BENEFICI INVALIDITA’ PER DISABILI

Sempre in tema di manovra economica, approfondiamo il discorso su uno dei principali benefici invalidità erogati dallo Stato: l´assegno di accompagnamento. Qual è la situazione attuale? E soprattutto: come potrebbe evolvere alla luce della crisi economica che stiamo vivendo?

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Benefici Invalidità: La Situazione Attuale Dell´assegno Di Accompagnamento

Tra i benefici invalidità uno dei più utili è senza dubbio l´assegno di accompagnamento disabili. Qual è la situazione attuale? Il documento della Ragioneria Generale dello Stato su “Le tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario – aggiornamento 2011 ” chiarisce, tra l´altro, qual´è la dimensione della spesa sostenuta dallo Stato per l´assegno di accompagnamento disabili: nel 2010 sono state pagate un milione e ottocentomila indennità di accompagnamento, per un totale di EUR 864.846.000, spesa che ammonta a circa lo 0,8% del Prodotto interno lordo. Ed il 91% dei benefici invalidità di cui trattiamo è stato erogato ad invalidi civili totali o parziali. La previsione di spesa per gli anni prossimi è in netto aumento, legato sia al metodo di indicizzazione dell´indennità di accompagnamento dei disabili, sia all´aumento dell´età media della popolazione residente.

Il fatto è che il riconoscimento dei benefici di invalidità, quali la indennità di accompagnamento disabili, comporta una serie di conseguenze, oltre alla semplice prestazione di denaro, che sono ritenute essenziali per il disabile, mentre sono ritenute privilegi per chi disabile non è ma in qualche modo riesce ad ottenere ugualmente tali benefici per l´invalidità. In primo luogo si tratta di vantaggi fiscali, un regime di favore nella gestione del rapporto di lavoro dipendente, una mobilità più conveniente, ecc.. Avremo modo di approfondire questo aspetto.

Ogni tanto leggiamo sul giornale, ed è sempre fonte di scandalo presso l´opinione pubblica, di una indagine della Guardia di finanza, o qualche altro corpo di polizia, che ha scoperto il falso cieco che guida la macchina, il falso sordo che ascolta la musica in cuffietta e va al concerto del suo beniamino pop, o del paraplegico mentre è intento a fare jogging nel parco della sua città.

Quanti se ne scoprono? Mille, diecimila? Per quanto il meritorio lavoro delle forze dell’ordine sia efficace, resta sempre una goccia di fronte alla cifra assoluta: un milione e ottocentomila assegni di accompagnamento disabili pagati solo nello scorso anno.

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Benefici Invalidità – Assegno Di Accompagnamento Disabili E Crisi Economica

Dunque, facciamo due rapidi conti.

Il deficit dello Stato (il deficit o disavanzo pubblico è l’ammontare della spesa non coperta dalle entrate) è pari al 113% del suo Prodotto interno lordo. Evidentemente, una situazione che non può continuare a lungo. L’attuale crisi economica ha imposto al governo (che lo vuole anche scrivere in Costituzione) il pareggio di bilancio entro il 2013, vale a dire: al massimo spendo per quanto me lo consentono i miei guadagni. Per fare ciò ha due strade: guadagnare di più e spendere meno. In un contesto di crisi economica mondiale la prima strada appare difficilissima da praticare, tanto che le previsioni di crescita per l’Italia più ottimistiche, nel 2012, si fermano allo 0,75%. In questo contesto, tagliare la spesa è pressoché l’unico modo per raggiungere l’obbiettivo del pareggio di bilancio.

Il timore che, tra le altre, verranno tagliate le spese per i benefici invalidità e, tra questi, per l’assegno di accompagnamento dei disabili, in particolare, ha purtroppo basi molto solide, se non altro perché un paio di tentativi, in questo senso, sono già stati fatti nel corso dei lavori preparatori della manovra dello scorso anno. Non sono andati a buon fine solo perché le risorse finanziarie necessarie a coprire il deficit di spesa sono state reperite altrove e si è voluto evitare di togliere soldi ad una categoria sociale svantaggiata sottraendo ad essa alcuni benefici per l´invalidità. Ho timore che quest’anno il clima sia cambiato.

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Benefici invalidità – Assegno Di Accompagnamento Disabili E Prospettive Di Riforma

Una delle proposte, avanzata dal Ministro per la semplificazione, per far fronte a riduzioni di spesa pubblica nel corso della predisposizione della manovra finanziaria approvata da ultimo alla Camera dei deputati, oltre ad un intervento sulle pensioni di reversibilità, prevedeva di colpire alcuni benefici per la invalidità; più in particolare, si prospettava la necessità di commisurare la indennità di accompagnamento al reddito della persona invalida. La proposta non ha avuto, per il momento, alcun seguito, ma ha sollevato notevoli discussioni.

