Aumentano sempre di più le morti per incidenti stradali. E se fosse tuo figlio a morire?

Redazione:

Solo nell’ultimo weekend di giugno sono decedute 34 persone a causa di incidenti stradali, 11 motociclisti. Le regioni più colpite sono Lazio e Campania seguite da Toscana, Emilia, Romagna e Marche.

Emiliano Malagoli, campione di motociclismo paralimpico e presidente dell’associazione Onlus Di.Di ne è sempre più convinto: bisogna agire, sensibilizzare, educare affinché si guidi con una maggiore consapevolezza perché a perdere la vita ci vuole davvero molto poco. E lo sa bene anche lui che nel 2011 ha perso la sua gamba destra a seguito di un gravissimo incidente stradale.

Da questo bruttissimo episodio ne è uscito cambiato, consapevole che bastano davvero pochi secondi per stravolgere la tua vita e quella di chi ti sta accanto. E proprio da questa presa di coscienza, Emiliano ha dato vita al progetto “Non buttate la vita in un secondo” con cui, insieme ad altri ragazzi Di.Di, gira per tutte le scuole d’Italia e spiegare ai giovani cosa significa guidare con prudenza, come evitare gli incidenti e tutto ciò che può causarli.
Questa è solo una delle iniziative nate per contribuire a creare una nuova generazione più attenta alla vita propria e degli altri.

In Italia, purtroppo, abbiamo un grosso problema che va risolto subito- ci spiega lui stesso – le Leggi spesso vengono approvate solo dopo che è accaduto un evento grave. L’ultimo di una lunga serie è quello che è avvenuto il mese scorso a Roma dove, a farne le spese, è stato un bimbo di appena 7 anni. Se poi pensiamo che lo scopo era solo impressionare un gruppo di follewers accaniti, allora è davvero il caso di battersi perchè tutto possa finalmente cambiare.

E il cambiamento dove può avvenire se non nel sistema educativo e scolastico?
Il nostro pilota è convinto che, inserendo l’educazione stradale come materia di studio nel programma scolastico, si potrebbero già avere grossi risultati.
“Ma deve essere valorizzata come tutte le altre materie – aggiunge- al punto che se non hai la sufficienza puoi anche essere rimandato a settembre. La teoria, però, non basta per capire. Sarebbe un’ottima idea – prosegue- inserire anche i corsi di guida sicura perché i più giovani poco esperti al volante, non sanno come gestire situazioni di emergenza, un nubifragio, ad esempio. Mandare poi i ragazzi a fare un tirocinio al 118 per sentire con le proprie orecchie quante chiamate arrivano a causa di incidenti potrebbe rendere il tutto ancora più concreto e scioccante!

Oltre a lavorare sulle emozioni, servirebbe però un passo in avanti importante nell’applicare la tecnologia alla sicurezza: sensori che bloccano l’auto se sei ubriaco, sistemi di blocco se non sei in grado di guidare e abbigliamento tecnico per chi va in moto. Un’altra idea valida, ad esempio, sarebbe quella di inserire all’interno del veicolo uno strumento intelligente che ti obblighi a riporre lo smartphone in un apposito spazio prima di metterti alla guida. Sistemi intelligenti alla portata di tutti che potrebbero salvare la vita di moltissime persone che versano in un momento di difficoltà o incoscienza.

Emiliano vuole urlarlo:” Avere un’auto o una moto è come avere una pistola in mano: se non si usa con consapevolezza puoi uccidere!” E noi speriamo che questo messaggio arrivi a tutti coloro che hanno il potere per cominciare questo cammino fondamentale prevenire e per evitare che nei prossimi anni si perda la vita in un soffio.

Fabiola Spaziano
Autrice di campagne pubblicitarie stampa e web per brand internazionali e nazionali, gestisce l’immagine e il team creativo di Abilitychannel e di Heyoka, coordina ed organizza tutte le attività e i rapporti con sponsor e collaboratori.

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