Jonas Salk e la storia della poliomielite

Negli anni 50 la poliomielite, malattia virale, contagiosa ed invalidante, raggiunse il suo picco quando solo negli Stati Uniti i casi accertati furono 50.000. Nel 1954 un medico newyorkese figlio di immigrati russi lanciò il vaccino che praticamente debellò questa malattia: Jonas Salk. Prima di raccontare la vita di questo personaggio vediamo un pò di numeri per spiegare e riassumere meglio la pericolosità della poliomielite, considerata fino a quel momento un vero flagello.

Jonas Salk giornali

La storia della poliomielite

  • 1789 Il medico inglese Michael Underwood per la prima volta descrive la poliomielite
  • 1834 La prima epidemia di poliomielite, 4 casi vicino a Sheffield, in Inghilterra
  • 1939 Il Re Gustavo V di Svezia, raccolse fondi per la ricerca e la cura di malattie disabilitanti come la poliomielite
  • 58 il numero massimo di casi per anno per ogni 100.000 abitanti nel periodo compreso tra il 1920 e il 1953
  • 39 anni l’età in cui si ammala il futuro presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt
  • 2.000.000 i bambini vaccinati negli Stati Uniti come test nel 1954
  • 1955 il vaccino di Jonas Salk sconfigge la poliomielite
  • 1958 l’ultima grande epidemia di poliomielite provoca 8277 paralizzati in Italia
  • 1966 anno in cui diventa obbligatorio il vaccino in Italia
  • 1994 l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha dichiarato scomparso in natura il virus della poliomielite – perlomeno in Occidente

Jonas Salk

Jonas Salk vaccino poliomieliteJonas Salk si laurea all’età di 25 anni alla Scuola di medicina dell’Università di New York, è il 1939. E’ appassionato di batteriologia e ha l’ambizione di aiutare l’umanità. Comincia un tirocinio al Mount Sinai Hospital di New York lavorando al fianco di uno dei pionieri dei vaccini: il medico Thomas Francis Jr., impegnato da tempo a isolare il virus dell’influenza. Una collaborazione intensa e proficua che prosegue anche all’Università del Michigan dove Francis si trasferisce. Grazie all’aiuto economico dell’esercito nel 1943 Francis e Salk mettono a punto, utilizzando un virus inattivato anzichè uno attenuato, un nuovo vaccino anti influenzale. Con questo sistema si cercava di stimolare gli anticorpi per difendere l’organismo in caso di futuri attacchi.

Il vaccino antipolio

1947: Jonas Salk  è chiamato all’Università di Pittsburgh per organizzare un moderno laboratorio dedicato ai virus. La prima pietra per la realizzazione del vaccino antipolio è stata posata. Le sue ricerche vengono sostenute da cospicui finanziamenti da parte della National Foundation for Infantile Paralysis, che era stata voluta da una delle vittime più illustri della poliomielite, il presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt. Salk inoltre può disporre di un importante quantitativo di virus grazie ai successi ottenuti dai tre medici che per primi, nel 1949, erano riusciti a riprodurre la polio in laboratorio: John Enders, Thomas Weller e Frederick Robbins.

Jonas Salk poliomieliteSi trattava di un passo decisivo, che avrebbe portato in seguito i tre a vincere il Premio Nobel per la medicina. Nel 1952, dopo incoraggianti sperimentazioni sulle scimmie, Jonas Salk inizia i primi test su gruppi di volontari tra cui i suoi figli. Due anni più tardi si da il via alla sperimentazione su larga scala con l’aiuto di 20.000 operatori sanitari e 200.000 volontari: a due milioni di bambini di età compresa tra i sei e nove anni sarà somministrato il vaccino.

Il 12 aprile 1955 nel corso di una conferenza stampa viene reso pubblico il risultato del vaccino: l’esito è positivo nel 90% dei casi. Salk diventa il personaggio più popolare del momento, giornali, radio e televisioni parlano del suo spirito umanitario e del suo vaccino. E della sua scelta di non brevettarlo. Cosa che, secondo alcune stime, gli costò circa sette miliardi di dollari in mancati guadagni. In un’intervista in cui affermò che “il sole non si può brevettare” spiegò così la sua scelta:

Il vaccino di Sabin

Jonas SalkMa un altro medico di origini russe aveva studiato a New York. Il polacco Albert Bruce Sabin quasi contemporaneamente a Salk introdusse un altro tipo di vaccino antipolio, che invece di essere iniettato si poteva assumere per via orale. Ma la popolarità di Salk era così forte che Sabin, per la diffusione del suo vaccino, decise di rivolgersi al grande nemico degli Stati Uniti, l’Unione Sovietica. I risultati furono positivi e il vaccino orale entrò in produzione nel 1961, prendendo anche negli Stati Uniti il posto del vaccino di Salk, che non garantiva un’immunità duratura, necessitava di richiami e poteva trasformare i vaccinati in portatori sani del virus.

Ma dopo la sua morte a causa di un infarto, avvenuta il 23 giugno 1995, il vaccino di Salk fu nuovamente preferito da Europa e Stati Uniti che lo ritennero più sicuro. Al Salk Institute for Biological Studies, l’istituto che Jonas Salk fondò per le ricerche biologiche nel 1963 e dove sono passati tutti i più famosi scienziati fino ai giorni nostri, scolpita su una pietra una sua citazione recita:

“La speranza sta nei sogni, nell’immaginazione e nel coraggio di coloro che osano trasformare i sogni in realtà”.