PARALIMPIADI: GLI SPORT DISABILI NASCONO A STOKE MANDEVILLE

Paralimpiadi, una storia lunga più di mezzo secolo. Un’avventura cominciata nel 1944 da un neurochirurgo tedesco fuggito in Inghilterra all’inizio della seconda guerra mondiale, Sir Ludwig Guttmann. Martin McElhatton, chief executive di Wheelpower – Brtish wheelchai sport, ti racconta come sono nati gli sport disabili, le moderne Paralimpiadi. L’intervista è stata realizzata allo stadio di Stoke Mandeville in Gran Bretagna.

LO SPORT E’ STATA LA MIA VITA

“Lo sport è stata la mia vita…da quando sono in carrozzina ho avuto l’opportunità di fare sport…mi ha dato l’opportunità di diventare allenatore…e anche di lavorare nello sport…grazie allo sport ho incontrato molti grandi amici…e davvero non saprei dire dove sarei arrivato senza lo sport nella mia vita…” con queste toccanti parole Martin McElhatton apre l’intervista sulla storia della Paralimpiadi.

Paralimpiadi: gli sport disabili nascono a Stoke Mandeville

L’ORIGINE DEGLI SPORT DISABILI

“Ciao, sono Michelangelo di Ability Channel, e sono qui a Stoke Mandeville, un piccolo paesino dell’Inghilterra dove è nata la meravigliosa favola dello sport per le persone disabili, la favola delle Paralimpiadi. Ora ti racconterò insieme al mio amico Martin questa incredibile storia”.

Nel coffee shop dello stadio di Stoke Mandeville Martin e Michelangelo parlano di abitudini italiane e di Paralimpiadi: “Il caffè è la linfa vitale degli italiani – scherza Martin McElhatton – non possono lavorare senza il loro espresso, è come un’iniezione di caffè…Tutti conoscono le Olimpiadi, ma in pochi sanno delle Paralimpiadi, dobbiamo fare in modo di raccontare questa storia a tutto il mondo” sottolinea Martin McElhatton.

Paralimpiadi: gli sport disabili nascono a Stoke Mandeville

LUDWIG GUTTMANN E LO SPORT COME RIABILITAZIONE

“Tutto comincia con il lavoro di Ludwig Guttmann, un neurochirurgo tedesco che introdusse lo sport come parte della riabilitazione dei suoi pazienti nell’Unità Spinale di Stoke Mandeville. E’ qui che nasce l’idea che è alla base delle Paralimpiadi” afferma Martin McElhatton.

Nel 1939 sir Ludwig Guttmann lavorava in un ospedale ebraico in Germania e fu costretto a scappare a causa delle persecuzioni e venne in Inghilterra e proprio qui ricevette l’incarico da parte del governo inglese di creare il primo centro per le lesioni spinali. Per Ludwig Guttmann una delle cose fondamentali fu proprio l’inserimento dell’atività sportiva come parte essenziale della riabilitazione.

“Guttmann – prosegue Martin – trattava veterani della seconda guerra mondiale con lesioni spinali, a quei tempi avere una lesione spinale era una cosa molto seria, le persone morivano rapidamente, nel giro di pochi anni. Ludwig Guttmann rivoluzioò le cure per le persone con le lesioni spinali, introducendo cure mediche, fisioterapia ma anche quello che avrebbe restituito loro quello spirito di amicizia e di fratellanza, questo fu lo sport, qualcosa di cui hai veramente bisogno per il tuo spirito per poter essere felici anche in carrozzina”.

Paralimpiadi: gli sport disabili nascono a Stoke Mandeville

PARALIMPIADI: I GIOCHI DI STOKE MANDEVILLE

“Nell’estate del 1948 Sir Ludwig Guttmann organizzò una competizione sportiva per consentire ai suoi pazienti di fare sport in un evento ufficiale e questo accadde in concomitanza delle Olimpiadi di Londra, così prese il via il parallelo tra giochi olimpici e giochi paralimpici. Nei primi giochi del 1948 ci furono solo sedici partecipanti, quattordici uomini e due donne, che gareggiarono nel cortile dell’ospedale in sport come il tiro con l’arco. Fu veramente un festival per lo sport, un divertimento per i pazienti con lesioni spinali”.

