma il diritto alla vita indipendente, alla partecipazione sociale, alla libertà di scelta.

Quando questi diritti non vengono garantiti, non è solo una persona a pagarne il prezzo:
è l’intera comunità che si impoverisce, rinunciando alla diversità delle esperienze, delle competenze, delle relazioni.

Perché riguarda tutti noi

Affettività, autonomia e diritti non sono temi “di settore”.
Riguardano famiglie, scuole, luoghi di lavoro, istituzioni, media. Riguardano il linguaggio che utilizziamo, le immagini che scegliamo di raccontare, le politiche che sosteniamo.

Costruire una società più giusta significa ascoltare le persone, riconoscere la loro voce, smettere di parlare “al posto di” e iniziare a parlare “insieme a“.

Perché una società che riconosce pienamente la dignità di ogni persona è una società che funziona meglio per tutti.

Fabiola Spaziano
Autrice di campagne pubblicitarie stampa e web per brand internazionali e nazionali, gestisce l’immagine e il team creativo di Abilitychannel e di Heyoka, coordina ed organizza tutte le attività e i rapporti con sponsor e collaboratori.

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