Roberto Bruzzone, Il Camminatore Con La Gamba In Spalla

Roberto Bruzzone: “Andare oltre” questo è il  motto del camminatore con la gamba in spalla che incontriamo ad Happy Hand.

Roberto Bruzzone, la scelta contro tutto e tutti

Roberto Bruzzone, davanti ad una situazione clinicamente difficile, causata da un incidente in moto, dopo quattro anni di riabilitazione e tentativi vani di avere una andatura il più possibile normale, contro tutti e tutto decide  i porre fine a quella sua sofferenza che lo perseguitava con dolori lancinanti e difficoltà di mobilità.

Roberto Bruzzone, si fa amputare la gamba destra sotto il ginocchio, in un punto sano, dove i dolori sarebbero stati meno forti e fastidiosi. Sicuro che quella scelta lo avrebbe portato ad una deambulazione più corretta e ad una vita più normale possibile.

Roberto Bruzzone, appello alla tecnologia

La scelta è ardua, decidere il punto dove amputare è fondamentale, in quanto le protesi di piede ancora non riescono a garantire una corretta deambulazione; ben diverso è il discorso per le protesi sotto il ginocchio dove la tecnologia è ad ottimi livelli: questo consentirebbe un recupero migliore e più rapido a Roberto Bruzzone.

Roberto Bruzzone non si arrende e affronta l’amputazione della gamba come un momento di rinnovo, di rinascita, di liberazione… liberazione da quell’arto che per così tanto tempo lo aveva obbligato a sopportare dolori incredibili.

Roberto Bruzzone

Roberto Bruzzone, lo sport è vita

Ma da dove arriva tutta questa forza di volontà, tutto questo coraggio? Roberto Bruzzone dall’età di undici anni e per dodici anni ha particato la boxe, uno sport offensivo, uno di quei sport che ti forgiano nel carattere e nel fisico, uno sport che ti insegna a rialzarti nei momenti di difficolta e nei momenti in cui la vita ti butta a terra.

“Lo sport è vita” questo è il motto di Roberto Bruzzone, parla per la categoria degli amputati, già, perchè per Roberto lo sport è diventato fonte di vita e di sfida con se stesso, un modo per mettersi continuamente alla prova.

Roberto Bruzzone sottolinea come proprio tramite lo sport, le persone con amputazione possono migliorare la propria andatura, il proprio stato mentale e come si riesca ad affrettare anche i tempi di guarigione.

Roberto Bruzzone, Roby da Matti

“Roby da Matti”, tutto ha inizio dopo le sue prime avventure, avventure che comunemente non sono alla portata di tutti, e per gioco i suoi amici affibbiano alle sue imprese proprio questo nomignolo con sottotitolo, “Roby da matti, il camminatore con la gamba in spalla”.

Trekking estremo e traversate, questi sono gli sport che tanto appassionano Roberto che nel suo zaino, oltre alla normale attrezzature tecnica, porta sempre con se anche una protesi di scorta della gamba, come se fosse una ruota di scorta per un automobile.

Roberto Bruzzone sottopone la sua protesi ad uno sforzo estremo, in un mese di utilizzo la sua  invecchia di 5 anni, essendo sottoposta a camminate di 1.000 km e ad altitudini che sfiorano i 6.ooo metri, affrontando tutte le escursioni in completa autonomia; Roberto Bruzzone porta con se anche un ulteriore peso di 20 o 30 kg di zaino.

Sempre all’avanguardia, questa è una caratteristica di Roberto Bruzzone, essendo stato scelto come uomo tester, prova e colloauda per primo le protesi di una importante azienda, e ciò gli consente anche di mantenersi sempre allenato e in attività.

Roberto Bruzzone, da Santiago de Compostela al Kilimangiaro

Il cammino di Santiago de Compostela e il Kilimangiaro, queste sono solo due delle tante avventure che Roberto Bruzzone in questo periodo ha affrontato, ma nel cuore del camminatore con la gamba in spalla è rimasta l’avventura del Kilimangiaro, un escursione che lo ha portato a quota 5.895 metri sul livello del mare, affrontando quattro micro climi diversi, foresta, brughiera, deserto d’alta quota e ghiacciao, senza portatori, con 24 kg di zaino sulle spalle, stabilendo il record mondiale come primo disabile ad affrontare in completa autosufficienza la Umbwe route in soli tre giorni.

Roberto Bruzzone

Roberto Bruzzone

Roberto Bruzzone, cammino da quando ho perso la gamba

Se non avessi avuto quell’incidente cosa avresti fatto? Roberto Bruzzone sorridendo risponde, “qualcosa avrei fatto ma di sicuro non avevo mai pensato di camminare prima di perdere la gamba”.

La prossima avventura sarà quella di affrontare il deserto della Namibia in solo 8 giorni, una camminata di 230 km nel deserto africano, una media di 30 km al giorno. Roberto Bruzzone si definisce uno spirito libero e solitario,  ma ad attenderlo c’è una fidanzata a cui lui e molto legato che lo aspetta al ritorno dalle sue imprese.

Tenere duro, questo è il consiglio che Roberto Bruzzone ivolge a tutti coloro che si trovano nella sua condizione o che stanno per affrontare una situazione simile a quella in cui si è trovato lui. Il tempo aggiusta tutto, bisogna prendere il buono dalla situazione e viverla nel miglior modo possibile, reaggire con tanta forza e tanta pazienza.

La sua impresa di attraversare il deserto del Namibia in solo 8 giorni si è conclusa positivamente. L’intervista che state leggendo ed ascoltando è stata effettuata qualche settimana prima della sua partenza.

Potete trovare tutti i dettagli e foto di Roberto Bruzzone sul suo sito.

 

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