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Disability Pride: che cos’è, storia e quando nasce in Italia

Redazione:

Rispetto al Pride, il concetto di Disability Pride (originariamente noto come Handy Pride) è emerso recentemente, ma le radici sociali e culturali affondano negli stessi principi. In questo caso abbiamo l’orgoglio delle persone con disabilità, la cui parata ha l’obiettivo di sensibilizzare la società su temi quali l’inclusione sociale e i diritti delle persone disabili.

Si tratta di un espressione di orgoglio che punta alla celebrazione dell’identità individuale delle persone con disabilità, ma anche una potente dichiarazione politica, sociale e culturale contro la discriminazione, lo stigma e l’esclusione sociale.

Quando nasce il Disability Pride nel mondo e in Italia?

Il primo storico Disabilty Pride al mondo si tenne nel 1990 a Boston (MA, Stati Uniti d’America), mentre la prima parata a New York fu il 1995. Il movimento nacque in maniera particolarmente silenziosa, ma nel corso del tempo si è affermato all’interno della società, tanto che ad esempio nacque il Disability Pride Parade Planning (DP3), un comitato nato da un gruppo di volontari provenienti da varie organizzazioni che ogni anno pianificano la celebrazione.

Il 1990 fu un anno molto importante per le persone con disabilità degli Stati Uniti d’America, in quanto l’allora Presidente George Bush firmò l’Americans with Disabilities Act (ADA), il principale testo normativo statunitense in materia di disabilità, con la finalità di contrastare le discriminazioni sulle persone disabili. Inoltre, introdusse l’obbligo per i datori di lavoro di adottare specifiche misure per i dipendenti con disabilità ed emanò specifici requisiti per il rispetto di accessibilità nei luoghi pubblici.

Da questi movimenti nacquero anche altre iniziative parallele. Ad esempio il Disability Pride Month, che nel 2015 il sindaco di New York Bill De Blasio fissò a Luglio. Poi nacque anche la settimana dell’orgoglio delle persone con disabilità, che ad esempio nel 2018 in Nuova Zelanda venne organizzata dal 26 novembre al 3 dicembre, in concomitanza con la Giornata internazionale delle persone con disabilità.

In Italia invece il primo Disability Pride venne organizzato tra luglio e agosto 2015 da Carmelo Comisi, in diversi Comuni di Ragusa. Inizialmente la manifestazione venne chiamata Handy Pride, la cui denominazione cambierà in quella attuale un anno dopo in occasione dell’organizzazione della manifestazione a Palermo – data significativa in quanto ci fu anche il gemellaggio con New York.

Negli anni successivi l’iniziativa sociale si sposterà anche nelle grandi città, arrivando a Roma e Napoli. Durante la pandemia, precisamente nel 2020, il Pride divenne anche una trasmissione televisiva andata in onda su RaiPlay. Attorno alle azioni di Comisi si è poi costituito il Disability Pride Network (DPN), una rete informale costituita da realtà diverse con l’obiettivo di sensibilizzare il prossimo sulla necessità di un mondo più inclusivo.

Quali sono i principi del Disability Pride in Italia?

Il Disability Pride Network punta a diffondere 10 punti fondamentali attraverso le proprie iniziative:

  • 1 – Sostenere e promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità
  • 2 – Rispettare e promuovere il valore delle differenze tra gli individui
  • 3 – Sostenere e incentivare ricerca scientifica e innovazione tecnologica
  • 4 – Educare a una cultura che non contempli la discriminazione
  • 5 – Sostenere e promuovere le pari opportunità
  • 6 – Affermare il valore del contributo attivo delle persone con disabilità
  • 7 – Incoraggiare il percorso evolutivo e le capacità dei bambini con disabilità
  • 8 – Promuovere linguaggi e comportamenti in grado di superare stereotipi e pregiudizi riferiti alle persone con disabilità
  • 9 – Rivendicare, sostenere e promuovere l’accessibilità universale
  • 10 – Rendere realmente fruibile il patrimonio materiale e immateriale dell’umanità

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Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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