In verità, già nel corso della manovra del giugno del 2010, al fine di ottenere il contenimento della spesa, era stata proposta una profonda revisione dei benefici invalidità, volendo che si prevedesse un tetto massimo di reddito (EUR 25.000) al di sopra del quale non sarebbe stato concesso il beneficio dell´assegno di accompagnamento disabili; inoltre, questo perdeva la sua natura di indennità e diveniva a tutti gli effetti reddito, come tale aggredibile dal fisco secondo le consuete aliquote IRPEF e, dulcis in fundo, l´assegno di accompagnamento disabili sarebbe stato vincolato al medesimo livello di reddito, per cui, poniamo, se un disabile avesse guadagnato in un anno EUR 24.000, avrebbe avuto diritto ad un beneficio invalidità per soli EUR 83,3 al mese (1.000/12).

Un altro emendamento proposto dalla maggioranza aveva tentato di limitare sensibilmente la platea dei possibili beneficiari dell´indennità di accompagnamento, tramite una diversa formulazione dei requisiti minimi di accessibilità al beneficio invalidità. A seguito di approfondimenti in Commissione Bilancio, l´emendamento fu ritirato, ma vale la pena descriverne il contenuto.

 “Oggi, l´indennità di accompagnamento dei disabili, quale beneficio invalidità, viene riconosciuta, per il solo fatto della minorazione, sussistendo i requisiti previsti dall´articolo 1, comma 2, della Legge 21 novembre 1988, n. 508; pertanto il disabile fisico o psichico deve essere trovarsi nella impossibilità di deambulare senza l´aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisogni di una assistenza continua. L´emendamento proposto avrebbe riscritto la norma in questi termini: il presupposto per la concessione dell´assegno di accompagnamento disabili è che la impossibilità di deambulare sia permanente, restando esclusi dal beneficio dell´indennità quanti deambulassero con ausilii, protesi od ortesi. Con ciò, non riconoscendo più il diritto ad ottenere l´assegno di accompagnamento disabili ad una gran parte di invalidi che oggi ne beneficiano.”

Ma non sarebbe finita qui.

“Al fine di delimitare ulteriormente la platea degli aventi diritto, l´emendamento prevedeva, quanto al requisito concernente la impossibilità, da parte dell´invalido, di compiere gli atti quotidiani della vita, che non si avesse riguardo agli atti cosiddetti strumentali, ma solo al complesso di quelli elementari, ossia : fare il bagno, vestirsi, usare il gabinetto, avere mobilità, continenza e, infine, alimentazione. Avrebbe avuto diritto al beneficio invalidità chiunque non  avesse potuto fare, senza assistenza continua, non una o l´altra delle citate azioni, ma ognuna di queste. Escludendosi gli atti strumentali, di fatto si sarebbero esclusi dal beneficio dell´assegno di accompagnamento disabili tutte le persone con disabilità intellettiva o di relazione.”

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Benefici invalidità – Assegno Di Accompagnamento Disabili E Proposta Di Riforma

Personalmente, ritengo che uno Stato sociale debba farsi carico delle difficoltà che impediscono l’attuazione dei diritti costituzionali così chiaramente espressi dagli articoli 3 e 38 della nostra Carta Fondamentale, aiutando con benefici economici per l’invalidità quelle persone e quelle famiglie che non riescono, da sole, a godere pienamente di quei diritti, mentre possa e debba astenersi da qualsiasi intervento assistenziale quando il cittadino, per il livelli di reddito che percepisce, non ha in realtà alcun bisogno di assistenza.

In altre parole, c´è da chiedersi quale senso abbia concedere la medesima (modesta) somma di denaro a titolo di beneficio per l´invalidità – indennità di accompagnamento all’invalido che dimostra un reddito medio basso e a quello che gode di entrate personali ben più fortunate. Quanto al limite di reddito entro il quale si avrebbe diritto al beneficio invalidità, potrebbero prevedersi diversi scaglioni a seconda dalla situazione invalidante. Chissà poi se, così ragionando, non si riesca anche ad ottenere, oltre che un risparmio di spesa per i conti pubblici, anche un adeguamento della somma a titolo di assegno di accompagnamento del disabile più adeguata alle effettive necessità vitali della persona invalida.

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Redazione - Ability Channel
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