Quali test per diagnosticare la schizofrenia

Gli esami e i test per schizofrenia ci aiutano a diagnosticare la malattia, sebbene ci sono alcune informazioni da sottolineare. Ad esempio, la diagnosi di schizofrenia deve prima escludere qualsiasi altra condizioni, in quanto i sintomi possono essere sovrapponibili con altre patologie come la depressione e il disturbo bipolare.

Test per schizofrenia

I sintomi iniziali della schizofrenia ci aiutano ad avvalorare la presenza della patologia, sebbene rischiano di essere presenti anche in altre patologie. Per descrivere il comportamento di uno schizofrenico, dunque, bisogna riconoscere la perdita d’iniziativa, l’apatia e un comportamento o un linguaggio disorganizzato. Trattandosi di sintomi variabili, si guarda spesso anche alla possibile nascita di certi segni data magari da un abuso di farmaci o, appunto, presenza di altre malattie.

Per arrivare a una diagnosi certa, i test per schizofrenia da portare avanti sono:

  • colloquio o visita psichiatrica con il presunto paziente con schizofrenia: viene ricostruire la storia clinica della persona, si osservano i sintomi durante la visita e si analizza il comportamento;
  • colloquio con i familiari: nella ricostruzione clinica si cercano se eventi legati alla schizofrenia siano già emersi nel passato ed eventuale anamnesi familiare;
  • Esami: possono essere eseguiti esami del sangue, esami delle urine, TAC o risonanza magnetica per escludere la presenza di altre condizioni;
  • Valutazione psicosociale dell’individuo.

Se si guarda puramente ai sintomi, comunque, il Manuale diagnostico statistico delle malattie mentali – DSM V stabilisce che una diagnosi di schizofrenia è supportata dalla presenza di delirio, allucinazione e linguaggio disorganizzato per circa 1 mese.

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test per schizofrenia

Quali sono i sintomi della schizofrenia?

Oggi vengono riconosciute 3 tipologie di sintomi:

  • Sintomi positivi (comportamenti psicotici, caratterizzati da una perdita di contatto con la realtà): allucinazioni, deliri e comportamento ed eloquio disorganizzati;
  • Sintomi negativi (la conseguenza della perdita di alcune capacità presenti prima dell’esordio della malattia): apatia, appiattimento affettivo, perdita d’iniziativa, perdita ideativa, compromissione dei rapporti interpersonali, del funzionamento e lavorativo;
  • Sintomi cognitivi (difficili da riconoscere): scarsa funzionalità esecutiva nell’apprendere, comprendere e prendere decisioni, problemi di concentrazione e problemi con la “memoria di lavoro”.
Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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