Nazionale calcio amputati – ecco i nostri ragazzi!

Nazionale calcio amputati – Sul pullman, al ritorno dall’esordio in Francia Riccarda Ambrosi ha raccolto alcune testimonianze dei ragazzi della squadra fortemente voluta da Francesco Messori nata con il contributo indispensabile del CSI, il Centro Sportivo Italiano.

nazionale calcio amputati

Le testimonianze dei ragazzi della nazionale calcio amputati

Stefano Starvaggi

“All’inizio sicuramente non è stato facile perchè comunque hai un modo diverso di giocare a pallone, giocare con due gambe è più semplice… Io ho provato l’uno e l’altro perchè pure se ho avuto l’amputazione da bambino però fino alle giovanili ho sempre giocato a pallone e quindi ho visto la differenza. Non posso dirti la differenza da adulto…”

Mauro Tufano

“A 16 anni ho esordito…le giovanili le ho fatte a Castellamare di Stabia con il Gragnano, poi a 16 anni ho esordito in D con la Turris a Torre del Greco; gli anni precedenti ho giocato a Mestre, Sangiuseppese, sempre serie D. Ho girato parecchie squadre, cinque anni in D e due in C.”

Constantin Bostan

“Ho giocato nel nostro paese, in Moldavia, nel 99 si è creata una squadra ma è durata poco tempo perchè a causa della mancanza di finanze non siamo andati avanti…”

Mauro Tufano

“La differenza è che giocare con le stampelle è più sacrificato, più pesante, ci vuola molta volontà, molta voglia, non è come il calcio di prima”.

Renzo Vergnani (allenatore)

“Dobbiamo cercare di capire come far fare gli allenamenti giusti senza creare dei danni fisici ulteriori, quindi bisogna modulare bene gli allenamenti, studiarli, se abbiamo problemi di schiena…è talmente nuovo che il rischio di fare degli errorini ci sarà di sicuro”.

Ma avete un supporto medico?

“No, ci stiamo attrezzando, io ho richiesto questa cosa, ho cercato di informarmi prima di iniziare il lavoro, studiare bene la cosa con altri preparatori. Purtroppo anche preparatori professionisti non hanno un bagaglio tecnico adatto a questa cosa perchè il movimento è completamente diverso perchè si parla di una gamba ma effettivamente sono tre…”

Daniele Braglia

“Ho conosciuto la nazionale amputati in un torneo a Reggio Emilia il 1 dicembre dove c’era la squadra di Francesco. Appena mi ha visto che avevo un problema a un braccio mi ha chiesto se ero interessato a provare come portiere con loro e ho accettato questa nuova sfida”.

Stefano Starvaggi

“Ho visto un articolo di Francesco sulla Gazzetta, fortunatamente sono riuscito a trovare nome e cognome e quindi tramite Facebook l’ho contattato, gli ho mandato un messaggiio personale dicendo che alla prima partita, alla prima occasione io sarei stato disponibile ad incontrarci”.

Luca Zavatti

“Più si avvicinava l’evento, più l’adrenalina, l’emozione…quando hanno suonato l’inno ho provato una cosa nuova, non mi era mai capitato…sempre da casa…cantarlo, coi tifosi che cantano l’inno insieme a te è stata una cosa bellissima, che non pensavo mai potesse accadere…”

Roberto Sodero

“L’emozione più forte è stata l’inno, quando senti le note dell’inno che iniziano tu canti lì, abbracciato a tutti gli altri, è stato sicuramente il momento più bello ed emozionante. Poi c’è stata la partita, con tutti i contrasti che erano duri; io li ho vissuti dalla panchina e comunque mi arrabbiavo e quasi entravo in campo…si perchè erano fallosi…poi però ci lamentiamo sempre e ci dicono che siamo italiani e quindi evitiamo questi discorsi”.

Lorenzo “Lollo” Marcantonini

“Taglio di capelli spettacolare…chi l’ha scelto? L’ho scelto io perchè l’ho visto nel mio giocatore preferito, Vidal!”

Davide Obino

“Mi è sempre piaciuto lo sport di squadra, creare nella squadra una sintonia e un’armonia che porta poi la squadra a un risultato migliore. Sono stato un calciatore, poi ho giocato a pallacanestro, in tutti gli sport che ho fatto sono sempre stato un mezzo trascinatore, quindi non è impossibile che divento anche il trascinatore di questo sport!”

Arturo Mariani

“Come prima trasferta penso che è stato il massimo che avrei potuto fare…è stata un’emozione, da prima di partire ad adesso, un’emozione continua, dall’allenamento dove abbiamo indossato le maglie della Roma…è stata un’emozione unica, essendo tifoso della Roma sin da piccolo è stato proprio emozionante, speriamo che nasca anche un futuro, che nasca un’unione con la Roma”.

Riccardo Tondi

“Abbiam preso una piccola lezioncina dai francesi, però abbiamo imparato tantissimo, credo tutti, su come si gioca…noi abbiam sempre giocato con ragazzini normodotati e questa è la prima volta che giochiamo con disabili come noi e abbiamo visto la differenza, che sul campo è un pò più dura però abbiamo imparato che come loro bisogna prenderle e darle!”

Gianni Sasso

“Potevamo sicuramente limitare ancora di più i danni nonostante fosse stata la prima uscita internazionale per noi. Io non sapevo esattamente cosa aspettarmi, di peggio o meglio, devo dire che tutta la squadra, i compagni, hanno dato davvero tutto e si sono comportati in maniera egregia. Sono arrabbiato con me stesso perchè pensavo che un pò di peso in più ce l’avessi io e che potessi fare qualcosa di più e quindi in qualche occasione fare di più e meglio…”

Salvatore Iudica

“La prossima volta intanto avrò delle protesi migliori…e poi mi allenerò parecchio per non far segnare gli avversari. Devo essere sincero, è stata una bella partita perchè è stata la nostra prima esperienza internazionale, la nostra prima partita contro atleti disabili, perchè abbiamo sempre giocato contro squadre di normodotati e non è la stessa cosa. Abbiamo capito cosa è una partita di calcio contro una squadra di pari livello e siamo riusciti a capire anche cosa significa lo scontro fisico con atleti disabili”.

Emanuele Leone

“I francesi mi hanno dtao una mano a farmi arrabbiare, qualche spallata di troppo…forse siamo stati un pò femminucce noi… Però va bene, come prima esperienza poteva andare peggio, non abbiamo raccolto il massimo, però usciremo sicuramente arricchiti da questa esperienza…al ritorno li aspetto al Traforo del Monte Bianco…a spallate…perchè siamo incazzati! Loro vanno dritti sull’uomo, quindi dobbiamo imparare anche noi!”

Francesco Messori

“Io avevo pronosticato un 5-1, e ci avevo quasi preso perchè alla fine è finita 5-2! E’ andata meglio del previsto perchè noi prevedevamo di prendere tanti gol…io no perchè avevo pronosticato quel punteggio, ma molti altri invece prevedevano molti gol. Però, tutto sommato, essendo stata la prima volta in cui abbiamo giocato contro un’altra nazionale di amputati, per noi è una grande soddisfazione!”

Renzo Vergnani

“Voglio far capire alle persone che possono vedere un calcio come questo, di seconda categoria, che non è così! Mi piacerebbe che riuscissero a capire che guardando una partita di queste è super divertente!”

Da Ability Channel un grandissimo in bocca al lupo a tutti i ragazzi della nazionale calcio amputati