Basket in carrozzina, Stefano Rossetti: “Ciao Serie A, ecco dove giocherò”

Redazione:

L’annuncio di Stefano Rossetti, campione italiano di basket in carrozzina, è arrivato il 14 novembre 2021 dai suoi social: “Dopo tantissimi anni di aver giocato nel Campionato di Serie A di basket in carrozzina è arrivato il momento di dire basta a questa categoria. Mi ha dato la possibilità di crescere come uomo, come atleta, e di fare tantissime conoscenze anche fraterne”.

Un annuncio maturato e consapevole, arrivato “dopo tanti anni di soddisfazioni”, ci spiega lo stesso Stefano Rossetti, contattato dalla redazione. E in effetti a parlare è il suo palmares: tre partecipazioni mondiali, una Paralimpiade, le vittorie di 2 campionati europei per nazioni su 9 disputate, 3 Coppe Campioni, 2 Coppe Wergauwen, 14 Scudetti, 12 Coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane.

Ma ora “è il momento di dire basta e lasciare il campo ai più giovani, anche perché il tempo passa per tutti, purtroppo, e alla soglia dei 50 anni ho notato che i tempi di recupero anche dai piccoli problemi fisici aumentano a dismisura. Detto questo ho sempre pensato che le decisioni devo prenderle io e non gli altri, e questo è il momento di mettermi a disposizione degli altri”.

La scelta di Stefano Rossetti: “Andrò in B con i Giovani e Tenaci ASD”

Nel 1992 Stefano Rossetti rimase coinvolto in un incidente motociclistico, che gli costò l’amputazione della gamba destra. Un evento che segnò la sua trasformazione in atleta paralimpico del basket in carrozzina, che darà vita a una lunga carriera dove, oltre ai titoli, Rossetti ha raccolto tantissimi ricordi: “Sicuramente ne ho tanti di aneddoti da raccontare e non ne ho uno ben specifico nel cuore, ma posso dire che ho avuto la possibilità di confrontarmi e giocare, contro e insieme, a tutti i migliori giocatori dal 1992 ad oggi”.

Ora però è tempo di tornare in Serie B, “un campionato che già conosco avendo militato nel BIC Reggio Calabria e nella NPIC Rieti. Quest’anno ho deciso di tesserarmi con i Giovani e Tenaci ASD, cercando di dare la mia esperienza oltre che dalla panchina anche dal campo e permettere ai nostri giovani giocatori di crescere. Ho sempre detto che quello che è stato insegnato lo devo restituire agli altri”.

La carriera di Stefano Rossetti

Una lunga carriera per Stefano Rossi, che in Serie A ha collezionato 26 stagioni: 24 con il Santa Lucia Basket e 2 con Porto Torres. “Non mi aspettavo una carriera piena di successi – ci confessa -, ma posso dire che appena mi è stato prospettato, nel lontano 1992, di giocare a basket in carrozzina, mi ero prefissato di non commettere gli errori che avevo fatto nel calcio, sport che praticavo prima dell’incidente, applicandomi con dedizione e serietà cercando di imparare ogni movimento, ma soprattutto crescere mentalmente”.

Una storia sportiva costellata anche da 20 anni di militanza con la maglia azzurra: con la Nazionale Italiana, infatti, Stefano Rossetti ha vinto tanto e ha collezionato svariati aneddoti: “Sicuramente i 2 europei vinti, mi ricordo la semifinale dell’Europeo 2003 contro l’Inghilterra giocata a Porto Torres con un caldo torrido, facevano 41 gradi misurati al centro del campo, e gli inglesi che erano in panchina indossavano i gilet con il ghiaccio all’interno. Un’altra partita a cui sono legato è la vittoria contro gli USA all’ultimo mondiale del 2014”.

A ogni modo, giocare per così tanto tempo ad alti livelli non è un’impresa semplice, ma per l’atleta paralimpico il segreto è l’aver militato “in una squadra prestigiosa che aveva 4 obiettivi ogni anno. Mi hanno dato la possibilità di giocare ad alti livelli e la possibilità di rappresentare la Nazione per queste competizioni”.

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stefano rossetti

Vita da allenatore, Stefano Rossetti: “Devi saper cogliere ogni occasione”

Infine da qualche anno Stefano Rossetti si è lanciato nella carriera da allenatore, iniziando dai giovani: “Lo sport per me è la copia della vita che viviamo tutti i giorni con le problematiche che ci inseguono tutti i giorni, questo ti aiuta sicuramente a saper gestire la pressione e trovare sempre un’escamotage per risolverlo. I più grandi mi hanno sempre insegnato che la vita non ti regala nulla, ma devi saper cogliere ogni occasione per renderla più lineare”.

Infine l’atleta paralimpico condivide un messaggio a chi si vuole avvicinare a uno sport per disabili: “Per chi vuole iniziare a far sport paralimpico, sicuramente adesso è più facile dato che, a differenza di quando ho iniziato io nel lontano 1992, oggi ci sono tutte le discipline e un ragazzo può scegliersi la sua preferita. Per prima cosa bisogna che si rivolgano alle società sportive nel loro territorio, secondo le attività che preferiscono, questo lo so che non è facile, ma con un sacrificio da parte dei genitori tutto è fattibile. Io dico sempre se un genitore ha un figlio normodotato che fa sport e lo accompagna in qualsiasi posto comunale, regionale oppure nazionale, perché non può farlo per un ragazzo disabile?”.

Foto concesse da Stefano Rossetti

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Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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