“I giochi divennero internazionali nel 1952 – prosegue Martin McElhatton – con la partecipazione di veterani di guerra olandesi: furono i primi partecipanti stranieri che resero parte ai giochi di Stoke Mandeville, così cominciò l’avventura che portò la nascita delle Paralimpiadi a Roma nel 1960″.

LA TORCIA DELLE PARALIMPIADI DEL 1984

“Questa è la torcia delle Paralimpiadi del 1984, come si vede non è una delle torce più belle nel mondo, ma i giochi furono organizzati rapidamente e noi avevamo bisogno di mettere in piedi una fiamma… è sicuramente una piccola torcia nei cuori di molta gente…”

Paralimpiadi

PARALIMPIADI: UN MONDO CHE SI E’ EVOLUTO

“Io sono stato fortunato a fare parte della squadra inglese di basket in carrozzina ai giochi paralimpici di Stoke Mandeville nel 1984 – dice Martin McElhatton – ma per gli atleti che parteciperanno alle Paralimpiadi di Londra 2012 questo sport è radicalmente cambiato: gli atleti ora sono professionisti, pagati per praticare sport…ora le competenze intorno agli atleti sono cambiate…ci sono gli scenziati, i nutrizionisti, gli allenatori…ora tutto è ai massimi livelli, ma quello che non è cambiato è lo spirito agonistico, la voglia di battersi e rappresentare il proprio paese, lo spirito di amicizia e fratellanza che ti regala lo sport, oltre ai benefici fisici che ne derivano, che fanno sentire bene le persone disabili”.

“Il trattamento delle persone con lesioni spinali ma anche con altre disabilità è cambiato radicalmente. Alle origini lo sport era considerato parte della terapia, ora è considerato parte della vita – sostiene Martin McElhatton – allo stadio di Stoke Mandeville promuoviamo lo sport come parte di vita per le persone disabili, cercando di coinvolgere i giovani disabili nello sport come parte attiva della vita quotidiana, per sentirsi in forma e in salute. Anche le cure dei pazienti con lesioni spinali sono cambiate, ma l’intento rimane quello di consentire alle persone di vivere una vita piena ed attiva”.

Paralimpiadi: gli sport disabili nascono a Stoke Mandeville

WHEELPOWER E LA BRITISH WHEELCHAIR SPORT

Wheelpower – spiega Martin – è la Fondazione nazionale britannica degli sport in carrozzina ed è anche la proprietaria dello stadio di Stoke Mandeville. Forniamo servizi per le persone disabili ma anche per le comunità locali. Ma oltre a questo vogliamo offrire ai giovani e nuovi disabili l’opportunità di provare un’ampia gamma di attività sportive lavorando in partnership con altre entità sportive per permettere agli atleti disabili di raggiungere qualsiasi livello desiderino, che sia il divertimento o le Paralimpiadi”.

PARALIMPIADI: MARTIN MCELHATTON, UNA VITA FANTASTICA

“All’età di 18 anni sono stato investito da un camion mentre andavo in bicicletta e sono rimasto paralizzato dal busto in giù, per me è stata la fine della vecchia vita e l’inizio di una nuova vita nello sport, che è stata una vita fantastica per me…”

“La mia prima vacanza, da quando ero in carrozzina, nel 1981, due anni dopo l’incidente, fu a Firenze…oh mio Dio…ho pensato…se posso venire qui posso andare in qualsiasi parte del mondo, a causa dei ciottoli e della pessima accessibilità…”

PARALIMPIADI LONDRA 2012, LA PERSONA PRIMA DI TUTTO

“Spero che le Paralimpiadi di Londra 2012 ispirino i giovani con disabilità, che ispiri i nuovi disabili, le Paralimpiadi sono delle fantastiche ambasciatrici per le persone disabili, ma le Paralimpiadi sono anche delle fantastiche ambasciatrici di sport… Spero che le Paralimpiadi Londra 2012 cambino e modifichino l’approccio in questo paese e nel mondo…che il mondo – conclude Martin McElhatton – possa vedere le persone disabili prima come persone e poi la disabilità…”