Rafael Nadal e la malattia rara: cos’è la Sindrome di Müller-Weiss

Redazione:

Rafael ‘Rafa’ Nadal potrebbe aver giocato il suo ultimo Roland Garros a causa di una malattia rara con cui convive ormai dal 2005. Di fatto, dopo aver conquistato il suo quattordicesimo Roland Garros, si fanno sempre più insistenti le voci del ritiro del 36enne campione spagnolo, visto anche che la Sindrome di Müller-Weiss non gli lascia un minuto di respiro.

Stiamo parlando di una patologia degenerativa non così diffusa, che ha colpito lo scafoide del suo piede sinistro, e particolarmente subdola, in quanto non dà sintomi fino a quando ormai non si può contrastare facilmente. Oltretutto le cause non sono note, e dunque risulta molto difficile da combattere attraverso terapie risolutive. Oltretutto, si tratta di una malattia rara che colpisce prevalentemente le donne over 40, dunque il caso di Nadal è ancora più specifico.

“Non si può vivere con tanto dolore giornaliero – ha raccontato Nadal dopo l’eliminazione agli Internazionali di Tennis, come riporta Repubblica -. Vivere è più importante del tennis. Ho iniziato la stagione bene, ma col problema al piede non è stato facile allenarsi più giorni di fila. Devi essere in buone condizioni per gareggiare al massimo livello”, ha detto Nadal, ieri dopo la sconfitta contro il canadese Shapovalov negli ottavi di finale degli Internazionali di tennis”.

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Malattia di Nadal: che cos’è la Sindrome di Müller-Weiss?

Essendo rara, anche la malattia con cui Nadal convive presenta poche informazioni mediche. Al momento, non sono note le cause che la scaturiscono e non esistono terapie risolutive che possono arrestarla. Visto che è diffusa maggiormente in Europa, si ipotizza che l’insorgenza della patologia sia da ricercare in fattori ambientali o nutrizionali. Tra le altre cause immaginate troviamo altre teorie come lo stress traumatico, l’artrosi dell’osso navicolare oppure l’evoluzione anomala della malattia di Köhler.

In merito alla conoscenza della sindrome, invece, sappiamo che è stata scoperta tra il 1927 e il 1929 dal chirurgo Walther Müller e dal radiologo Konrad Weiss. Inoltre, possiamo affermare che è caratterizzata da deformità, frammentazione dell’osso e dislocazione dello scafoide. Talvolta, può portare anche alla distruzione dell’articolazione talonavicolare. In parole povere, è riscontrabile con una deformità di una delle ossa situate nella parte centrale del piede (mesopiede), fondamentale per la mobilità di una persona.

Per quanto riguarda i sintomi, invece, dobbiamo considerare che il primo elemento distintivo è il doloro cronico nella parte centrale del piede e, in alcuni casi, anche nel retropiede. Altri segni che possiamo trovare in casi simili alla malattia rara che ha Nadal sono varismo del retropiede, piede piatto, rotazione esterne della tibia e gonfiore. Purtroppo però, nonostante questa lista, la diagnosi è problematica, visto che è possibile solo quando la patologia si trova già in stato avanzato.

Dunque i trattamenti previsti contro la Sindrome di Müller-Weiss sono prettamente conservativi, cioè volti a lenire i sintomi della malattia. Come nel caso del tennista ad esempio, vengono consigliati plantari speciali. Ma è possibile anche ricorrere a scarpe adattate e alla fisioterapia. In linea generale, è consigliato il riposo al fine di evitare il dolore. Il medico potrebbe anche arrivare a prescrivere degli antinfiammatori. Un’operazione chirurgica invece è sconsigliata, poiché potrebbe compromettere la funzionalità del piede.

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Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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